
Ecco il nostro consueto appuntamento mensile con Mario Pagliaro per fare il punto della situazione su clima e agricoltura nella nostra Isola
Abbiamo superato la metà di Gennaio. Piove da mesi, e la Protezione civile regionale annuncia enormi piogge da oggi, Lunedì 19. La messinscena della “crisi idrica” è finita. Il prezzo dell’olio di oliva siciliani è rimasto altissimo. Grande soddisfazione pure per i produttori di arance siciliane. L’Unione europea, come ha scritto Angelo Giorgianni, è finita. E resta solo il vuoto. E’ tempo dunque di tornare a sentire il nostro amico Mario Pagliaro (foto sotto), per il dialogo mensile su agricoltura, meteo, acqua ed economia.

Caro Pagliaro, il nostro dialogo mensile è un appuntamento molto atteso, non solo in Sicilia. La prima domanda non può che riguardare le piogge. Come sono andate le piogge in Sicilia nel corso del 2025?
“Sono state abbondanti e diffuse in tutta la nostra Isola. La Regione Siciliana ha diffuso il dato da poco: la sua rete di pluviometri ha misurato un valore medio delle piogge pari a circa 750 litri per metro quadrato. Su un territorio esteso oltre 26mila chilometri quadrati, parliamo di quasi 2 miliardi di metri cubi di acqua: un valore immenso che rende l’idea come la Sicilia sia una regione oltremodo piovosa, nonostante per 3 mesi fra giugno ad agosto viva l’Estate mediterranea sostanzialmente priva di piogge. Nel 2023 e nel 2024 le piogge misurate dalla stessa rete regionale si erano fermate a 600 litri per metro quadro nel 2023, e poco di più nel 2024″.
ACQUA: BASTA CON LA GESTIONE PRIVATA, BISOGNA TORNARE ALLA GESTIONE PUBBLICA
La situazione della gestione delle acque in Sicilia è un vero e proprio “bordello” amministrativo. Alcuni invasi artificiali li gestisce la Regione. Altri Enel. Altri addirittura ENI. Poi c’è questa società, Siciliacque, che minaccia di tagliare l’acqua alla provincia di Agrigento per il debito da 27 milioni di euro che avrebbe Aica. Debito che Aica avrebbe dovuto pagare almeno in parte con i 20 milioni di euro allocati nella legge Finanziaria regionale approvata a Dicembre. Mentre ancora pochi giorni fa Siciliacque minacciava di tagliare l’acqua per non avere ricevuto nulla. Come si esce da questa situazione?
“Facendo tornare la gestione delle acque interamente nelle mani dello Stato. Le privatizzazioni dei servizi pubblici nel corso del trentennio della vicenda UE sono state una conseguenza dell’adozione delle politiche liberiste per cui si riteneva che la quasi totalità dei servizi pubblici, dal trasporto da e per le isole alle telecomunicazioni, fino al servizio idrico e alle autostrade, una volta privatizzati avrebbero portato a servizi migliori a costi ridotti grazie alla concorrenza. I fatti hanno dimostrato per la seconda volta che si tratta di una pia illusione. La prima volta era successo già fra l’inizio del XX secolo e il 1930, quando il fallimento di innumerevoli aziende fra cui la Sip (Società Idroelettrica Piemonte) e delle banche che le avevano finanziate portò alla nascita dell’IRI. Nazionalizzata, la SIP diverrà l’azienda che porterà la telefonia agli italiani. Semplicemente, il servizio idrico, come la rete dei trasporti stradale e quella ferroviaria vanno considerati per quello che sono: monopoli naturale che solo lo Stato può gestire a esclusivo interesse del bene comune della collettività. Lo Stato lo ha fatto da poco con le autostrade, tornate interamente in mano pubblica. Vedredrete che farà lo stesso molto presto con la quasi totalità dei servizi pubblici”.
BENE LA PRODUZIONE DI OLIO D’OLIVA EXTRA VERGINE. BENE LE ARANCE DI RIBERA. BENE ANCHE I LIMONI DI SIRACUSA E LE ARANCE ROSSE DEL CATANESE E DEL SIRACUSANO
Veniamo alla situazione dell’agricoltura. Partiamo, visto il periodo, dagli agrumi. Come sta andando la stagione, in Sicilia?
“Come quella dell’olio d’oliva extra vergine: annata eccezionale per qualità e quantità del raccolto, che si accompagna a prezzi elevati che remunerano generosamente le aziende agricole. I prezzi non sono altissimi come nel caso dell’olio d’oliva extra vergine siciliano divenuto ormai un bene riservato alla parte più agiata della società, ma sono comunque elevati. Solo nel caso dell’arancia di Ribera, i soci del relativo Consorzio sono passati da 330 a quasi 600 e la produzione è passata dalle 9mila tonnellate di prodotto lavorato immesse sul mercato nellla stagione 2021-2022 alle quasi 17mila della scorsa stagione, quando solo le arance a marchio Dop hanno generato un fatturato di circa 50 milioni di euro, e oltre 100 per le arance della produzione convenzionale. Quest’anno faranno ancora meglio. Le piogge abbondanti hanno portato ad arance eccezionali per qualità e abbondanza, mentre il freddo perdurante allungherà la stagione del raccolto di molti giorni, forse settimane. Dati analoghi riguardano le arance e gli altri agrumi coltivati nella grande pianura di Catania, in provincia di Messina e nel vasto agro Aretuseo. La domanda è alta tanto dall’Italia che dal resto di Europa. Sul mercato è ormai chiaro ai clienti di tutta Europa che, come nel caso dell’olio extra vergine di oliva, la qualità degli agrumi siciliani non ha eguali. E’ stato sufficiente dare al prodotto siciliano uno dei marchi che garantiscono al consumatore che si tratta effettivamente di arance di Ribera, o di limoni di Siracusa, o di arance rosse siciliane attraverso l’indicazione geografica certificata per far sì che il mercato premiasse finalmente il prodotto siciliano”.
CARI SICILIANI, IL FREDDO NON CI LASCERA’ PRESTO
Freddo perdurante, esatto. Lei ce lo aveva fatto intravedere a settembre quando ci disse che “se il vortice polare in via di formazione dalla seconda metà di Settembre sarà debole, come sostengono alcuni modelli previsionali” avremmo avuto un Inverno particolarmente freddo caratterizzato da forti precipitazioni”. Siamo a metà Gennaio. La Sicilia è largamente innevata e la Protezione civile regionale ci ha appena comunicato che è in arrivo un ciclone. Che tempo dobbiamo attenderci in Sicilia nelle prossime settimane?
“Continuerà a fare freddo, con grandi precipitazioni in tutta la Sicilia. In montagna, dove sono già presenti grandi gli accumuli di neve, nevicherà in abbondanza. Mentre in collina e lungo le coste si registreranno enormi precipitazioni. Il quadro meteorologico della piccola Sicilia è largamente determinato da quello sull’emisfero Nord e proprio dall’andamento del vortice polare, che si è rivelato debolissimo. E ha portato e sta ancora portando in queste giorni immense quantità di neve su tutta la Siberia e in altre aree della Russia, nei Paesi dell’Est europeo, in Alaska, in Turchia, in Grecia, in Groenlandia e in buona parte resto dell’Europa. Con la neve caduta abbondante persino su Bologna, cioè in pianura. La formazione del ciclone mediterraneo è dovuta esattamente all’approfondirsi di continue ondate di gelo tanto da Ovest che da Est. Il maltempo durerà ancora molto a lungo. In Sicilia, fino a domani, 20 Gennaio, sono previste precipitazioni”.
Di che entità, cosa prevedono i modelli meteorologici per i prossimi giorni?
“Confermano la formazione di un ciclone mediterraneo che, in risalita dal Nord Africa, porterà maltempo. Grandi precipitazioni sono attese sulla Sicilia orientale, dove l’Etna faciliterà la formazione di piogge persistenti per il noto effetto “stau”. Alla fine del fenomeno, le piogge potrebbero superare, nelle aree più investite, i 400 mm; in altre le piogge si dovrebbero attestare intorno ai 200 mm. Tra oggi e domani, Martedì 20 Gennaio, continueranno con il minimo depressionario del ciclone che si avvicinerà alla Sicilia portando nuovamente grandi piogge e venti di scirocco e libeccio molto intensi. Il vento si attenuerà da Mercoledì. Saranno questi venti fortissimi a causare le mareggiate sulle aree costiere orientali e meridionali della Sicilia. A Palermo e in generale lungo la cosa tirrenica, le grandi montagne a ridosso della costa proteggeranno parzialmente le aree costiere dai venti, che invece dispiegandosi sul mare investiranno anche le Eolie e le Egadi, oltre naturalmente alle Pelagie e a Pantelleria. Da ieri sera stiamo seguendo il quadro meteorologico ora per ora, il cosiddetto ‘nowcasting’. Perché con questi cicloni basta un piccolo spostamento della traiettoria per determinare grandi cambiamenti nelle aree che poi saranno più investite da pioggia e vento. Il ciclone terminerà la sua corsa spostandosi a Nord Est, ma il freddo continuerà a lungo. Molto fredda in Sicilia e in tutta Italia sarà la settimana che inizierà da Domenica 25 Gennaio”.







