Una proposta politica dopo le dimissioni di Totò Cuffaro dal vertire della DC: il Partito Popolare Europeo ha fallito, l’area centrista deve proporsi come un soggetto sovranista moderato

di Andrea Piazza

Lettera aperta al Coordinatore Regionale UDC Sicilia Decio Terrana ed all’amico Paolo Franzella Coordinatore Provinciale UDC Palermo

Sono Andrea Piazza, un amico a prescindere da qualsivoglia esito processuale di Totò Cuffaro. Faccio presente di essere stato un dirigente regionale del partito della Democrazia Cristiana che non ha lesinato critiche nei confronti di tutta la classe dirigente nel momento di massima legittimazione politica. L’amicizia è scevra dall’opportunismo, compatibilmente alle dinamiche processuali. A differenza di tante altre persone non mancherò di dimostrare affetto all’amico Totò, pur NON condividendo in radice il suo modus operandi sotto il profilo politico. Ognuno di noi oltre ad imparare dai propri errori pregressi, deve tendere ad essere migliore. La speranza è dura a morire ed è l’unico antidoto al nichilismo.

Si è aperta una fase politica delicata

Ritornando sul solco della prospettiva, in questo momento di sbandamento generale, di delusione profonda (per taluni vissuto come un vero e proprio tradimento valoriale) per una comunità in gran parte sana (orfana dall’oggi al domani) ritengo doveroso lanciare un input propositivo al soggetto politico maggiormente compatibile alla tradizione democristiana, ovverosia ai vertici dell’Unione Democratici Cristiani. Vi chiedo di aprire il dialogo, designando i vostri sherpa per interloquire con la rappresentanza in carica o parte di essa della Democrazia Cristiana in disarmo.

La crisi del PPE

È una fase estremamente delicata per l’intera comunità. Sussiste il pericolo, concreto ed attuale, che parte della rappresentanza addomesticata alla ricezione dei comandi, ritrovandosi di colpo in posizione di comando, potrebbe erroneamente ritenersi idonea e rappresentativa. È necessario, oggi più che mai, uno sforzo in avanti, superare le fragilità umane e ricalibrare la proposta politica, nella necessità di essere geneticamente compatibile alla rappresentatività delle forze democratiche della destra nazionale. L’area centrista deve ricollocarsi senza nessuna ambiguità e riproporsi come soggetto SOVRANISTA MODERATO. Si deve ripartire dalle nostre comunità territoriali, abbandonate ed alimentate con la cicuta sotto il verbo SOVRANAZIONALISTA. I valori espressi dal Partito Popolare Europeo hanno disarcionato le nostre comunità, hanno messo in crisi il nostro modello familiare, determinato la condizione economica per l’emigrazione dei nostri figli a causa della variazione del modello finanziario provocata dai vincoli comunitari unitamente alla politica affaristica. È fuori di dubbio che il progetto sociale comunitario, ovverosia europeo è fallito miseramente.

Rilanciare le iniziative dell’antimafia francescana rimaste al palo per volontà dei vertici regionali della Democrazia Cristiana

Sul piano dei suggerimenti personali, invito gli amici dell’UDC che, in passato, mi sono stati vicini, anche con il comunicato stampa e la presenza fisica in occasione della ricorrenza dolorosa del 16 Marzo (nel ricordo di Emanuele Piazza e Gaetano Genova) di rilanciare talune mie iniziative rimaste al palo per volontà dei vertici regionali della Democrazia Cristiana al palo. Vi chiedo nel nome della legalità di essere portatori dei valori dell’antimafia francescana: “Nessuna elargizione pubblica ad associazioni e fondazioni unitamente alla vendita in via ordinaria del patrimonio confiscato”. Si può fare antimafia senza trasformare lo stato in un bancomat.

Un invito al Consiglio comunale di Palermo

Invito altresì sul piano politico il partito dell’UDC a sollecitare il Consiglio comunale di Palermo di calendarizzare la data per discutere la mozione DC (in precedenza avevo sollecitato personalmente il Comune allegando una nota tecnica illustrata) per trasformare i vetusti marciapiedi di viale Croce Rossa in marciapiedi in memoria di tutte le vittime uccise dalla mafia in Sicilia. Al contempo renderlo un luogo identitario impreziosito con le maioliche e le ceramiche siciliane, coinvolgendo gli artigiani delle piazze più rappresentative, da Caltagirone a Santo Stefano di Camastra, da Burgio a Sciacca e via continuando e con l’impiego d i pannelli in pietra lavica ceramizzata per descrivere i momenti più significativi della nostra storia come popolo siciliano.

Nella speranza che la mia sollecitazione non resti lettera morta. Firmato Andrea Piazza, un palermitano che in un futuro prossimo crede nel rilancio di una Sicilia bagnata dal mare Mediterraneo.

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