di Giulio Ambrosetti

Dietro questa storia c’è il petrolio venezuelano? Qualche dubbio c’è. Un mio approfondimento su MediaOneOnline
Cosa c’è dietro il caos che si è scatenato in Venezuela? Veramente i militari americani sono arrivati con un’azione spettacolare dentro l’abitazione del presidente, Nicolás Maduro (foto sopra tratta da Wikipedia), per catturarlo assieme alla moglie, Cilia Flores, per trascinarlo a New York dove dovrebbe subire un processo quanto meno irrituale? Dicono che il vero obiettivo sia il petrolio venezuelano. Certo, nel Venezuela ci sono le più grandi riserve di petrolio del mondo. Ma che petrolio è? Basta informarsi un po’ per appurare che la grande maggioranza delle riserve petrolifere venezuelane è costituita da quello che i tecnici di tale settore definiscono “petrolio sporco”, ovvero petrolio di pessima qualità. Si potrebbe estrarre e raffinare? Sì, ma con quali costi? Chi si occupa di questo settore ha spiegato che, in questo momento storico, il “petrolio sporco” potrebbe essere utilizzato per esigenze militari.
Ricordiamoci che i Repubblicani americani, già negli anni della vicenda Pizza Connection, dicevano che bisognava fermare l’ingresso della droga negli USA: proprio quello che sta cercando di fare Trump
Questi e altri argomenti che interessano il Venezuela li ho trattati in un approfondimento che è stato pubblicato da MediaOneOnline. La mia tesi è che questa storia sia tutt’altro che chiara. Il giornalista d’inchiesta Cesare Sacchetti, molto bravo e, soprattutto, molto ben informato, nel suo Blog La Cruna dell’Ago sostiene una tesi particolare: e cioè che la ‘cattura’ di Maduro non è altro che una sceneggiata: al contrario di quello che si pensa e si dice, gli americani avrebbero salvato il presidente del Venezuela da chi avrebbe voluto farlo fuori (qui l’articolo de La Cruna dell’Ago). Detto ciò, penso che questa storia sia legata alla droga, ovvero al commercio internazionale di cocaina. Chi ha un po’ di memoria ricorderà che quando, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 del secolo passato esplose la Pizza Connection, ovvero il grande commercio di eroina tra la Sicilia e gli USA, tra i Repubblicani americani c’era chi sosteneva che non si poteva andare dietro alle migliaia e migliaia di pizzerie presenti negli Stati Uniti che spacciavano droga ma che bisognava bloccare l’arrivo della droga negli USA. Lo stop alla cocaina e al fentanyl che entrano in America dal confine tra Messico e Texas è stato un punto centrale del programma elettorale e di Governo del Repubblicano Donald Trump nel 2016, quando venne eletto alla Casa Bianca per la prima volta; ed è parte fondamentale del programma dell’attuale Governo Trump. Chi dice e scrive che il Venezuela non sia al centro del complicato mondo della cocaina si sbaglia: il Venezuela, già alla fine degli anni ’60-primi anni ’70, era un Paese molto importante per il commercio di droga: non a caso grandi famiglie della mafia siciliana andarono a stabilirsi proprio lì, non certo per godersi il panorama.
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