Centrosinistra ‘imballato’ fra Elly Schlein e Giuseppe Conte. Ma candidate Sigfrido Ranucci ‘disarcionato’ da Report alla faccia del sondaggio ‘esplosivo’! Magari con Paolo Mieli e Stefano Cappellini vice Premier

Potrebbe essere la soluzione giusta per la guida del Governo

Non sappiamo come finirà la vicenda di Sigfrido Ranucci. La RAI gli ha tolto la conduzione di Report. Sicuramente ci sarà un ricorso. E il pronunciamento della Magistratura. Detto ciò, considerato che questo ‘bordello’ è nato, alla fine, per un sondaggio che avrebbe dovuto ‘incoronare’ Ranucci candidato del centrosinistra alla guida del Governo alle elezioni politiche del prossimo anno, beh, perché non tornare al punto di partenza? Via, a questo punto, considerato che il centrosinistra non riesce a trovare un candidato perché non provare la candidatura di Ranucci? Certo, qualche ‘ammaccatina’ c’è stata, perché di mezzo, in questa storia, c’è Valter Lavitota (con il nome che tutti scrivono con la V: un tempo i Walter si scrivevano con W: ma fa lo stesso) che ha combinato un mezzo casino. Certo, DAGOSPIA è andato giù duro:

Certo, DAGOSPIA ha calcato un po’ la mano. Però la cosa si può fare lo stesso, anche perché gli elettori di centrosinistra sono pronti a votare tutto e il contrario di tutto

“Sul caso Ranucci, di responsabilità penali non sappiamo e non possiamo dire. Ma il modo con cui vengono trattati affari pubblici delicatissimi squaderna uno spaccato della società mortificante. Questo sondaggio ai frutti di mare messo in piedi nel ristorante di pesce di un millantatore e pregiudicato ed usato per l’abbordaggio al potere, è l’emblema della stato di follia del nostro tempo… C’è infatti una questione, che per ovvi motivi è stata poco affrontata dai giornaloni: perché il due volte direttore del Corriere della sera, Paolo Mieli, e il vicedirettore, oggi direttore ad interim di RepubblicaStefano Cappellini si sono messi a fare, come dopolavoro, gli ‘advisor’ per un sondaggio di un ex galeotto come Lavitola?” (qui il nostro articolo per esteso che riprende DAGOSPIA).

Una bomba di troppo non può fermare un progetto politico della sinistra…

Però… Però… Insomma, Paolo Mieli e Stefano Cappellini, nel “dopolavoro”, per dirla sempre con DAGOSPIA, partecipavano, o avrebbero dovuto partecipare, con la loro ‘scienza politica’ – grazie a un “sondaggio ai frutti di mare”, ma pur sempre un sondaggio – alla verifica circa la possibile forza elettorale di Ranucci. Non è andata bene per una bomba di troppo. Per citare il motivo di una celebra canzone, Ranucci, bomba o non bomba, potrebbe comunque provare ad arrivare a Roma, magari in compagnia di Mieli e Cappellini! Via, non è una cosa impossibile. Se nel centrosinistra Matteo Renzi è diventato ‘capo’ del PD e presidente del Consiglio perché mai Sigfrido non dovrebbe tentare il colpaccio?

Paolo Mieli Ministro degli Esteri e Stefano Cappellini Ministro degli Interni

Sarebbe un bellissimo segnale: tre giornalisti si candidano alla guida dell’Italia per il centrosinistra. Sigfrido a Palazzo Chigi. Mentre per Mieli, visto che cinque giorni su sette, ogni mattina, su Radio 24, commenta anche gli articoli pubblicati dai giornali dell’universo mondo, andrebbe bene il Ministero degli Esteri. Quanto a Cappellini, potrebbe essere un ottimo Ministro degli Interni. I globalisti dell’Unione europea andebbero in brodo di giuggiole! Se non fosse per la bomba malandrina “Valterino” sarebbe stato un perfetto Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: che forse, chissà, era il posto che sognava di acciuffare senza lo ‘zeppo’ dei noti fatti. Volendo, sempre volendo, si potrebbe tentare un suo recupero quando la storia della bomba si sarà ‘raffreddata’… La squadra potrebbe essere pronta. Mancano solo i voti. Considerato che i tre – Ranucci, Mieli e Cappellini – sono noti per essere sempre stati al di sopra delle parti (o quasi), l’avventura andrebbe tentata. Vi abbiamo convinti?

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