
Morale: chi non importerà prodotti americani si beccherà dazi doganali pesanti
La notizia la leggiamo in un post pubblicato da un canale Telegram: “Le banche centrali di Egitto e Cina hanno deciso di abbandonare il sistema SWIFT e di passare al commercio in valute locali e all’uso del sistema di pagamento interbancario transfrontaliero cinese (CIPS)”. Questo significo che il processo di ‘dedollarizzazione’ va avanti. Sempre più Paesi, in attesa che le condizioni economiche e politiche consentano il varo della moneta unica del BRICS, iniziano a commercializzare i propri prodotti ignorando il dollaro americano. Questo dimostra che quando nei giorni scorsi il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha annunciato dazi doganali alti per i Paesi del BRICS non ha tutti i torti. Ciò significa, inoltre, che l’America deve pensare sempre più a un’economia autosufficiente, eliminando l’enorme deficit federale. Ulteriore dimostrazione che i governanti dell’Unione europea che pensano di avere sconti sugli accordi commerciali con gli americani si sbagliano: o iniziano ad acquistare prodotti statunitensi per un ammontare che il primo anno non potrà essere inferiore al 50% del surplus commerciale Ue nei riguardi degli USA (circa 100 miliardi di euro, se è vero che il surplus dell’Unione europea verso gli Stati Uniti sfiora i 200 miliardi di euro, dato 2024), o dovranno sorbirsi dazi doganali che potrebbero essere anche maggiori del 30%.
Foto tratta da un canale Telegram







