
Purtroppo il maltempo ha causato frane, a cominciare da Niscemi. Mentre la costa orientale dell’Isola è letteralmente devastata
Oggi è il 18 Febbraio. In Sicilia sta accadendo di tutto, meteorologicamente parlando. La nostra Isola è letteralmente sommersa dalle piogge e, in montagna, dalla neve. Sono esondati l’Imera e il Belìce. Sull’Etna ci sono 4 metri di neve. E continua a nevicare. Mario Pagliaro ce lo aveva anticipato nel nostro dialogo del 7 febbraio quando ci aveva detto che “l’intera settimana dal 9 al 16 Febbraio sarà caratterizzata da nuove grandi precipitazioni che aggiungeranno oltre 50 mm di pioggia ai quasi 200 già caduti mediamente a Gennaio”. La messinscena della “crisi idrica” è finita nel ridicolo. Insieme ai dissalatori, mentre tutti gli invasi straripano di acqua. E’ franata una vastissima area limitrofa a Niscemi e, purtroppo, pure parte dell’abitato. La costa orientale della Sicilia è letteralmente devastata. Siamo dunque tornati a sentire il chimico del Cnr per la seconda volta nel corso del mese per fare il punto della situazione e guardare alle prossime settimane.
STA PER ARRIVARE UNA NUOVA ONDATA DI FREDDO
La prima domanda è attesa da moltissimi lettori. Che tempo farà in Sicilia nelle prossime due settimane? Cesseranno queste enormi piogge, oppure continueranno?
“Le piogge e le nevicate continueranno, ad un ritmo meno intenso. E’ in transito in Italia l’ennesima perturbazione in ingresso da occidente dopo quella che nei giorni scorsi ha portato in Sicilia all’esondazione di Belìce ed Imera e ancora nella notte fra il 16 e il 17 Febbraio a nuove grandi nevicate in quota in buona parte della Sicilia partendo dall’Etna. Da Venerdì 20 farà ingresso in Italia una nuova ondata di aria gelida da Est che porterà nuovamente freddo e piogge, e a nuova neve in montagna”.
SE ANCHE MARZO SARA’ GELIDO IN GERMANIA MANCHERA’ IL GAS
Che evoluzione possiamo attenderci nelle prossime settimane?
“Le condizioni atmosferiche restano altamente dinamiche non solo nella piccola Europa occidentale, e dunque in Sicilia, ma in tutto l’emisfero Nord. Esattamente per il motivo che ci eravamo detti lo scorso Settembre quando parlammo della possibilità che il vortice polare restasse molto debole e, frammentandosi, potesse causare, come poi è avvenuto, la continua avvezione di aria gelida verso le latitudini meridionali. Per avere un’idea, New York è stata per 14 giorni consecutivi senza mai superare lo zero termico della scala Celsius: un fatto che non si verificava da decenni. Berlino è sotto la neve da mesi: parliamo di una città di pianura: dove da settimane si registrano migliaia di incidenti alle persone che cadono per il ghiaccio su strade e marciapiedi. Il gelo prolungato sta causando il rapido esaurimento delle scorte di gas naturale conservato nei depositi sotto terra. Pochi giorni fa banche e istituti di ricerca tedeschi hanno avvertito che se anche il mese di Marzo sarà gelido, l’industria tedesca sarà costretta al razionamento. Ovvero a fermare gli impianti a causa dell’insufficienza del gas. Inutile forse aggiungere che al gelo sono anche tutti i Paesi dell’Europa orientale e l’intera Russia, fino alle sue coste sul Pacifico. Il Giappone antistante è alle prese con l’inverno più gelido da molti decenni”.
TRA UN PO’ PALERMO AVRA’ A DISPOSIZIONE 300 LITRI DI ACQUA AL SECONDO DAL FIUME ORETO
Qui con la sceneggiata della “crisi idrica” la gente pensa che i fiumi in Sicilia non esistano. Perché sono esondati i fiumi?
“Perché i terreni sono ormai saturi di acqua e l’acqua piovana si riversa pressoché interamente nei corsi d’acqua, che in Sicilia non solo sono moltissimi, ma corrono lungo rapidi pendii dovuti alla geografia fortemente montuosa della nostra regione. Questo ha determinato tanto l’esondazione di molti fiumi, che il rapidissimo riempimento degli invasi, ormai stracolmi di acqua. Invasi artificiali che continueranno a riempirsi. L’aumento della portata dei fiumi tuttavia comporta anche grandi benefici, oltre al riempimento accelerato di tutti gli invasi. A Palermo, ad esempio, le analisi chimiche e microbiologiche hanno confermato la piena idoneità dell’acqua dell’Oreto, tornata a scorrere in grandi volumi, a rifornire di acqua la città. Si è dunque iniziato a prelevare dal fiume 100 litri di acqua al secondo con una presa mobile, in attesa del completamento dei lavori di potenziamento di un ‘potabilizzatore’, cioè di un impianto chimico di disinfezione dell’acqua per clorazione prima dell’immissione in rete. Lavori che dovrebbero essere conclusi a Giugno. A quel punto, l’azienda idrica passerà a prelevare dal fiume Oreto ben 300 litri di acqua al secondo”.
I DISSALATORI SERVONO IN NORD AFRICA E IN MEDIO ORIENTE, NON IN SICILIA
Ma allora a cosa servono questi dissalatori? A deturpare l’ambiente come avvenuto ad Agrigento con il solito giochino del dissalatore “mobile e temporaneo” che poi diventa definitivo?
“La Regione Siciliana aveva già fatto installare i dissalatori sia nel territorio di Gela che in quello di Trapani. Per poi abbandonarli a causa dell’enorme costo della corrente elettrica necessaria ad alimentarli. Ad esempio, realizzato negli anni ‘90, il dissalatore di Trapani che usava la tecnologia della distillazione, costava 30 milioni di euro all’anno soltanto di gasolio. Nel 2015 venne spento definitivamente, per essere sostituito dall’acqua proveniente dall’acquedotto di Montescuro. Oggi i dissalatori usano una tecnologia a membrana molto più efficiente, ma il costo dell’energia elettrica è sempre altissimo. La Sicilia è stracolma di acqua che va solo raccolta in invasi rinnovati e poi distribuita con una rete idrica finalmente moderna ed efficiente come quella in costruzione proprio ad Agrigento. Lo stesso va fatto ovunque lungo la costa meridionale della Sicilia. E questo, come ci siamo detti più volte, potrà farlo solo lo Stato. Dopo, nessuno parlerà mai più di dissalatori in Sicilia: una regione montuosa stracolma di acque superficiali e profonde. I dissalatori servono in Nord Africa o in Medio Oriente, non in Sicilia”.







