di Giulio Ambrosetti

Sta andando tutto come quattrordici anni fa con la protesta dei Forconi
Correva l’anno 2012. Gennaio. In Sicilia espode la rivolta dei Forconi. Una protesta iniziata dagli agricoltori della nostra Isola contro chi cercava di portargli via i terreni agricoli e, possibilmente, anche le abitazioni. A Palazzo Chigi c’è il ‘Governo delle tasse’ di Mario Monti, quello dell’IMU e della legge Fornero, esecutivo imposto dall’Unione europea dell’euro e appoggiato dal Popolo delle Libertà, dal solito Partito Democratico, dal Terzo Polo (Unione di Centro – UdC, Futuro e Libertà per l’Italia – FLI e Alleanza per l’Italia – Api), dal solito Movimento per le Autonomie (Mpa) di Raffaele Lombardo (che in quel momento è presidente della Regione siciliana) insieme con altre ‘frattaglie’ di centro. Alla rivolta si uniscono i pescatori, i piccoli commercianti, i titolari delle partite IVA e, soprattutto, gli autotrasportatori, categoria economica e sociale fondamentale in un Paese doveoltre il 90% delle merci ‘viaggia’ sul gommato. A un certo punto gli autotrasportatori trovano un accordo con il Governo e il movimento dei Forconi si sgonfia e poi svanisce. Il resto – tipo le polemiche si questo o quell’errore commesso da questo o quell’altro – non fa enciclopedia. Una scena che si sta ripetendo in queste ore, con gli autotrasportatori che stanno già mollando la presa, guarda caso, per fare passare l’ortofrutta che arriva dall’universo mondo per per penalizzare gli agricoltori di Sud e Sicilia. Tutto già scritto.
Errare è umano, perseverare…
Nel Gennaio 2012, con la mia amica Antonella Sferrazza, eravamo online con LinkSicilia. Abbiamo visto nascere e svanire questo movimento di popolo. Oggi mi sembra di rivedere lo stesso film. Gli agricoltori del Sud Italia e non solo siciliani, da alcuni anni, vengono letteralmente massacrati dall’Unione europea e dai Governi nazionali di tutti i colori politici. A parte qualche protesta finita nel nulla, hanno sopportato tutto, con uno ‘stoicismo’ senza forza e senza ragione. Al massimo, pignucolano sulla rete: grano duro deprezzato, raddoppio del prezzo dei fertilizzanti, prezzo del gasolio agricolo che cresce, invasione di ortofrutta dall’universo mondo e via continuando. Tutto vero. Ma subiscono. E si autogiustificano: “Siamo soli, che dobbiamo fare?”. Ora che è esploso il caro-carburanti e che sta scoppiando il casino con gli autotrasportatori che, come quattordici anni fa, stanno bloccando non tutta l’Italia ma solo il Sud Italia e la Sicilia (e questo dovrebbe fare riflettere), gli agricoltori di Sud Italia e Sicilia hanno preso il coraggio tra le mani e, in compagnia, degli autotrasportatori, sono diventati ‘rivoluzionari’. Ovviamente, appena gli autotrasportatori troveranno un accordo con Roma – cosa che si sta già verificando – si sgonfierà tutto. Errare è umano, perseverare…
Gli interessi di agricoltori di Sud e Sicilia e autotrasportatori sono divergenti
Quattrordici anni fa l’alleanza tra agricoltori e autotraspoprtatori poteva anche essere giustificata. Oggi non lo è affatto. Gli autotrasportatori, per la cronaca, sono quelli che trasportano il grano duro estero dai porti del Sud e della Sicilia alle industrie molitorie del Sud e della Sicilia. Il prezzo del grano duro crolla a meno di 20 euro/quintale proprio perché navi e autotrasportatori riempono di grano duro estero il Sud e la Sicilia. Gli autotrasportatori portano nel Sud e in Sicilia anche l’ortofrutta che arriva dall’universo mondo a prezzi stracciati. Un fiume di prodotti, spesso di pessima qualità, che penalizza le aziende ortofrutticole del Sud Italia e della Sicilia. E che penalizza i consumatori di Sud e Sicilia. Per capire questi processi elementari non c’è bisogno di essere grandi economisti agrari.
Il post della pagina Facebook Foodiverso
La mancanza di ortofrutta che arriva da chissà dove in questi giorni di proteste favorisce gli agricoltori locali. Indicativo, al riguardo, un post della pagina Facebook Foodiverso. Titolo: “Quando Davide batte Golia”. Segue, appunto, il post: “Da una parte, gli scaffali dell’ortofrutta della grande distribuzione, desolatamente vuoti. Dall’altra, i mercati contadini, pieni di prodotti e di vita. In questi giorni di protesta, il gigante della distribuzione scopre di avere i piedi d’argilla. Il mercato contadino, invece, continua a parlare la lingua della terra. Forse il problema è proprio questo: chi controlla gli scaffali non controlla la terra. E a volte Davide batte Golia”. Sopra la foto del Mercato contadino Via Imperia, Catania. Ovviamente, come già accennato, l’ortofrutta che arriva da chissà dove sta tornando, per la gioia della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Una beffa per gli agricoltori di Sud e Sicilia.
Come si può, in Sicilia, andare dietro al Partito Democratico dopo i danni che ha prodotto all’Autonomia siciliana quando governava la Regione?
Che dire ancora? Solo la speranza che questo movimento di protesta degli agricoltori di Sud e Sicilia ‘cammini con le proprie gambe’, senza appoggiarsi agli autotrasportatori. Che, attenzione: protestano legittimamente ma perseguono interessi diversi da quelli degli agricoltori. Ce la faranno a fare qualcosa di politicamente conducente gli agricoltori che protestano? Sono pessimista. Nei giorni scorsi, ad esempio, un paio di ‘geni’ a capo della protesta degli agricoltori siciliani si sono recati in un incontro dove c’erano esponenti del PD. I danni provocati da questa forza politica quando ha governato la Regione siciliana, dal 2009 al 2017 sono incalcolabili. E’ proprio durante il Governo del PD che la Regione siciliana si gioca la propria autonomia finanziaria con l’approvazione delle norme di attuazione dell’articolo 36 dello Statuto. Un disastro.
Andare dietro ai partiti politici nazionali, in testa PD, Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia è un autogol
Tutti i Governi nazionali e regionali hanno penalizzato l’agricoltura siciliana. Ho provato a illustrare ad alcuni amici agricoltori che andare ad un incontro dove si ‘esibiscono’ esponenti dei partiti politici nazionali, per gli stessi agricoltori dell’Isola è un autogol. “Lo volete capire che se partecipate ad un incontro con esponenti del PD li legittimate?”. L’hanno capito? No. Ci sono andati e si sono esibiti prima, durante e dopo nelle solite proteste orali e scritte: non capendo che gli organizzatori volevano solo la loro presenza a prescindere da quello che avrebbero detto durante l’incontro e da quello che avrebbero scritto poi. Mi dicono addirittura che potrebbero partecipare a un incontro con i grillini: quelli del Governo di Mario Draghi e dello scippo di due miliardi di euro alle Regioni del Sud e alla Sicilia in favore delle Regioni del Nord Italia (qui un articolo). E il ceentrodestra? Idem. L’attuale Ministro delle Politiche agricole, Francesco Lollobrigida, targato Fratelli d’Italia, cos’ha di diverso dai suoi rovinosi predecessori? Nulla. Anzi, dimostra la veridicità la legge del peggiore: il Ministro delle Politiche agricole italiano successivo è sempre peggiore del precedente… La verità? L’agricoltura di Sud e Sicilia non ha speranza. Non è pessimismo: è la realtà.








