
Il presidente americano non ha dichiarato guerra solo ai criminali che portano il fentanyl negli USA ma vuole bloccare i Paesi che producono stupefacenti. A partire dal Sudamerica. L’assedio del Venezuela
In Occidente se ne parla pochissimo. O non se ne parla affatto. A parte i consumatori ordinari di cocaina europei, non esattamente dei morti di fame, che temono seriemente per le loro ‘sniffate’. Per il resto è silenzio. Anche perché, ad affrontare questo argomento si rischierebbe di mettere in cattiva luce la lotta alla droga condotta fino ad oggi contro le mafie che controllano la produzione e il mercato degli stupefacenti. Infatti, un conto è combattere la droga con le parole, con gli arresti, con i sequestri della ‘roba’, con il metadone e, in generale, con i farmaci e con i centri per l’accoglienza e per la cura dei drogati, mentre altra e ben diversa cosa è fare quello che sta facendo il presidente americano, Donald Trump, ovvero dichiarare guerra ai ‘cartelli’ della droga del Sudamerica. Altro che legalizzazione e liberalizzazione della droga! Da oltre un mese le navi da guerra americane tengono sotto assedio la costa del Venezuela. Il presidente di questo Paese, Nicolás Maduro, si è armato fino ai denti e dice di essere pronto a fronteggiare un’eventuale invasione americana. Ci sarà questa invasione? L’obiettivo intermedio dichiarato del presidente statunitense è disarcionare Maduro da sostituire con Maria Corina Machado, Premio Nobel per la Pace. L’obiettivo finale di Trump è la guerra totale alla droga, dalla cocaina al fentanyl. Senza dimenticare un derivato ‘povero’ della cocaina: il crack, droga in grande diffusione tra i giovanissimi (qui un articolo sulla diffusione del crack a Palermo).
L’attacco ai Paesi del narcotraffico
Trump vuole colpire solo la droga che passa per il Venezuela? No: ha dichiarato guerra a tutto il mondo della droga. Per ora opera su due fronti. Primo fronte: per evitare che in America entrino migranti carichi di droga dal Sudamerica ha bloccato il confine tra Texas e Messico militarizzandolo e proseguendo nella costruzione del muro. E, come già accennato, ha posto sotto assedio il Venezuela. Maduro si difende dicendo che la droga è una scusa e che gli americani si vogliono prendere il petrolio venezuelano. Questa sembra una mezza minchiata, perché dal 2017 gli Stati Uniti sono i primi produttori del mondo di petrolio, seguiti da Russia e Arabia Saudita. Per la cronaca, gli USA producono il 50% circa di petrolio in più della Russia. Idem per il confronto con l’Arabia Saudita. Non si capisce cosa dovrebbero farsene del petrolio venezuelano gli americani. Maduro dice che il Venezuela non è un Paese di narcotrafficanti. Magari non sarà il primo Paese al mondo per commercio di droga. Ma affermare che il Venezuela sia estraneo alla droga fa un po’ sorridere, soprattutto chi, in Sicilia, segue le vicende di mafia da oltre quarant’anni. Cosa ci vogliono fare credere Maduro e compagni? Che le famiglie della mafia siciliana che negli anni ’70 del secolo passato si sono trasferite in Venezuela sono andate lì per godersi il mare? Insomma, cerchiamo di essere un po’ seri!
Per ora affondate venti navi. Toccherà anche agli aerei che trasportano cocaina?
Dopo di che, beh, Trump sa benissimo che dal Venezuela passa, sì e no, il 10 per cento della cocaina in partenza dal Sudamerica: per esempio, verso l’Europa. Non è da escludere che il presidente americano stia usando il Venezuela in parte per bloccare la cocaina in partenza da questo Paese via mare, in parte come specchietto per le allodole. Magari tra preparando altri blitz? Chissà. Intanto, stando alle cronache ufficiali, gli americani hanno affondato una ventina di navi venezuelane cariche di droga. E c’è chi sostiene che il numero di navi mandate a picco sia addirittura maggiore. E hanno spedito nel mare antistante il Venezuela la nave portaerei Gerald Ford. “Per invadere il Venezuela”, dicono alcuni. O per cominciare ad abbattere gli aerei carichi di droga? Per capire quello che succederà non resta che aspettare.
Brutte notizie per chi fa arrivare la droga nei porti di Spagna, Belgio e Olanda
Trump sa benissimo che la cocaina è prodotta in larga parte in Sudamerica: Colombia, Perù e Bolivia sono i principali Paesi produttori di cocaina di questo Continente. Ma ci sono anche Colombia, Cile e Brasile. I governanti di questi sei Paesi sudameriani sanno benissimo che il presidente USA proverà a distruggere anche la produzione e il commercio di cocaina di casa loro. Tutti, a parole, sono contro l’economia illegale. Però è un fatto che in Sudamerica, grazie alla cocaina, entra un fiume di denaro. Senza il commercio di cocaina il colpo sarà durissimo. Con l’assedio via mare del Venezuela la guerra è già iniziata. Ed è una guerra che coinvolge l’Europa. Dove la cocaina sudamericana arriva nei porti della Spagna, del Belgio e dell’Olanda. Trump, nel giro di un paio di anni vuole bloccare l’arrivo di cocaina in questi porti europei. Per poi cominciare a bloccare gli aerei carichi di cocaina che partono dal Sudamerica. Chiusa questa rotta la guerra si trasferirà nel Pacifico. Ma non corriamo troppo.
Riuscite a immaginare il ‘dramma’ dei protagonisti dell’alta borghesia e dei politici del Vecchio Continente che ‘sniffano’ un giorno sì e l’altro pure?
Tra i commercianti e i consumatori di cocaina dell’Europa, con riferimento soprattutto ai primi tre Paesi europei per consumo di cocaina, ovvero Spagna, Regno Unito e Italia, c’è grande preoccupazione. Per ora ci sono le riserve di cocaina, come avviene per i cereali. In prospettiva, nel giro di un anno, c’è il rischio che cominci a girare ‘roba’ tagliata male. Riuscite a immaginare il ‘dramma’ dei protagonisti dell’alta borghesia e dei politici del Vecchio Continente che ‘sniffano’ un giorno sì e l’altro pure? E che dire del giro vorticoso di soldi che si è creato attorno al crack: fine della cocaina, fine anche per il crack che si produce con gli scarti della lavorazione della cocaina. Cosa da pazzi ‘sto Trump, la cocaina e il crack vuole eliminare. E non lo possono nemmeno ammazzare (in realtà hanno già provato a eliminarlo) perché ce ne sono dieci, venti, cento come lui pronti a prendere il suo posto. Manco le bombe potranno fare qualcosa contro Trump e compagni.
AGGIORNAMENTO: dichiarazione del Segretario di Stato americano, Marco Rubio
Il regime di Maduro è un’organizzazione narcoterroristica. Il Venezuela aiuta i terroristi a trasportare droga attraverso il suo territorio verso gli Stati Uniti e l’Europa, ha dichiarato Marco Rubio.
Dichiarazioni principali del Segretario di Stato USA:
Gli Stati Uniti collaborano strettamente con El Salvador, Ecuador, Guatemala e altri Paesi americani per fermare le forniture di droga già sulla terraferma. Questo è diverso dal traffico di droga via barca, dove non esiste tale collaborazione.
Le portaerei nelle basi militari sono posizionate esclusivamente per la sicurezza degli Stati Uniti.
Le autorità messicane stanno ora facendo più di prima per bloccare il flusso di droga. Gli Stati Uniti lavorano a stretto contatto con loro, specialmente al confine, dove passa la maggior parte del fentanyl.
Il Presidente degli Stati Uniti ha concordato con il leader cinese che la Cina vieterà 13 sostanze importanti da cui si produce il fentanyl.
Tratto da un canale Telegram







