Per i media occidentali l’America di Trump ha già perso la guerra in Iran. E se invece ad essere in difficoltà fossero gli iraniani, la Cina di Xi Jinping e la Russia che i cinesi hanno coinvolto a difesa dell’ex Persia?

I cinesi sono noti al mondo per essere grandi strateghi. Ma non sappiamo se, questa volta, usciranno vincitori da un conflitto che, in questa fase, li vede in grande affanno

Alla fine il ‘geniale’ Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese e Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, come usiamo dire noi in Sicilia, rischia di perdere ‘u sceccu cu tutta ‘a carrozza. Alleato di ferro dell’Iran degli ayatollah, alleato di ferro della Federazione Russa di Vladimir Putin, Xi Jinping, pur di difendere non gli iraniani ma il petrolio iraniano e la presenza geopolitica cinese nel Golfo Persico, ha optato per la guerra totale contro l’America di Donald Trump. Come racconteremo oggi in un altro approfondimento, gli Stati Uniti e Israele sono impegnati a combattere contro l’Iran, contro Hamas a Gaza e contro Hezbollah in Libano. Le trattative per la pace in corso, a nostro modesto avviso, sono solo fumo negli occhi. L’obiettivo americano è lo smantellamento del regime iraniano.

L’informazione globalista sta sottovalutando l’inflazione in corso in Iran che rende difficile la vita di 92 milioni di cittadini di questo Paese

Perché, semplificando, scriviamo che, alla fine, Xi Jinping rischia di perdere su tutta la linea? Perché per difendere – ribadiamo – non l’Iran ma gli interessi economici e geopolitici nell’area del Golfo della Cina, Xi ha costretto la Russia ad accodarsi. Sennonché la stessa Cina avrebbe difficoltà a sostenere i 92 milioni di abitanti dell’Iran. I media occidentali globalisti raccontano che l’Iran avrebbe vinto la guerra e che l’America di Trump avrebbe perso la guerra. Ed è anche logico, visto che Trump è il leader mondiale del sovranismo. I fatti reali, però, dicono che in difficoltà è l’Iran, dove inflazione rende difficile la vita alla popolazione. Contemporaneamente la Russia, che fino a prima della guerra nel Golfo era in vantaggio nella guerra in Ucraina, adesso è in difficoltà, perché gli americani non bloccano più le armi a lungo raggio che oggi, bene o male, arrivano agli alleati dell’Ucraina. Morale: la NATO – che secondo i russi manovra tutto dietro l’Ucraina – ha iniziato a colpire ‘in profondità’ la Russia: centri abitanti e soprattutto raffinerie di petrolio.

In questa guerra chi ha tutto da perdere è la Russia di Putin

La replica della Russia non si è fatta attendere e, già da giorni, bombarda i centri da dove passano le armi che arrivano in Ucraina (qui un articolo). Basta questo? Non è facile fare previsioni, perché dietro l’Ucraina, oltre ai soldi e alle armi dell’Unione europea e del Regno Unito, c’è la NATO. In questa fase i bombardamenti proseguono da ambo i contendenti. I media occidentali gongolano di una Russia in difficoltà. A nostro modesto avviso la Russia non ci sembra un Paese disposto a perdere la guerra contro l’Ucraina e la NATO. Lì la guerra proseguirà con notevole dispendio economico per l’Unione europea che sostiene l’Ucraina e per la Russia. Quanto all’Iran, come diremo in un approfondimento, noi non vediamo una vittoria dell’ex Persia: al contrario, vediamo Iran e Cina in grande difficoltà economica.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *