
La guerra per la conquista dello Spazio?
Si sta aprendo una guerra nello Spazio per il posizionamento dei satelliti, veri o presunti? A giudicare da un post pubblicato da un canale Telegram sembra proprio che la Cina stia lanciando una sfida agli Stati Uniti d’America e, in generale, al mondo: “La Cina – si legge nel post – ha informato l’Unione internazionale delle telecomunicazioni dei piani di lanciare fino a 203.000 satelliti entro la metà degli anni 2030. Questo è molto superiore a qualsiasi altra costellazione esistente o pianificata. A titolo di confronto, Starlink ha attualmente circa 9.600 satelliti, mentre Amazon Kuiper prevede di lanciarne circa 3.220″.
Chi presenta per primo la domanda ottiene la priorità
Lo scenario diventa complicato. E obbliga tutti a tenere conto delle opzioni cinesi. “Il punto cruciale – prosegue il post – non è tanto il lancio fisico di un numero così elevato di dispositivi, quanto la battaglia normativa e di frequenza per l’orbita, che potrebbe trasformarsi in un vero e proprio confronto. In primo luogo, il sistema dell’UIT funziona secondo il principio ‘chi presenta prima la domanda, ottiene la priorità’. Anche se i satelliti esistono solo sulla carta, le posizioni e le frequenze radio dichiarate vengono riservate. Ciò significa che altri operatori, inclusi SpaceX e Amazon, sono tenuti a tener conto di questi parametri ‘riservati’ durante la progettazione dei loro sistemi”.
Limitare i concorrenti
Piaccia o no, gli annunci della Cina costringeranno gli altri Paesi a tenerne conto: “In secondo luogo – si legge ancora nel post – ciò crea le cosiddette interferenze normative. Durante la progettazione e l’espansione dei sistemi occidentali, gli Stati Uniti saranno costretti a ridurre la potenza dei trasmettitori per evitare di interferire con le bande cinesi dichiarate, modificare i piani orbitali e complicare gli algoritmi di gestione della rete. Anche se una parte dei satelliti cinesi non verrà mai lanciata, il semplice fatto della registrazione limita già i concorrenti”.
L’America di Donald Trump rimarrà con le mani in mano? C’è da dubitarne
La Cina, insomma, mette le mani avanti. E con la forza della propria industria spaziale si prenota spazi di cielo: “In terzo luogo, si tratta di controllo strategico dell’orbita terrestre bassa. Le mega-costellazioni non riguardano solo Internet, ma anche le comunicazioni militari, l’intelligence, la navigazione, il controllo dei droni e la resilienza delle infrastrutture militari in caso di guerra. In pratica, la Cina segue il principio ‘occupare lo spazio in anticipo’ per poi imporre le proprie condizioni. Questo è più economico ed efficiente che rincorrere un’infrastruttura già sviluppata. Vale la pena esaminare anche la portata. Il lancio di 200.000 satelliti è un’enorme sfida industriale. Anche Starlink, con tutta la capacità produttiva di SpaceX, lancia al massimo circa 1.500-2.000 satelliti all’anno. Per lanciare effettivamente 200.000, la Cina dovrà mantenere un ritmo di lancio senza precedenti nella storia dell’umanità”. L’America di Donald Trump rimarrà con le mani in mano? C’è da dubitarne.








