L’Unione europea è fallita? Ne è convinto l’autore di questa riflessione. Il ‘caso’ Sicilia dove non si capisce che fine abbiamo fatto i 5 miliardi di euro del Fondo di sviluppo e coesione (Fsc)

di Ciro Lomonte

Pur di salvare l’Ue i governanti delle Regioni italiane fanno passare la tesi che sono stati loro a non spendere i fondi comunitari. Contemporaneamente ‘taglieggiano’ i cittadini con l’addizionale Irpef regionale

Siciliani Liberi spiega da oltre due anni come i fondi europei del bilancio comunitario 2021-27 non esistano più. E che, quindi, non possono né potranno essere spesi. Puntuale, a fine 2025 arriva la conferma direttamente dalla Ragioneria generale dello Stato: che al 31 Agosto 2020 riporta come la Regione Siciliana abbia speso l’1,98% degli oltre 5,2 miliardi apparentemente disponibili del Fondo di sviluppo e coesione (Fsc). “La Sicilia, il cui Accordo per la coesione è il terzo più generoso del Paese con quasi 5 miliardi di euro disponibili (che salgono a oltre 5,2 miliardi se si considerano anche le anticipazioni assegnate con delibera Cipess)”, scrive il cronista del Quotidiano di Sicilia, “ha speso soltanto 102,6 milioni di euro, con un avanzamento del programma che non si schioda dall’1,98%”.

I lavori per le nuove linee del Tram di Palermo appaltati nel Giugno del 2023 e mai iniziati perché non esistono i soldi. Ma, chissà perché, non se ne parla

La stessa identica situazione si registra in tutte le Regioni italiane, sancendo così di fatto la fine politica e amministrativa degli enti regionali creati in Italia nei primi anni ’70 dello scorso secolo. E, nel caso della Sicilia, persino un anno prima dela fondazione della Repubblica al posto del Regno d’Italia. Quanto vale per il Fsc vale per qualsiasi altro fondo europeo. Infatti, come anticipato e spiegato pubblicamente per oltre due anni da Siciliani Liberi, sono fermi o non sono mai iniziati tutti i tipi di lavori finanziati da fondi europei. Siamo ormai a metà Gennaio 2026. I lavori delle nuove linee del Tram di Palermo appaltati nell’estate 2023 non sono mai partiti. Ripetiamolo per maggiore chiarezza: i lavori appaltati Il 23 Giugno 2023 con cui il Comune assegnava alla ditta unica concorrente i lavori dele linee A, B e C per aggiungere ulteriori 20,5 km ai circa 24 km di rete esistente che avrebbero dovuto iniziare nel Gennaio 2024, non sono mai iniziati. Né mai lo saranno finché l’azienda non vedrà accreditato sul suo c/c un buon terzo dei 402 milioni del costo (https://www.palermotoday.it/…/nuove-linee-tram…) su cui il consorzio vincitore dell’appalto (un’azienda piemontese e una spagnola) l’ATI italo-iberica ha offerto un ribasso percentuale sui lavori a base d’asta dell’0,0140%

Gli scippi dalle buste paga con l’addizionale Irpef: come mai non se ne parla?

L’assenza concreta dei soldi europei mai pervenuti sul c/c della tesoreria regionale fa sì che la Regione non possa far fronte a un numero enorme di spese, fra cui i trasferimenti ai Comuni già ridotti di oltre due terzi. “Dal 2009 al 2025 il Fondo autonomie locali ridotto è passato da 913 a 287 milioni”, dichiara ormai arresosi il Sindaco e presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta. In questa situazione, ai Comuni non resta che “grassare” qualsiasi visitatore con la “tassa di soggiorno” e fare lo stesso con i residenti lavoratori e pensionati, prelevando dalla busta paga la “addizionale Irpef”: uno dei tanti doni dell’integrazione monetaria con la Germania e la Francia. Che ha trasformato i Comuni in nuove esattorie in aggiunta allo Stato che fino a questa nuova invenzione dell’ex PCI, il partito egemone della seconda Repubblica, era l’unico soggetto pubblico che poteva tassare i residenti nel Paese. Ma siccome i soldi non bastavano anche alle Regioni, ecco che l’ex PCI nel 1998 introduce anche l’addizionale regionale: un altro 1,23% del reddito di lavoratori e pensionati che se ne va direttamente nelle casse della Regione Siciliana (https://www.regione.sicilia.it/…/port…/addizionale-irpef).

L’Unione europea sta usendo di scena dopo aver devastato l’economia italiana e impoverito milioni di cittadini italiani

La situazione finanziaria della UE, figlia di folli scelte politiche, è ormai segnata. I Paesi della UE ormai si muovono individualmente: devono cercare di salvare ciò che resta delle loro economie. I fondi del bilancio 2021-27 non arriveranno, né ci sarà alcun bilancio successivo. La UE è ormai una vicenda politica ed economica conclusa. L’Italia esce dalla fine della UE e dell’euro con un’economia devastata. Le nascite al livello più basso dall’unità del 1860-61. E l’emigrazione di massa di tutti i suoi giovani migliori. Siciliani LIberi lavora da dieci anni per contribuire a formare la nuova classe dirigente che dovrà lavorare alla rinascita e alla ricostruzione della SIcilia.

Foto tratta da Startmag

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