L’inchiesta che coinvolge Totò Cuffaro e gli interessi politici-associativi che gravitano attorno all’industria dell’antimafia che non sono esattamente un esempio da seguire…

Di nuovo nell’occhio del ciclone

di Andrea Piazza

Nel richiamare il detto “i parenti gli sceglie Dio, gli amici me li scelgo io”, da ieri mattina un fulmine a ciel sereno turba le mie giornate. È conseguente alla richiesta formalizzata dalla Procura della Repubblica di Palermo, finalizzata alla custodia domiciliare a carico degli amici Totò Cuffaro e Vito Raso. Nella giornata odierna del day after, non ho ancora letto i tanti articoli dei quotidiani a tiratura nazionale da la Repubblica al Domani, ma, immagino che il taglio non sarà come la raccolta del grano tenero ideale per biscotti e pizze. Mi dispiace apprendere che l’amico Totò è nuovamente nell’occhio del ciclone, ovviamente è una notizia di caratura nazionale.

Un punto di vista spesso divergente con la linea politica della DC in Sicilia

Indubbiamente l’amico Totò è un ‘animale politico’ sul vero senso della parola, in linea con il pensiero filosofico aristotelico. Il rapporto di Totò con la gente è una sorta di esperienza mistica, una sorta di peace & Love che, tra una vasata e l’altra, trasmette un’energia positiva che felicemente lo rigenera. Ipotizzare Totò Cuffaro senza politica, beh, sarebbe come pensare ad una persona che resta in vita privo del muscolo cardiaco. Per molti di noi, Totò Cuffaro è un amico a prescindere, mentre per altri, in speciale modo chi non lo conosce, un nemico. Da buon amico, in molteplici occasioni gli ho manifestato il mio punto di vista, spesso divergente nell’analisi politica: riportare centrale il ruolo della Sicilia nel Mediterraneo in contrapposizione ai dettami del Partito Popolare Europeo, non supportare alle elezioni europee Noi moderati. Per non parlare dell’ingresso nel partito di alcuni soggetti politici e della selezione di una classe politica regionale in parte inadeguata che, peraltro, non ha supportato la linea valoriale dell’antimafia francescana, con la discussione della mozione, presentata nel Consiglio comunale di Palermo, per realizzare dei marciapiedi in viale Croce Rossa in memoria delle vittime uccise dalla mafia in Sicilia. A questi elementi si aggiunge la mappatura delle linee fognarie con la richiesta all’AMAP di eliminare in fatturazione le voci per servizi inesistenti (qui un articolo).

Un’amicizia che non sarà mai messa in discussione

Il mio essere amico è dire ciò che penso senza il filtro dell’ ipocrisia… Magari ogni tanto gli sarò stato anche sui maccheroni, ma l’amicizia, per essere autentica, deve essere diretta e non depurata. Adesso si riproporrà lo schema classico, divisivo, di coloro che saranno a favore e di coloro che gli andranno contro. La politica siciliana, indubbiamente, potrebbe e dovrebbe migliore ma senza Totò Cuffaro sarebbe peggio, come un dolce senza lievito, priva di emozione. Ovviamente, l’indagine penale sotto la guida di un Procuratore della Repubblica scrupoloso e lineare come Maurizio De Lucia dovrà fare il proprio corso. Ci sono vicende che corrono lungo un sottilissimo filo (di Arianna) che si trovano al limite dello snodo tra lecito ed illecito, tra penalmente e non penalmente rilevante. Ognuno di noi ha una propria visione, una propria percezione di fatti e delle circostanze. A titolo esemplificativo, a mio modesto giudizio la strutturazione degli interessi “politici-associativi” che gravitano intorno l’industria dell’antimafia sociale è marcatamente illecita, Ma per una parte della società è percepita come agire nella legalità, nonostante la caduta periodica dei paladini della legalità dovrebbe costituire la conferma di un quadro indiziario severo. I venti di guerra contro il personaggio pubblico sono pronti a sprigionarsi, caro Totò ( e caro Vito ) in questa lunga traversata l’amicizia sarà il nostro collante. E’ importante che ognuno di noi si sforzi sempre ad essere domani migliore di ieri.

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