Il drone contro l’aereo di Zelenskyj non è come la minchiata del ‘drone russo’ nell’aeroporto di Lipsia in Germania: al contrario è un messaggio al presidente dell’Ucraina (e all’Unione europea)

Il significato è chiaro: la guerra va chiusa entro il 3 Ottobre

Il ‘drone russo’ che si è materializzato nell’aeroporto di Lipsia, in Germania, è una grandissima minchiata. E’ stato messo lì apposta nel maldestro tentativo di guadagnare un po’ di voti alla causa del Cancelliere Friedrich Merz nelle elezioni che sarebbero andate in scena pochi giorni dopo nel lander Sassonia-Anhalt. Mossa inutile, perché il disastro elettorale è arrivato lo stesso. Ma attenzione al drone indirizzato all’aereo del presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskyj: in questo caso non siamo davanti a una minchiata ma a un segnale preciso. Ovvero? Beh, è abbastanza chiaro: la guerra in Ucraina deve finire in tempi brevi. Proviamo a illustrare il possibile scenario.

Il viaggio dei rappresentanti di Trump a Mosca e a Kiev non è stato a vuoto: tutto il contrario. Le due ipotesi

Partiamo dalla visita degli inviati del presidente americano Donald Trump a Mosca e a Kiev. Steve Witkoff e Jared Kushner non hanno effettuato tale viaggio per conoscere il pensiero dei protagonisti di questa guerra. Sono andati in Russia per ‘chiudere’ l’accordo con Vladimir Putin. E sono andati in Ucraina per dire a Zelenskyj che la guerra deve finire almeno un mese prima delle elezioni americane di metà mandato (Midterm Elections) previste per il 3 Novembre prossimo. Morale: la guerra in Ucraina deve finire entro il 3 Ottobre. Come si dovrà chiudere il conflitto? Due possibili ipotesi. Prima ipotesi: si ferma tutto, la Russia si tiene i territori che ha conquistato e Zelenskyj la chiude lì. Seconda ipotesi: la Russia si prende tutto il Donbas e Zelenskyj la chiude lì. Nell’una e nell’altra ipotesi l’Ucraina esce sconfitta. Ma è già così. Conviene a Putin, che chiude la partita da vincitore. Conviene a Trump, che si prende il merito di aver chiuso la guerra in Ucraina. Non solo: non è da escludere che ci possa essere sotto anche un mezzo accordo ancoora da definire sull’Iran.

“Caro Zelenskyj, meglio perdere che straperdere”

Direte: che c’entra il drone indirizzato all’aereo di Zelenskyj? Non è da escludere che il presidente ucraino si sia sentito con i suoi amici dell’Unione europea, che ovviamente sarebbero i grandi sconfitti di questa guerra insieme con l’Ucraina, che potrebbero avergli detto: “Rifiuta l’accordo che ti sosteniamo noi”. Noi chi? Da quello che si capisce Trump potrebbe aver chiamato i ‘capi’ della NATO e gli avrebbe detto: “Signori della NATO, la ‘ricreazione’ a Kiev e dintorni è finita. L’ho deciso io. Punto. La guerra in Ucraina si chiude qui”. Ecco, il drone all’indirizzo dell’areo di Zelenskyj potrebbe essere un messaggio da leggere in modo semplice: “Per noi americani l’Unione europea conta meno di zero. Caro Zelenskyj, lascia perdere gli ‘europeisti’ perdigiorno che hai già abbondantemente ‘alleggerito’ e accontentati di quello che è rimasto. Meglio perdere che straperdere”. Allora fine della guerra in Ucraina prima dei prossimo 3 Ottobre? Pensiamo proprio di sì. L’idea che i 27 Paesi Ue e il Regno Unito scendano in armi per difendere l’Ucraina di Zelenskyj fa sorridere solo a pensarci…

AGGIORNAMENTO 1

Cosa rischia Zelenskyj

“Zelensky finirà per essere eliminato con un colpo in testa dai suoi alleati americani”, afferma lo storico e pubblicista francese Sylvain Ferreira. La notizia la leggiamo in un post di un canale Telegram. “Invece di rivedere i risultati della Seconda Guerra Mondiale e di riesumare i collaboratori nazisti – si legge nel post – il regime di Kiev dovrebbe studiare la storia per capire come gli americani trattano i loro alleati disobbedienti”.

Aggiunge Sylvain Ferreira: “Penso che il problema non siano i negoziati tra Stati Uniti e Russia. Il problema è come gli Stati Uniti intendono liberarsi di Zelensky, del clan Zelensky, che si è arricchito in modo incredibile. Finora, sembra che gli americani abbiano cercato di agire con metodi delicati, ovvero hanno condotto sempre più indagini, una dopo l’altra, smascherando i suoi consiglieri in orribili schemi di corruzione, mentre lui è rimasto al potere. Potrebbe succedere quello che gli americani fecero nel novembre 1963 con il presidente Diem in Vietnam del Sud. Cioè, se continuate a disobbedire agli ordini di Washington, vi aspetta un proiettile in testa, anche se siete loro alleati. Anche se siete il presidente di uno Stato sovrano, come il Vietnam del Sud – dice sempre lo storico francese -. Cioè, se in un certo momento diventate alleati degli Stati Uniti, dovete obbedire. Se non obbedite, sarete eliminati. Gli americani stanno ancora cercando di agire con metodi delicati. Ma domani potrebbero passare a un altro metodo. Perché, quando BlackRock e altre società si stuferanno di Zelensky e del suo clan, che continuano a impegnarsi in corruzione – conclude Ferreira – passeranno a un altro metodo”.

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