di Giulio Ambrosetti

Diciamolo chiaramente: se la guerra nel Golfo Persico proseguirà il sistema economico globalista mondiale franerà
Vi siete chiesti perché la notizia della crisi di BlackRock, il più grande Fondo di investimenti del mondo sia totalmente scomparsa dai media e dalla rete? Eppure non si tratta di una fesseria. Pensate un po’: a un certo punto i risparmiatori che hanno investito il proprio denaro decidono di riaverlo indietro. Non è un fenomeno che riguarda solo BlackRok: altri Fondi e altre società d’importanta mondiale, in questi giorni, sono alle prese con questo problema. Si scopre ciò che gli addetti ai lavori sanno da sempre: e cioè che questi gruppi di dimensioni finanziarie gigantesche hanno, mettiamola così, qualche punto debole: detengono nelle proprie ‘pance’ prestiti erogati a società che non possono essere venduti rapidamente. Se non ci sono problemi tutto fila liscio. Se l’economia mondiale va in crisi si scatena il panico: gli investitori chiedono indietro i soldi e inizia il caos. Per ora la situazione sembra rientrata rispetto ai primi giorni di guerra nel Golfo Persico. Ma a giudicare dalle notizie che arrivano, il problema si potrebbe ripresentare in termini sempre più pressanti. Come illustro in un articolo che ho pubblicato su MediaOneOnline, tutto quello che sta succendo in questi giorni nell’economia mondiale è legato alla guerra in corso nel Golfo Persico. Con il rischio, tutt’altro che remoto, che il conflitto si estenda allo Stretto di Bāb el-Mandeb, il tratto di mare congiunge il Mar Rosso con il Golfo di Aden e quindi con l’Oceano Indiano (qui un articolo). Da quello che si capisce, gli iraniani potrebbero decidere di chiudere alle navi occidentali anche questo tratto di mare per creare problemi alle attività commerciali. Da non escludere anche il coinvolgimento del Mediterraneo.
Il nuovo dualismo che si è sostituito ai canoni classici della politica
Come provo a illustrare nell’articolo, l’attuale guerra nel Golfo Persico non va geopoliticamente ‘letta’ con i canoni classici della politica e dell’economia: destra, sinistra, Occidente da una parte e Paesi del BRICS dall’altra parte. Oggi la ‘lettura’ geopolitica va fatta alla luce del dualismo, sempre più acceso, tra globalismo e sovranismo. Per globalismo s’intende i Paesi che hanno abbracciato la globalizzazione economica: ovvero i Paesi liberisti che hanno imperniato la propria economia sulle esportazioni e che, per abbassare i costi di produzione, fanno entrare a ruota libera i migranti per abbassare i salari e ridurre i diritti dei lavoratori. Un Paese che abbraccia il globalismo mette piano piano in discussione la famiglia tradizionale valorizzando le varie deviazioni sessuali contrabbandate per ‘conquiste sociali’. Significa rinnegare la cultura europea legata al Cristianesimo.
Chi sono i globalisti e chi sono i sovranisti
Chi sono oggi, nel mondo, i Paesi che seguono il credo globalista? Intanto stanno solo nell’Occidente. La Russia è fermamente contraria al globalismo. La Cina, Paese comunista, ha usato la globalizzazione, ma non è globalista. Globalista è il Partito Democratico americano, che è da quasi un trentennio espressione delle multinazionali. Non a caso, dal 2016, i ceti popolari americani non votano più per i Democratici. Votano per il Repubblicano Donald Trump che guida i sovranisti di tutto il mondo occidentale. Globalisti sono gli attuali governanti dell’Unione europea e i Governi di alcuni Paesi europei. Come racconto nell’articolo su MediaOneOnline, l’Unione europea, nel 2013, ha provato a far passare una Costituzione privata delle radici europee. La stessa Ue è letteralmente invasa da migranti che sono arrivati e continuano ad arrivare da mezzo mondo proprio per tenere bassi i salari. Globalista è la Francia di Emmanuel Macron. Globalista è la Germania del Cancelliere Friedrich Merz (che viene dal mondo di BlackRok). Globalista è la Spagna governata dal socialista Petro Sanchez. Globalista è il Regno Unito governato dai laburisti di Keir Starmer. Globalisti sono quasi tutti i Paesi scandinavi. Globalista sono gli attuali governanti della Polonia. E l’Italia di Giorgia Meloni? E’ arrivata al Governo come ‘euroscettica’. Oggi presiede un Governo cerchiobottista: a Bruxelles è alleata dalla globalista presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen; poi mantiene buoni rapporti con Trump che, come già accennato, è il leader mondiale dei sovranisti. Globalista, sempre con riferimento all’Italia, è il Partito Democratico di Elly Schein. In Europa i sovranisti sono i cosiddetti ‘populisti’. E sono contrari all’immigrazione controllata. Sono contrari al liberismo economico che arricchisce i pochi e impoverisce la popolazione. Si battono per il ritorno degli Stati sovrani. In Europa i sovranisti si battono contro un’Unione europea di affaristi che, come hanno fatto in Romania, sono anche capaci di annullare le elezioni. Si battono contro i ‘banditi’ delle multinazionali farmaceutiche che hanno trovato il modo per guadagnare soldi a palate imponendo con la violenza le ‘cure’ alle popolazioni. La pandemia con i ‘presunti’ vaccini è stata la prova eclatante di cosa sono capaci di fare. Oggi, in Europa, i ceti sociali impoveriti, in larga parte, non votano più per i partiti di ‘sinistra’, che sono solo partiti della finta sinistra. Ma in molti casi gli elettori anti-Ue vengono presi in giro, come ha fatto il Movimento 5 Stelle, che nel 2018 si è presentato agli elettori come partito anti-Ue e poi ha sostenuto l’Unione europea e, addirittura, il Governo di Mario Draghi, espressione dell’Unione europea. Un altro partito che ha preso per i fondelli gli elettori è Fratelli d’Italia, che si presentato come ‘euroscettico’ e oggi, con il Governo Meloni, come già ricordato, appoggia la Commissione europea.
La Cina non mollerà facilmente l’Iran
Per cercare di districarsi nel momento geopolitico attuale, ribadiamo, biasogna andare oltre gli schemi classici. Trump appare come un alleato di ferro di Israele di Benjamin Netanyahu. In realtà, l’attuale presidente americano non può opporsi ai voleri della lobby finanziaria e bancaria ebraica, che in America è fortissima e che sta, dal 1947, dietro a Israele. La geopolitica attuale ‘ridisegna’ gli scenari. Nel mondo dei BRICS, ad esempio, due Paesi che fanno parte di questa associazione sono l’uno contro l’altro, se è vero che l’Iran ha bombardato l’Arabia Saudita. La Russia è sempre stata alleata dell’Iran ma oggi lo è un po’ di meno. Questo perché è impegnata nella guerra contro l’Ucraina, Paese ‘teleguidato’ dai globalisti. I quali prima hanno provato ad arrivare nei territori russi nel 2011, attraverso la Siria; operazione bloccata dai russi grazie anche alla Cina. Poi, nel 2014, i globalisti hanno invaso l’Ucraina con l’obiettivo di riprovare incunearsi in Russia. Come racconto nell’articolo, è stata l’inaspettata vittoria di Trump nel 2016 a fermare una guerra tra Democratici americani e Russia. Che è esplosa nel 2022. La Russia si trova oggi in una posizione delicata. Fino ad ora gli ucraini non hanno avuto i missili a lungo raggio per bombardare ‘in profondità’ la Russia. Come ho raccontato stamattina, a quanto pare è stata la Gran Bretagna a fornire i primi missili all’Ucraina, che nei giorni scorsi ha bombardato la città russa di Bryansk, provocando 6 morti e 37 feriti (qui l’articolo). Va da sé che la guerra nel Golfo Persico, molto più della guerra in Ucraina, sta provocando problemi enormi nell’economia mondiale. Non a caso, oggi, il prezzo del petrolio è tornato a poco meno di 100 dollari nonostante i Paesi occidentali abbiano immesso nel mercato le riserve di greggio. Non a caso, oggi, le Borse sono tornate a scendere. Per non parlare del crollo impressionante dei voli nel mondo. Non è da escludere che la crisi torni a colpire i grandi Fondi di investimento. Anche perché, pur colpito in modo molto pesante, il regime teocratico iraniano tiene grazie all’alleanza della Cina di Xi Jinping che farà di tutto per non perdere un alleato strategico come l’Iran. E fara di tutto per tenere chiuso lo Stretto di Hormuz per far lievitare il prezzo del petrolio a 200 dollari al barile. Come si può notare, la realtà economica e geopolitica di oggi non è di facile interpretazione.
Qui per esteso il mio articolo su MediaOneOnline:
Foto tratta da Blog Sicilia








