
L’amara verità è che il Mezzogiorno deve fare i conti con l’alienazione e con la sindrome di Stoccolma
Com avviene ogni anno, la SVIMEZ, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno certifica il disinteresse dello Stato italiano per il Sud e la Sicilia. la Svimez non ci dà una ‘notizia’, nel senso che non è una novità che i giovani laureati lasciano il Sud e la Sicilia. In realtà, ci sono anche gli scippi finanziari, avallati dai partiti politici nazionali presenti sempre nel Sud e in Sicilia che ‘incaprettano’ gli abitanti del Sud e della Sicilia con i voti degli stessi abitanti del Sud e della Sicilia. In parte è alienazione, in parte è una sorta di sindrome di Stoccolma. Sosteniamo con il nostro voto partiti politici che ci massacrano. Non siamo più in tanti. Io, per esempio, dopo la fregatura del voto ai grillini nel 2018, non vado più a votare. Non sono il solo, se è vero che 6 elettori siciliani su 10 aventi diritto al voto non vanno più a votare. In Puglia, addirittura, alle ultime elezioni regionali sono andati a votare meno di 3 elettori su 10. I meridionali e i siciliani si cominciano a svegliare: era ora! Visto che non siamo in grado di dare vita né a un partito del Sud e nemmeno a una federazione di partiti delle Regioni del Sud, beh, l’unica arma che ci resta è il non-voto. Vadano tutti a quel paese!
Tra Gramsci e Dostoevskij
Racconto, con un taglio un po’ storico, le disgrazie del Sud e della Sicilia nell’anno di grazia 2026. Lo faccio in un articolo che è stato pubblicato da MediaOneOnline. L’occasione per ricordare che prima della grande disgrazia del 1860, quando in violazione del diritto internazionale il ladro di cavalli e scafista Giuseppe Garibaldi, grazie ai soldi degli inglesi e con l’appoggio dei massoni e dei mafiosi invase la Sicilia con i suoi scalcagnati mille, a emigrare in cerca di fortuna erano gli abitanti della Liguria, del Veneto e, in parte, del Friuli. Mentre il Regno delle Due Sicilie era uno dei più floridi e avanzati d’Europa. Troverete due testimonianze importanti sul Sud Italia del 1860 e sulla ‘presunta’ unità d’Italia: quella di Antonio Gramsci e l’altra di Fëdor Dostoevskij. Se siete interessati a tale argomento potete andare a leggere l’articolo (che trovate qui). Un saluto a tutti.







