La grande informazione sulle guerre in Ucraina e nel Golfo è quasi sempre di parte. L’influenza nefasta sul presente degli anni controversi della pandemia. Un mio articolo su MediaOnOnline

di Giulio Ambrosetti

Tra dubbi (tanti) e certezze (pochissime)

Quando si analizza l’andamento di una o più guerre, ci sono tanti dubbi e pochissime certezze. Forse una delle poche certezze è che il 90% circa dei mezzi d’informazione americani ed europei – con riferimento alla rete, alla televisione e, in minima parte, ai giornali cartacei che ormai hanno solo una certa influenza locale – sono tutti contrari all’attuale amministrazione americana di Donald Trump. Ed è anche logico: l’attuale presidente USA è schierato contro il sistema globalista e contro le multinazionali. Mentre le ‘sinistre’ europee, o presunte tali, al pari dei progressisti statunitensi, sono schierate con i globalisti e con le multinazionali. Come persone che dicono di essere di ‘sinistra’ possano difendere la globalizzazione economica e le multinazionali è un mistero, visto che non hanno fatto altro che rendere più ricchi i ricchi e più poveri i poveri. Con molta probabilità, la spiegazione sta in un misto di indolenza, di poca lucidità intellettuale, di incapacità di ammettere i propri errori di valutazione (i comunisti e i post comunisti non sbagliano mai…), di sindacalismo venduto ai potenti di turno e, perché negarlo?, di ignoranza dei principi basiliari della storia delle dottrine politiche.

Senza dimenticare che, dopo l’audizione ‘silenziosa’ di Fauci al Senato americano, i ‘culi’ di tanti protagonisti-progressisti della controversa stagione pandemica cominciano a tremare in entrambe le sponde dell’Atlantico…

Poi c’è la ricchezza. Argomento che affronto in un articolo che ho pubblicato su MediaOnOnline. “Con la gestione della pandemia – sto citando un passaggio del mio artioclo – che ha imposto i ‘presunti’ vaccini contro il Covid alla popolazione occidentale con ricatti alle persone che rifiutavano di farsi ‘punturare’ (leggere sospensione dal lavoro e dalla retribuzione), i ‘Progressisti’ americani, che operavano in accoppiata con note multinazionali farmaceutiche produttrici dei citati ‘vaccini anti-Covid’, si sono sistemati bene. Ma appunto per questo buona parte dell’informazione che ancora in queste ore arriva dagli Stati Uniti d’America non è molto credibile. Può andare sicuramente bene per le ‘Grandi televisioni’ e per i ‘Giornaloni’ occidentali impegnati ad attaccare Trump e a difendere i protagonisti della fallimentare gestione del Covid. Ma funziona poco e male sulla rete e, in generale, tra le persone che non hanno smarrito lo spirito critico” (qui per esteso l’articolo). Per la cronaca, pure i signori che comandano nell’Unione europea, con le forniture di ‘vaccini’ contro il Covid, si sono sistemati bene, anche grazie alla Giustizia europea che ha ‘dimenticato’ la storia dei miliardi di euro a fiumi spesi per ‘punturare’ i cittadini europei. Ma ora il ‘culo’ comincia a tremare un po’ a tutti, soprattutto se, come sembra, il ‘guru’, anzi, l’ex ‘guru,’ dell’immunologia statunitense, Anthony Fauci, finirà nei guai, se è vero che alcuni dei protagonisti americani della controversa stagione del Covid sono già stati incriminati (qui un articolo). E se è vero che quattro anni fa tanti elementi di questo grande ‘enigma’ sanitario erano già chiari (leggere qui).

La guerra è arrivata nel Mar Caspio e coinvolge la Cina. Ma chissà perché se ne parla poco

Nell’articolo analizzo la guerra in Ucraina e la guerra nel Golfo alla luce dell’informazione di parte e interessata che arriva dai grandi media americani. Notizie che vengono riprese e diffuse con ‘copia e incolla’ dalla stragrande maggioranza dei media europei. Trionfa un’informazione di parte, sempre contraria all’amministrazione Trump. Si dà per scontato, ad esempio, che gli americani hanno perso la guerra contro l’Iran, mentre dall’altra parte – cioè in Iran – ci sono 92 milioni di abitanti alle prese con un’inflazione elevata, se non proibitiva. I grandi media americani ed europei raccontano che l’amministrazione Trump sta spendendo un sacco di soldi per la guerra nel Golfo. Vero, per carità. Ma omettono di analizzare quanto ha speso in questi mesi di guerra nel Golfo la Cina per mantenere l’Iran, dal momento che, a parte il tratto di territorio dell’ex Persia che si affaccia nel Mar Caspio, gli iraniani sono isolati. E ora ci sono problemi anche nello stesso Mar Caspio, con l’Ucraina che ha iniziato a bombardare le navi petroliere iraniane dirette in Cina. E non è da escludere che vengano bombardati anche gli aiuti cinesi diretti in Iran attraverso il Mar Caspio. La guerra è guerra e, si sa, quando arriva, arriva per tutti. Ma per la grande informazione americana ed europea Trump ha perso e l’Iran ha vinto a prescindere da tutto…

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