Se il Governo Meloni non metterà sul piatto entro questa settimana almeno 2 miliardi di euro per calmierare il prezzo del gasolio esploderà un ‘bordello’ tra autotrasportatori, agricoltori e pescatori

di Giulio Ambrosetti

Oggi il prezzo del gasolio cresce perché manca lo stesso gasolio, Hormuz c’entra poco

Stamattina un sondaggista del ‘Campo largo’ del centrosinistra ironizzava sul presidente americano Donald Trump che vuole fermare la distruzione delle raffinerie russe. Secondo questo sondaggista del centrosinistra, i problemi legati alla crisi energetica odierna sarebbero il frutto del blocco dello Stretto di Hormuz. Con molta probabilità, il sondaggista del centrosinistra non sa che dallo Stretto di Hormuz, ormai da alcune settimane, passa oltre l’80% delle navi petroliere e gasiere rispetto a prima dello scoppio della guerra nel Golfo. In pratica, la crisi si è ridotta dell’80%. Le navi passano perché gli americani, oltre a controllare l’entrata e l’uscita delle navi dal Golfo, controllano anche lo Stretto di Hormuz. Oggi il prezzo del gasolio cresce perché manca lo stesso gasolio, non perché ci sono problemi ad Hormuz. Chi non lo capisce ha qualche problema con la realtà. Tant’è vero che l’Iran, non potendo riprendere il controllo dello Stretto di Hormuz, con Israele che blocca Hamas a Gaza ed Hezbollah in Libano, sta giocando l’ultima carta che ha a disposizione: fare bombardare l’Arabia Saudita dai Guerrieri Hohuty. Ma durerà poco, perché tra qualche giorno, o al massimo tra una settimana, “l’ordine regnerà a Varsavia”, pardon, anche nello Yemen.

Il prezzo del gasolio, grazie alla Russia, scenderà solo negli Stati Uniti d’America

Vogliamo dare un’informazione in più al sondaggista del centrosinistra, al Governo Italiano e, in generale, all’Unione europea. La Russia fornirà agli Stati Uniti d’America poco meno di 5 milioni di tonnellate di gasolio. Poiché il consumo mondiale di gasolio si attesta intorno a 200 milioni di tonnellate annue, il prezzo globale del gasolio si abbasserà del 2,4-2,5%. Sempre che questi 5 milioni di gasolio russo si distribuiscano uniformente nei nercati globali. Da quello che abbiamo capito, in Europa non arriverà nemmeno un litro di gasolio russo, se è vero che l’Unione europea ha approvato in queste ore l’ennesimo demenziale pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ciò significa che il prezzo del gasolio, in Europa, è destinato a crescere, soprattutto quando il Governo UE dovrà bloccare l’uso delle riserve: cosa che avverrà molto presto. Il prezzo del gasolio scenderà entro due settimane solo negli Stati Uniti d’America. Questi sono i fatti.

Si profila la rivolta di autotrasportatori, agricoltori e pescatori

Stamattina abbiamo avvertito gli agricoltori italiani che protestano che l’avversario da battere è l’Unione europea (qui il nostro articolo). E lo confermiano. Se per ora il costo del gasolio per gli automobilisti è pari a poco più di 2,2 euro/litro (con punte più elevate nelle autostrade); se il prezzo del gasolio agricolo oscilla oggi tra 1,60 e1,80 euro/litro; se il prezzo del gasolio per i motopescherecci oscilla da 1,7 a 1,9 euro/litro, ebbene, va sottolineato che i prezzi aumenteranno considerevolmente in breve tempo. Gli automobilisti italiani, a quanto pare, sono indifferenti al problema e non protestano, così come non protestano quando gli viene aumentata l’età pensionabile; non altrettanto può dirsi degli auto-trasportatori, degli agricoltori e dei pescatori. Che sono già pronti alla rivolta.

Messaggio al Governo Meloni: per calmierare i prezzi 2 miliardi di euro servono entro la fine di questa settimana

Siccome il prezzo del gasolio è destinato a crescere, visto che l’Unione europea vuole a tutti i costi continuare la guerra in Ucraina (in queste ore altri 3 miliardi di euro per droni e missili sono stati tolti dalle tasche dei cittaini eurepei per regalarli al Paese di Volodymyr Zelenskyj: lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen); siccome il Governo italiano invece di uscire dall’Unione europea, o quanto meno a scatenare un gran casino continua a elemosinare a Bruxelles “interventi strutturali” che non si materializzeranno mai, perché la Commissione europea vuole fare perdere le elezioni al Governo italiano di centrodestra per fare vincere il centrosinistra ‘europeista’; tutto ciò appurato e considerato, noi prevediamo solo ‘grandi bordelli’: autotrasportatori, agricoltori e pescatori per le strade a protestare in massa a partire dalla prossima settimana. Ed è perfettamente inutile spaventare le persone con denunce e ricatti vari: quando la vita per le categorie economiche diventa impossibile non ci sono repressioni che tengono. Peraltro utilizzare la violenza contro il popolo che protesta farebbe vincere l’asrmata Brancaleone del centrosinistra. La soluzione c’è? sì: il Governo Meloni smetta di perdere tempo con i falliti dell’Unione europea e trovi il modo per mettere sul piatto subito, al massimo entro la fine di questa settimana, non meno di 2 miliardi di euro per calmierare i prezzi. Fatti concreti non chiacchiere da televisione che stanno a zero. Il prezzo del gasolio per auto e mezzi pesanti deve tornare a 1,5 euro; molto più basso per agricoltori e pescatori. Il resto sono solo minchiate che farebbr incazzare ancora di più chi già protesta.

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