Sapete perché in Italia non si deve reintrodurre il voto di preferenza? Perché le donne verrebbero penalizzate! E come ha fatto Giorgia Meloni a diventare capo del Governo? E Elly Schlein a capo del PD come c’è arrivata?

di Giulio Ambrosetti

A quanto pare sarebbero soprattutto le donne di centrosinistra a sognare la permanenza delle liste bloccate in chiave “riserva indiana”

A quanto pare nel centrodestra avrebbero trovato una soluzione per introdurre le preferenze nella nuova legge elettorale che dovrebbe essere approvata dal Parlamento dopo le vacanze estive. Da quello che si capisce, ci sarà una quota di candidature bloccate per consentire alla Lega e a Forza Italia di rimandare a Montecitorio e a Palazzo Madama soggetti che non verrebbero mai eletti. Alla fine il problema di Matteo Salvini e Antonio Tajani era questo. Ed è stato risolto. Si dovrebbe trattare, mettiamola così, di una piccola quota di liste bloccate. Dopo di che la parola passerà agli elettori che, ad occhio e croce, dovrebbero poter eleggere dal 70% all’80% dei parlamentari con il ritorno democratico al voto di preferenza.

Peccato che la presenza di Giorgia Meloni ed Elly Schein smentisce clamorosamente la tesi delle donne penalizzate in politica

E dal centrosinistra che aria tira? Qui arriva il bello. Dovrebbe essere chiaro, per questo schieramento politico che si definisce democratico, il sì senza se e senza ma al ritorno al voto di preferenza. Invece… Invece ci sono mugugni. Insomma, ci sarebbe un problema “di genere”, come si usa dire oggi in un tempo dove il globalismo avvolge tutto e tutti. Insomma il voto di preferenza sfavorirebbe le donne. Ne sono convinte anche alcune parlamentari di centrodestra, a giudicare da quello che si legge in un articolo dell’ANSA (qui). Per dirla tutta, ecco in estrema sintesi il ‘succo’ del ragionamento politico “di genere”: gli elettori italiani che si recano ancora alle urne preferiscono gli uomini alle donne. Morale: le donne vanno imposte in Parlamento con le liste bloccate. La cosa è un po’ strana, perché al vertice dei due più grandi partiti politici italiani ci sono due donne: Giorgia Meloni sulla plancia di comando di Fratelli d’Italia ed Elly Schlein alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Con la Meloni che è anche capo del Governo italiano. E allora in che cosa consisterebbe questo antifemminismo nella politica italiana?

Il grande papocchio della “preferenza di genere”

Da quello che si capisce ci sono donne che, per fare politica, vogliono una sorta di “riserva indiana”: siccome non ci votano restiamo con le liste bloccate e così veniamo elette. Bella questa forma di democrazia al femminile, no? Le capacità politiche riconosciute d’ufficio, senza passare per il confronto con il territorio e, quindi, con gli elettori. Sono qui, sono io, sono una donna e, che vi piaccia o no, mi dovete eleggere. Punto. Una cosa del genere è stata fatta con la cosiddetta “preferenza di genere”. Se nell’esercizio del voto si esprimono più preferenze, queste debbono riguardare candidati di sessi diversi. Poi succede che qualche candidato ‘maschietto’ ne approfitti. E’ successo nove anni fa alle elezioni comunali di Palermo. Ecco un passaggio di un mio articolo del 13 Gennaio 2018 su I Nuovi Vespri:

Il ‘caso’ delle elezioni comunali di Palermo del 2017, quando qualche ‘maschietto’ si è creato una sorta di harem per aumentare i propri voti sfruttando proprio la “preferenza di genere”

“La doppia preferenza di genere alle elezioni comunali di Palermo? Una grande presa in giro che alcuni candidati uomini hanno utilizzato per sfruttare le donne. Insomma, c’è chi ha costruito dei piccoli ‘Harem’ elettorali per sfruttare i voti portati dalle donne, piuttosto che aiutare una candidata ad entrare in Consiglio comunale”. Ancora l’articolo de I Nuovi Vespri. A parlare è Sabrina Figuccia, consigliere comunale di Palermo. L’intervista, ribadiamo, è del 2017: “A giudicare dai consensi e dai risultati elettorali, questa nuova normativa non ha in alcun modo favorito le donne. Molte liste, infatti, salvo alcune eccezioni, sono state costruite intorno a uomini che, con il contributo di diverse candidate, hanno moltiplicato il proprio personale consenso, anche a danno delle liste stesse… L’analisi – aggiunge Sabrina Figuccia – è ancor più semplice per quanti hanno assistito allo scrutinio, che soprattutto nei quartieri popolari ha visto un preciso orientamento, dal quale è emersa una vera e propria strumentalizzazione delle figure femminili. Più di 10 donne abbinate in quasi tutti i quartieri periferici della città ad un solo uomo. Da donna e da coordinatrice regionale delle donne di Forza Italia non posso che rimanere indignata da un tale atteggiamento, che finisce per penalizzare le donne che, guardando ad un sogno di primavera, si sono invece svegliate in una calda giornata di metà di giugno, soffocate da uno spregevole tradimento”. (qui per esteso l’articolo).

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