Non è un po’ strana la storia che arriva dalla Siberia? Una provetta che si rompe, una donna che si infetta con la peste polmonare e muore, non prima di essersi mescolata con mezzo mondo?

di Giulio Ambrosetti

Essere ‘complottisti’ è un conto ma dubitare di una ricostruzione dei fatti che non sta in piedi è legittimo

Siamo sicuri che si tratta di una delle forme di peste causate dal batterio Yersinia pestis? Il riferimento è alla vicenda della donna di 28 anni morta a Irkutsk, in Siberia. Dalle scarne cronache ufficiali, la donna, tecnico di laboratorio, si sarebbe infettata a causa della rottura di una provetta. La ricostruzione di questa storia è un po’ strana: un tecnico di laboratorio che rompe una provetta, si infetta, entra in contatto con centinaia di persone e poco dopo muore. Con duecento o forse trecento soggetti che poi finiscono in quarantena. Gli eventi, raccontati così, sono un po’ strani. Né c’è da aspettarsi molte rivelazioni, perché i russi non sono, mettiamola così, molto ‘comunicatori’.

Un post di Telegram pubblica la smentita della Russia: i test non hanno rilevato l’agente della peste polmonare

In realtà, in un post di un canale Telegram vicino alla Russia qualcosa si legge. Il post smentisce la presenza di un’epidemia di peste: “Nella realtà, non c’è stata alcuna epidemia confermata in Russia: le autorità hanno ufficialmente dichiarato che i test non hanno rilevato l’agente della peste, le persone che sono state in contatto sono state isolate e sottoposte a sorveglianza, e l’OMS ha valutato i rischi per la popolazione come bassi”. L’acronico OMS sta per Organizzazione Mondiale della Sanità, organismo che, durante la pandemia, o presunta tale, ne ha combinate di tutti i colori. Tra l’altro, che i russi citino l’OMS per rafforzare una propria tesi è un po’ singolare. I russi sono critici con l’ONU e l’OMS è il braccio operativo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite in materia sanitaria.

I medici russi sono troppo bravi per perdere così una paziente

Detto questo, la Russia qualcosa ha fatto sapere. Ma questo non basta, soprattutto per un inveterato ‘complottista’ come chi scrive. Troppe le stranezze di questa storia. Considerato, anche, che questa infezione, se viene presa in tempo, è curabile con gli antibiotici (qui un articolo). Ora, pensare che i medici russi, che sono notoriamente molto bravi, abbiano ritardato le cure mi sembra un po’ difficile. Tra l’altro, stiamo parlando un un laboratorio e di un’infezione presa – stando, ribadisco, alla ricostruzione ufficiale dei fatti – da un tecnico di laboratorio. Diagnosi nota e la pazente muore? Decisamente, non regge. Insomma, se proprio la debbo dire tutta, questa storia non mi convince affatto.

Escludiamo un attacco con armi biologiche alla Russia. Sarebbe una follia, perché la risposta di Mosca sarebbe durissima. Però qualche retropensiero…

Con questo non sto dicendo che si potrebbe essere trattato di un attentato con armi biologiche contro la Russia. Però è un fatto inconfutabile che i russi stanno piano piano piegando l’Ucraina e i suoi alleati. E quando si parla di alleati del regime di Volodymyr Zelenskyj si fa riferimento alle armi e ai soldi dell’Unione Europea (miliardi di euro a fiumi) regalati all’Ucraina e della NATO. Qualche retropensiero sorge. Proprio quando Kiev è stata divisa a metà con il sistematico bombardamento russo dei ponti che attraversano il fiume Dnepr, con problemi enormi per la viabilità e mentre prosegue senza sosta la distruzione delle centrali elettriche in tutta l’Ucraina, ecco che spunta questa strana infezione di peste polmonare smentita dalle autorità russe. E’ legittimo manifestare dubbi? Dopo di che ci auguriamo che i nemici di Mosca non abbiano combinato qualche guaio, perché i russi risponderebbero pan per focaccia…

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