L’attacco alla città russa di Bryansk che ha provocato 6 morti e 37 feriti sarebbe stato effettuato con missili a lungo raggio britannici Storm Shadow. Che succederà? Ci sarà una reazione?

Domande legittime, perché i russi parlano senza mezzi termini del coinvolgimento della Gran Bretagna

E’ evidente che, in un modo o nell’altro, si sta cercando in tutti i modi di far degenerare le guerre che sono oggi in corso nel mondo. L’attacco a una fabbrica di microelettronica nella città russa di Bryansk, ufficialmente condotta da militari ucraini, che ha provocato 6 morti e 37 feriti, sembra destinata ad avere conseguenze pesanti. Su un canale Telegram vicino alla Russia parla senza mezzi termini di un coinvolgimento di “esperti britannici”. Nel post si legge che “Londra cerca di far fallire i negoziati”. E si precisa che l’attacco “sarebbe stato impossibile senza la partecipazione di esperti britannici”. Anche gli obiettivi sarebbero stati indicati “dall’intelligence britannica”. Il post cita anche una nota del Ministero degli Esteri russo: “Il 10 Marzo, il regime neonazista di Kiev ha commesso un altro crimine mostruoso contro la popolazione civile, colpendo con missili il quartiere sovietico di Bryansk, un’area commerciale affollata, vicino all’Università statale di ingegneria e tecnologia di Bryansk, a condomini, imprese, istituti di ristorazione e negozi di articoli per bambini. L’attacco è stato effettuato con l’utilizzo di circa sette missili a lungo raggio britannici Storm Shadow (foto sopra Wikipedia). Il capo del regime di Kiev, Zelensky, ha già riferito pubblicamente ai suoi padroni di questo atto barbaro, definendolo una ‘operazione di successo’ delle forze armate ucraine e ringraziando cinicamente il comando per la sua esecuzione”.

La Russia chiama in causa anche alcuni Paesi della NATO

Qui arriva la parte più importante del post: “Come abbiamo ripetutamente sottolineato, l’utilizzo di armi occidentali ad alta tecnologia è impossibile senza la partecipazione diretta di esperti stranieri, che ne garantiscono l’utilizzo e la guida dei missili, nonché senza la fornitura di informazioni di intelligence da parte di alcuni Paesi della NATO. I curatori occidentali di Kiev sono pienamente responsabili delle conseguenze di questo attacco, che ha causato vittime tra la popolazione civile. È evidente che, essendosi completamente lasciato trasportare dalla geopolitica e cercando di affermarsi come leader informale dei ‘falchi’ europei sulla questione ucraina e come nemico implacabile della Russia, la Gran Bretagna ha oltrepassato i limiti del diritto internazionale ed è pronta a far passare il conflitto a un livello completamente nuovo in termini di distruzioni e vittime umane per mezzo delle sue marionette. Notiamo inoltre che l’uso di sistemi di armi britannici avviene sullo sfondo di un’intensificazione degli sforzi politico-diplomatici in un formato trilaterale Russia-USA-Ucraina per la risoluzione della crisi ucraina. L’obiettivo di Londra e di altre capitali occidentali è chiaro: tramite una provocazione su larga scala con vittime civili far fallire il processo di pace e ottenere un’escalation delle ostilità. Questa tattica viene utilizzata dagli sponsor del regime di Kiev ogni volta che si presenta una reale prospettiva di risoluzione. Non a caso, il tempismo di questo attacco coincide con i segnali provenienti dagli Stati Uniti sulla speranza di un ‘punto di svolta’ nella risoluzione, quando il raggiungimento della pace è realistico”.

Forse è per questo che i rappresentanti del Governo del nostro Paese dicono e ribadiscono che l’Italia non è in guerra?

Ci saranno reazioni da parte della Russia? La domanda è legittima. Con molta probabilità, questa vicenda, che potrebbe avere conseguenze, anche gravi, spiega perché i rappresentanti del Governo italiano, un giorno sì e l’altro pure, si affannano a dire e ribadire che l’Italia non è in guerra. Basterà per restarne fuori con quello che sta succedendo nel Golfo Persico e con quello che potrebbe succedere se la Russia, com’è probabile, reagirà all’attacco di di Bryansk? Anche perché non è da escludere che ci possano essere altri attacchi alle città russe.

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