L’ANALISI/ Perché Matteo Salvini e Antonio Tajani si oppongono al ritorno ad una legge elettorale con le preferenze? Perché sanno che non verrebbero mai più eletti…

di Giulio Ambrosetti

Il “No” di Forza Italia e Lega a un sistema elettorale che ridà al popolo il potere di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento non è una battaglia politica ma un modo per non andare a casa

L’esame in Aula del disegno di legge sulla riforma elettorale è stato rinvito al 14 Luglio. Nella maggioranza di centrodestra che rege le sorti del Governo di Giorgia Meloni si registrano divisioni sul ritorno alla preferenze, per ridare agli elettori il potere di eleggere i propri rappresentanti alle Camera deii deputati e al Senato della Repubblica. Fratelli d’Italia e gli ex democristiani sono favorevoli al ripristino delle preferenze, Forza Italia e la Lega si oppongono. Scriviamo “rirpistino delle preferenze” per ricordare ai più giovani che, nella Prima Repubblica le preferenze nelle elezioni politiche erano la regola. Il sistema elettorale con le preferenze è stato smantellato per ridurre gli spazi di democrazia e per consentire ai potentati, non solo italiani, di smantellare l’economia italiana e, soprattutto, le Partecipazioni statali del nostro- Paese, su precisa volontà di inglesi, francesi e tedeschi. Quello che non viene illustrato è perché berlusconiani e leghisti oggi sono contrari al ritorno alle preferenze. Ve lo diciamo noi. Anticipandovi che non c’è nulla di ‘eroico’.

Senza le liste bloccate alle prossime elezioni politiche Salvini e i suoi fedelissimi non verrebbero rieletti in Parlamento perché dal 2019 ad oggi non ne hanno azzaccata una! Il futuro della Lega è Zaia

Il ‘capo’ della Lega, Matteo Salvini, da quando nel 2019 ha messo in crisi il Governo Giallo-Verde (cioè il Governo tra grillini e leghisti), non ha più vinto una competizione elettorale. Un partito che era arrivato a sfiorare il 40% è oggi ridotto al 6%-7%. Un disastro. L’errore commesso da Salvini nel 2019 – che di fatto ha regalato il Governo dell’Italia al PD – ha indebolito la Lega e il progetto politico dello stesso Salvini. Da partito del Nord la Lega avrebbe dovuto trasformarsi in un soggetto politico con rappresentanze in tutt’e venti le Regioni italiane. Progetto fallito. La Lega è tornata a rinchiudersi nel Nord Italia dove Salvini e i suoi fedelissimi, alle elezioni politiche del prossimo anno, senza la liste bloccate, non verrebbero rieletti. Certo, Salvini dice che non vuole le preferenze perché agevolerebbero i ricchi. Ma questa è solo una scusa. Salvini è ormai tampinato da Luca Zaia che, gli piaccia o no, prenderà il suo posto alla guida della Lega.

Anche Antonio Tajani ormai è in uscita

Lo stesso discorso, anche se con varianti personali e politiche, vale per il coordinatore nazionale degli azzurri, Antonio Tajani. Anche se Silvio Berlusconi non c’è più, Forza Italia è rimasto un partito padronale. Dove i ‘padroni di casa’, Marina e Piersivio Berlusconi, hanno detto a chiare lettere che vogliono cambiare registro. Se non ci fosse di mezzo Donald Trump, che è capace di tutto, i due figli di Berlusconi sarebbero già transitati, armi e bagagli, nel centrosinistra. E hanno ragione, perché la vera o peresunta sinistra europea di oggi ha eliminato la difesa dei diritti sociali dei lavoratori che penalizzerebbe le aziende per abbracciare le varie derive sessuali, omosessuali a via continuando con i ‘diritti civili’. E’ chiaro che una ‘sinistra senza sinistra’ non può che diventare la ‘casa politica’ dei due Berlusconi. In questo scenario, per Tajani e i suoi fedeli vale quanto scritto per Salvini e i suoi fedeli: se si dovesse passare ad un sistema elettorale con le preferenze non verrebbero rieletti. E’ questo il vero motivo per il quale Salvini e Tajani non vogliono un sistema elettorale con le preferenze: perché alle prossime elezioni politiche uscirebbero di scena.

Alla fine il centrodestra troverà un accordo che garantirà a Salvini e a Tajani di fasi un altro ‘giro’ in Parlamento: tutto qui

Come finirà? Semplicissimo. Fratelli d’Italia insisterà per il ritorno – peraltro legittimo – al sistema elettorale con le preferenze, per dare, o meglio ridare la parola agli elettori. In questa battaglia anche il Generale Roberto Vannacci, con il suo partito Futuro Nazionale, è schierato per un sistema elettorale con le preferenze. Alla fine si arriverà a un sistema misto: Fratelli d’Italia e la Meloni dovranno cedere parzialmente: nel senso che una quota minoritaria di parlamentari di Montecitorio e Palazzo Madama verrà eletta con le liste bloccate. Bisognerà capire quanti posti i ‘capi’ di Lega e Forza Italia riusciranno ad ottenere. A nostro modesto avviso, pochi. Regaliamo anche una previsione: dopo le elezioni politiche del prossimo anno Salvini nella Lega e Tajani in Forza Italia finiranno in minoranza nei rispettivi partiti e verranno sostituiti. Alla fine la battaglia contro le preferenze servirà ai due per farsi un altro ‘giro’ in Parlamento…

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

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