Perché attaccano sempre Pavel Durov, il fondatore di Telegram? Perché è libero e il social che ha creato è una palestra di informazione libera. La Russia lo vuole arrestare? Non ci crediamo

di Giulio Ambrosetti

Dopo la Francia anche il Paese di Putin ‘strapazza’ l’imprenditore che, peraltro, è nato a Leningrado

“La Russia mi ha designato come ‘terrorista’ per aver rifiutato le sue richieste di sorveglianza di massa e censura su Telegram. Secondo la legge russa, mi è vietato pubblicare informazioni su Internet. I funzionari russi sono evidentemente confusi su chi possa vietare a chi l’accesso a Internet”. Così parla Pavel Durov, il fondatore di Telegram in un post pubblicato da un canale Telegram.

Come accade spesso, accusano il fondatore di un social di successo di non collaborare

Durov, nel 2024, è stato arrestato in Francia. Le autorità francesi sostenevano che l’imprenditore nato in Russia non collaborava per contrastare le attività criminali. In realtà, Durov ha fondato Telegram per tutelate le vite private e si caratterizza per l’indipendenza dai Governi. A Parigi l’hanno capito: hanno provato a ‘ingabbiarlo’ e non si capisce se ci sono riusciti. Fatto sta che la Magistratura francese l’ha sostanzialmente lasciato libero. Oggi Durov vive prevalentemente a Dubai. Ora è arrivata la Russia. La Magistratura di questo Paese lo vorrebbe arrestare: e non si capisce se è una cosa vera o se è una sceneggiata. O magari una minaccia. Vattelappesca! Sembra che l’FSB, ovvero i Servizi segreti russi lo accusino di aver consentito all’Ucraina di utilizzare la piattaforma Telegram per organizzare atti di sabotaggio e terrorismo. Come i francesi, anche i russi accusano il fondatore di Telegram di non collaborare. La solita musica.

La verità è che la libertà di espressione, senza condizionamenti, non piace alle grandi potenze

Che dire? Semba che un social libero non vada bene a nessuna grande potenza. Meglio i social che censuravano ai tempi della pandemia se si sollevavano dubbi sui ‘presunti’ vaccini contro il Covid. O i social che, ancora oggi, scrivono buttanate sulle vaccinazioni. Ma stiamo divagando. Quello che noi vediamo, da semplici utenti, nemmeno molto bravi, è che Telegram è sicuramente il social più libero presente nella rete. Dà spazio a tutti. Certo, lo spazio e la visibilità si conquistano con l’intelligenza e con la credibilità delle notizie che si diffondono. Se possiamo dire la nostra, noi non crediamo che i russi stiano perseguendo Durov. Per un motivo semplice: perché i politici russi sono intelligenti, sicuramente al di sopra della media dell’intelligenza politica mondiale. Molti blogger vicini alla Russia di Vladimir Putin considerano Telegram insostituibile. Per chi scrive è prezioso. Durel è libero e bravissimo. I russi sono troppo intelligenti per non capirlo.

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