Trump blocca una società turca che faceva da intermediaria tra Cina e Iran. La presidenza USA chiede all’Unione europea di pagare 350 miliardi di dollari che Biden ha erogato all’Ucraina

A differenza della Russia di Putin, che continua a non reagire agli occidentali che sequestrano le navi petroliere russe, gli americani cominciano ad appioppare sanzioni ai Paesi che sostengono il regime di Teheran. Si comincia con la Turchia di Erdogan (foto sopra con Trump tratta da Wikipedia)

Vendita petrolio dell’Iran: gli USA hanno acciuffato una società della Turchia che faceva da intermediaria ai pagamenti cinesi in favore degli iraniani. Per dirla in breve, l’America di Trump comincia a mettere in atto la cosiddetta Operation Economic Outcast, ovvero la strategia globale messa a punto dal Segretario del Tesoro americano, Scott Bessent (l’equivamente dei Ministri dell’Economia europei). Sono le sanzioni contro i Paesi che intrattengono rapporti economici, finanziari, commerciali e bancari con l’Iran (qui un articolo). In queste ore gli americani hanno ‘acchiappato’ una società che opera in Turchia – Golden Global Yatirim Bankasi Anonim Sirketi – che fa da intermediaria tra Cina e Iran: gli iraniani vendono il petrolio ai cinesi i quali versano i soldi a questa società turca che li ‘gira’ al regine di Teheran. Di fatto, bloccando questa società iraniana il Tesoro americano ha colpito tre Paesi: Iran, Cina e Turchia (qui l’articolo di scenarieconomici.it).

Che farà adesso Erdogan? Chiuderà la porta in faccia alla Cina e agli americani?

Bisognerà capire, adesso, se il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, bloccherà la presenza di altre società del suo Paese che potrebbero fare da intermediare tra Cina e Iran, o se farà finta di niente. Nel primo caso, chiuderà la porta in faccia alla Cina. Nel secondo caso dovrà dire addio ai rapporti economicie commerciali con gli Stati Uniti d’America, perché verrà messa fuori dall’area del dollaro americano. Noi propendiamo per la prima ipotesi: non crediamo, infatti, che la Turchia abbia interesse a recidere i rapporti economici con gli USA, se è vero che il valore degli scambi commerciali tra America e il Paese di Erdogan ammonta a circa 40 miliardi di dollari/anno, con importanti prospettive di crescita.

La minchiata solenne diffusa dai globalisti sull’America a corti di armi

Una brutta notizia per l’Unione europea, o meglio, per i cittadini dei Paesi Ue, arriva dal presidente americano Trump, che sulla rete scrive: “Per coloro che, in modo subdolo, si rifiutano di fornire rapporti accurati sulle nostre operazioni militari in Iran, abbiamo enormi quantità di munizioni, di qualità media e alta, molto più di quanto potremmo utilizzare in questa operazione, o in qualsiasi altra guerra (cosa altamente improbabile). Inoltre, stiamo producendo munizioni a livelli che non abbiamo mai visto prima. Le stiamo immagazzinando e ci stiamo preparando a qualsiasi potenziale emergenza. Le teniamo per noi, gli Stati Uniti d’America, piuttosto che venderle ad altri, ma le nostre vendite agli alleati riprenderanno presto“. Trump si riferisce ai media occidentali che, di fatto, sostengono l’Iran. Media di stampo ‘progressista’ (che significa globalista, se è vero che quasi tutte le ‘sinistre’ occidentali, o presunte tali, si sono consegnate mani e piedi ai signori della globalizzazione economica) che cercano di far passare la tesi che gli USA sarebbero a corto di armi. In effetti, che la più grande potenza militare mondiale sia a corto di armi è una minchiata solenne (qui un nostro articolo).

Una ‘bella notizia’ per i cittadini dei 27 Paesi Ue: Trump vuole fare pagare all’Unione europea i circa 350 miliardi di dollari che il suo predecessore ha erogato all’Ucraina

Minchiate ‘progressiste’ a parte, a fine post arriva la notizia che non farà piacere ai cittadini dei 27 Paesi Ue: “Inoltre – scrive sempre il presidente USA – vi prego di informare tutti che l’amministrazione Biden (Joe Biden, ex presidente americano in carica prima di Trump ndr) ha fornito quantità di munizioni molto maggiori all’Ucraina, a costo zero per loro, rispetto a quanto abbiamo utilizzato in Iran. Centinaia di miliardi di dollari sono stati donati all’Ucraina e alla NATO, denaro che l’Europa avrebbe pagato, se le fosse stato chiesto, ma noi chiederemo indietro quei soldi, anche se un po’ in ritardo“. Parliamo di circa 350 miliardi di dollari che, secondo Trum, la precedente amministrazione Biden ha elargito all’Ucraina (qui un VIDEO). Ora il presidente Trump annuncia che chiederà questi soldi all’Ue (qui un articolo). E meno male che il mondo invidia l’Unione europea…

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