La notizia è che in Russia, complici le elzioni, anche Putin si è rotto i cabbasisi. Il risultato potrebbe essere molto spiacevole, ovvero l’uso di armi micidiali che fino ad ora non sono state utilizzate

di Giulio Ambrosetti

In Ucraina siamo entrati in una fase della guerra che potrebbe essere caratterizzata da cose fino ad ora mai viste

Se i governanti di Cina e Iran, bene o male, hanno cominciato a capire quello che sta succedendo con la guerra economica globale lanciata dagli Stati Uniti d’America, una guerra imperniata anche sul controllo dei movimenti bancari (qui un articolo), in Europa forse gli attuali governanti non hanno ancora realizzato quello che succederà a breve dopo le parole pronunciate dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin e dal Ministro degli Esteri di questo Paese, Sergej Lavrov. Il primo ha detto che la Russia è in difficoltà a causa dei continui attacchi alle raffinerie di petrolio non da parte degli ucraini ma della NATO. Attacchi, lo ricordiamo, che vengono effettuati grazie al fiume di miliardi di euro tolti dalle tasche dei cittadini dei 27 Paesi dell’Unione europea e immolati nella guerra in Ucraina. Putin ha detto che, presto, arriveranno le risposte. Più telegrafico il messaggio di Lavrov: non ci sono margini per trattare con l’Unione europea. Credeteci: non sono belle notizie. Anche per l’Europa.

Tra le armi che i russi potrebbero mettere in campo ci sono il missile Burevestnik, il veicolo subacqueo Poseidon e il noto sistema missilistico Oreshnik“. Ma anche altre sorprese amare

Quello che potrebbe succedere l’abbiamo anticipato lo scorso 23 Giugno, quando abbiamo pubblicato un articolo-avvertimento: “Guerra in Ucraina: brutte notizie per NATO, Ue e ovviamente per gli ucraini: i russi hanno pronti il missile Burevestnik, il veicolo subacqueo Poseidon e il noto sistema missilistico Oreshnik“. Se siete interessati a conoscere i danni che possono provocare questi armanenti potete leggere il nostro articolo (che trovate qui). Ovviamente, queste sono le armi micidiami note. Ce ne potrebbero esserbe altre ancora più potenti. Precisiamo che questi missili si fanno un basso degli intercettori Patriot. Fino ad ora, questi strumenti di guerra terribili non sono stati utilizzati, tranne in un caso molto limitato. Per essere precisi, va detto che Putin, fino ad oggi, è riuscito a fermare l’ala oltranzista del vertice russo, che, da tempo, preme per l’uso di armi micidiali. Ora in Russia si va verso le elezioni. E Putin non può permettersi ancora di subire bombardamenti interni senza scatenare l’inferno. Non più. Su questo punto è bene essere precisi.

Non sono da escudere, a breve, problemi nella logistica alimentare ucraina

La Russia di Putin, fino a questo momento, si è limitata ad alzare un po’ il livello dello scontro. E l’ha fatto cominciando a colpire non soltanto le infrastrutture come punti, strade, centrali elettriche ma anche la logistica legata ai rifornimenti alimentari. L’attacco russo ad un centro commerciale ucraino di qualche giorno fa non è stato un errore ma un segnale, per l’appunto preciso. Della serie: siamo nelle condizioni di attaccare tutta la logistica legata ai rifornimenti alimentari con missili che non possono essere intercettati. In Ucraina qualcuno l’ha capito? Forse sì, forse no. Il nuovo scandalo che ha travolto per l’ennesima volta il gruppo di Volodymyr Zelenskyj potrebbe essere interpretato come un segnale del tipo: signori ucraini chiudetela qua sennò andiamo avanti? Chissà. Quello che sappiamo è che i russi hanno armi micidiali che non hanno ancora utilizzato.

La prossima settimana potrebbero materializzarsi, contemporaneamente, gli effetti della guerra economico-bancaria USA in Iran (e in Cina) e l’accelerazione militare russa

Così come per vedere gli effetti della guerra economica totale scatenata dagli USA contro l’Iran e i suoi alleati (Cina in testa, ma non soltanto Cina) non resta che aspettare, anche se, in effetti, qualcosa è già avvenuta: come l’avvertimento che gli americani hanno lanciato al Canada, Paese noto per le ‘triangolazioni’ commerciali con la Cina per fregare gli Stati Uniti d’America (qui un articolo), anche sul fronte russo-ucraino non ci rimane che attendere gli eventi. Ci auguriamo di sbagliarci ma abbiamo la sensazione che la prossima settimana, magari a cominciare da stanotte, potrebbe succedere qualcosa. In Ucraina, ma non soltanto in Ucraina.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *