Mattarella elogia l’Unione europea. Ma quali sarebbero i successi Ue? Il Fiscal Compac? La Spending Review? La Grecia ridotta alla fame nel nome dell’austerità assassina?

di Diego Fusaro

Con la sua consueta chiarezza espositiva il filosofo Diego Fusaro commenta le parole del Presidente della Repubblica sui risultati dell’attuale europeismo

Così ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Forum di Cernobbio: «L’Unione Europea costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro. I suoi successi sono indiscutibili – e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati – al pari della sua attrattività, tuttora intensa e vitale».

“Quali sarebbero, di grazia, i diritti che l’Unione Europea ha reso disponibili e che, precedentemente, mancavano negli Stati nazionali europei?”

A rigore, sembra che il Presidente della Repubblica stia parlando di un’altra realtà, sicuramente non dell’Unione Europea così come l’abbiamo vissuta fino a oggi. Ciò ricorda irresistibilmente quelle pubblicità che reclamizzano prodotti di cui magnificano le virtù ma che poi, una volta acquistati, non rispondono minimamente all’elogio pubblicitario. Quali sarebbero, di grazia, i diritti che l’Unione Europea ha reso disponibili e che, precedentemente, mancavano negli Stati nazionali europei? Il fatto che abbiamo vissuto in una lunga fase di pace non dipende certo dall’Unione Europea, ma dalla presenza dell’Unione Sovietica e dalla sua capacità di “congelare” i conflitti, facendo da argine all’imperialismo statunitense: prova ne è che, crollata l’Unione Sovietica, sono riesplosi i conflitti e che l’Unione Europea stessa sta avendo una parte decisiva nel promuoverli, come testimoniato dalla Serbia del 1999 e dall’odierna postura Europea al cospetto della Russia.

Di fatto l’Unione Europea è una tecnocrazia depressiva e repressiva, che stritola i popoli europei e fa valere la spietata legge neocannibalica del liberismo sfrenato

Per quel che concerne, poi, la cosiddetta attrattività dell’Unione Europea, essa ci pare un puro ens imaginationis, anche alla luce del fatto che tutte le volte che ai popoli europei è stato domandato se volessero entrare a far parte dell’Unione Europea hanno univocamente detto no, come peraltro testimoniato dall’ultimo caso dell’Islanda. Quali sono i successi indiscutibili dell’Unione Europea di cui dice il Presidente della Repubblica? Il Fiscal Compact e la Spending Review? La Grecia ridotta alla fame nel nome del neoliberismo più spietato e della austerità assassina? Insomma, con tutto il rispetto dovuto alla massima carica dello Stato italiano, ci pare francamente che la narrazione elogiativa dell’Unione Europea faccia acqua da tutte le parti e risulti essenzialmente propagandistica e distante sideralmente dalla realtà dei fatti; quella realtà dei fatti che ci mostra l’Unione Europea come una tecnocrazia depressiva e repressiva, che stritola i popoli europei e fa valere la spietata legge neocannibalica del liberismo sfrenato.

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