La storia del micro-Stato di Tuvalu, 26 Km2 di territorio, 10 mila e 643 abitanti che sta per essere inghiottito dall’Oceano Pacifico causa i ghiacciai che si sciolgono. Che succederà dopo?

Si parla della costituzione del primo ‘Stato virtuale’ con il sì dell’ONU

di Nota Diplomatica

Statualità e Tuvalu – ‘Statualità’ è una parola goffa che ha poca occasione di essere utilizzata. Esprime il concetto di ‘essere uno Stato’ – di costituire un ‘paese’ – ed è la traduzione in italiano del termine inglese ‘statehood’. Nelle rare istanze in cui appare, è tipicamente nel contesto di discorsi sul controllo politico di un dato territorio. È infatti difficile immaginare uno Stato senza territorio, o almeno lo è stato finora… Nel mezzo dell’Oceano Pacifico – a metà strada tra le Hawaii e l’Australia – trova un micro-Stato ‘isolano’ indipendente che si chiama Tuvalu. Con una popolazione di 10.643 persone, secondo il censimento del 2022, è il secondo Paese meno popoloso al mondo, dopo la Città del Vaticano. È membro delle Nazioni Unite dal 1999 e occupa – per il momento, come vedremo – un territorio di appena 26 km², il tutto sparso su una barriera corallina e una manciata di piccoli atolli. Capita ora che, a causa del riscaldamento globale e  il conseguente scioglimento delle calotte polari, il Paese stia rapidamente finendo sotto le onde. Le stime attuali suggeriscono che, tra cinquant’anni, Tuvalu sarà totalmente scomparso sotto le acque del Pacifico. È già iniziato una sorta di fuggi-fuggi generale: un terzo della popolazione tuvaluana ha ormai fatto domanda per trasferirsi in Australia o Nuova Zelanda. Il fatto è senza precedenti e fa nascere un interessante quesito geopolitico. Lo Stato totalmente senza territorio gode ancora di ‘statualità’ se queste terre scompaiono? Non è solo un problema intellettuale. Mentre Tuvalu occupa uno spazio fisico insignificante in termini globali, controlla – almeno nominalmente – una zona economica marittima di 900.000 km², il che non è senza conseguenze e nemmeno senza valore. La soluzione trovata, originalissima, è di fare della ‘ex-Tuvalu geografica’ il primo Stato ‘virtuale’. Il Paese ha già emendato la propria Costituzione alla luce della sua prossima scomparsa, dichiarando le sue zone marittime e la propria statualità ‘permanenti’ malgrado l’impatto del cambiamento climatico. L’intento è di assicurare che possa continuare a esistere con tutti i benefici della sovranità nazionale una volta che sarà diventato un’entità totalmente digitale… Ciò comprende il rilascio di passaporti, la conduzione di elezioni e referendum online, come anche la registrazione delle nascite, le morti e i matrimoni in forma digitale. Ovviamente, non basta semplicemente mettere su un sito per dichiararsi ‘Paese’, qualcuno deve essere disposto a crederci. L’iniziativa tuvaluana, sostenuta anche dall’ONU, dovrebbe avere già raccolto il riconoscimento di oltre 25 Paesi nel 2024 e i suoi proponenti dichiarano di aspettarsi di arrivare a 50 adesioni entro quest’anno.
Foto tratta dal Quotidiano Nazionale

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *