
A differenza della Bulgaria, che all’inizio di quest’anno si è ‘incapretatta’ nell’euro ed è già in profonda crisi economica, la maggioranza degli abitanti di quest’isola ha preferito autonomia, indipendenza e democrazia
A differenza della Bulgaria, la cui popolazione si è ‘incaprettata’ nell’euro, i circa 400 mila abitanti dell’Islanda, nazione insulare dell’Europa settentrionale che fa parte della Regione scandinava, con un referendum, hanno detto “No” all’Unione europea. In realtà, se avessero vinto i “Sì” il Governo islandese avrebbe ripreso le trattative per entrare a far parte dell’Unione europea. Ebbene, la realtà ci dice che la maggioranza degli abitanti di quest’isola non vuole nemmeno sentir parlare di Unione europea. Ed è anche logico. L’Islanda è un Paese democratico, l’Unione europea è un regime dispotico dove tedeschi e francesi si fanno ‘i cazzi propri’. Per gli ‘europeisti’ è uno smacco. Iddio solo sa cosa non hanno fatto, i signori dell’Ue, per convincere gli islandesi a ‘incaprettarsi’ nella finta Unione europea che di ‘unito’ non ha una beata mazza. Ma, ribadiamo, la maggioranza degli islandesi ha detto “No” anche alle trattative. Della serie, per dirla alla siciliana, ognuno a so casa…
Per l’Islanda entrare a far parte dell’Ue sarebbe stata una scelta stupida: nel giro di qualche anno si sarebbero giocati la sanità, che è una delle migliori del mondo, e la pesca. Ha prevalso l’intelligenza
Di fatto, il rifiuto dell’Unione europea da parte degli islandesi è una vittoria dello spirito della Brexit inglese. Ed è anche una vittoria dell’America di Donald Trump, che non ha nascosto di volere esercitare, o forse sarebbe meglio dire contrastare la Cina nella Regione Artica. E il presidente USA, è noto, non vuole l’Ue tra i cabbasisi. Per la cronaca, l’Islanda è un Paese con un reddito elevato e una sanità che è una delle migliori del mondo. Non si capisce perché avrebbe dovuto entrare a far parte di un’Unione europea che si va impoverendo di giorno in giorno. Sarebbe stata una scelta demenziale. Avrebbe fatto la fine della Bulgaria, che è già finita sotto il giogo europeista del deficit eccessivo (qui un articolo). Un altro motivo della vittoria del “No” è la pesca: non si capisce perché i pescatori dell’Islanda avrebbero dovuto chiedere all’Unione europea il permesso per pescare. Queste cose le possono fare i Paesi ‘intelligenti’ dell’Europa mediterranea, le cui marinerie, in molti casi, si sono già trasferite in Africa per non avere più rapporti con l’Unione europea…







