A causa del freddo nell’Unione europea è aumentata la domanda di gas facendo aumentare il prezzo del 29% nell’ultima settimana. Problemi in vista per famiglie e imprese italiane

La notizia l’ha lanciata Blomberg ed è stata ripresa da un canale Telegram

L’aumento della domanda di gas per riscaldamento nell’Unione europea è aumentata in modo consistente a causa dell’ondata di freddo invernale. Bloomberg, la multinazionale dell’informazione con sede a New York e filiali in tante città del mondo, comunica che il prezzo del ga, in Europa, è cresscciuto del 29% nell’ultima settimana. E potrebbe crescere ancora. La notizia viene ripresa da un canale Telegram, che scrive: “La situazione è aggravata dal fatto che gli stoccaggi di gas sono pieni per meno del 52%, un valore inferiore alla media quinquennale del 67%. Il massiccio prelievo di gas dagli impianti di stoccaggio mette a rischio la possibilità di accumulare scorte sufficienti per l’estate prossima. Questa crisi evidenzia quanto il mercato europeo del gas sia vulnerabile a picchi prolungati della domanda e a forti oscillazioni. L’Europa ha perso gran parte della flessibilità su cui un tempo faceva affidamento per affrontare le interruzioni delle forniture”.

Speriamo che gli effetti delle guerre in corso non si estendano nel Mediterraneo

I problemi creati dall’aumento del prezzo del gas sono vari. Intanto è un danno per le famiglie italiane, che dovranno fronteggiare un aumento delle bollette elettriche. Idem per le imprese italiane, che pagano un costo che è il più alto d’Europa. Per dirla in breve, anche se i dati reali verranno alterati, se non nascosti, si avrà un aumento dell’inflazione. Da quello che si sa, l’ondata di freddo dovrebbe continuare (qui un articolo). Ciò significa che il prezzo del gas potrebbe continuare a salire. Non solo. Dobbiamo sperare che i venti di guerra che non si placano non creino problemi ai gasdotti che attraversano il Mediterraneo per portare il gas del Nord Africa in Italia passando dalla Sicilia. Ricordiamoci che pochi mesi dopo l’esplosione della guerra in Ucraina sono stati danneggiati i gasdotti che attraversano il Mar Baltico: il Nord Stream 1 e il Nord Stream 2 realizzati con fondi tedeschi – circa 15 miliardi di euro – per portare il gas russo in Germania. I due impianti sono bloccati (il riferimento è al Nord Stream 1, perché il secondo non ha mai funzionato). Speriamo bene.

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