Giuseppe Scarlata: la soluzione per il grano duro siciliano c’è. Gi agricoltori debbono mettersi insieme per produrre e vendere pane e pasta di grano duro. E’ difficile? Sì. Ma non ci sono alternative (VIDEO)

Il nostro vecchio amico ha ragione. I produttori di grano duro siciliano debbono evolversi

Giuseppe Scarlata atto II. Lo scorso 20 Giugno abbiamo pubblicato un primo video del nostro vecchio amico Giuseppe Scarlata, agricoltore, titolare di una bella azienda familiare zootecnica con produzione di formaggi di altissima qualità, profondo conoscitore anche del mondo del grano, se non altro perché lo coltiva nella sua azienda in rotazione, supponiamo, con colture foraggere, visto che gestisce allevamenti di animali (qui il primo video). Scarlata ci dà una notizia: il grano uro siciliano che non è stato ancora raccolto, se si trova nella aree della Sicilia dove sono andate in scena piogge torrenziali, è finito: nel senso che l’acqua e l’umidità l’ha rovinato. Non è una bella notizia. Già il prezzo è un disastro: 19-20 euro/quintale, a fronte di costi di produzione che ‘viaggiano’ fra 30 e 32 euro/quintale.

Non è una soluzione facile. L’esperienza della seconda metà degli anni ’80

Scarlata non è pessimista. “Una soluzione per il grano duro siciliano c’è – dice nel video -. Gli agricoltori siciliani si debbono mettere in testa che vendere il grano duro non conviene. Bisogna mettersi insieme, produrre pane e pasta e vendere ai cittadini siciliani pane e pasta prodotti con il grano duro siciliano”. Volendo non è difficile. Ma il fatto che il mondo delle cooperative – che in Sicilia esiste ed è organizzato – non ci sia riuscito la dice lunga: non sulle organizzazioni cooperativistiche ma sugli agricoltori siciliani, che sono ‘monadi senza finestre’: incapaci di mettersi insieme per fare qualcosa insieme. In questo Scarlata ha ragione: nessuno ti regala niente. La soluzione c’è. In Sicilia è difficile. Ma alternative non ce ne sono. I fondi pubblici, anche per il grano duro siciliano, dice sempre Scarlata, non sono mancati. Sono stati utilizzati male. La verità? Ha ragione: gli agricoltori siciliani – spiace dirlo – sono i peggiori nemici di se stessi. Sono disorganizzati. Incapaci di cooperare. E non sanno ribellarsi a chi li vessa: anzi si fanno vessare. Scarlata è giovane. Forse non sa che nell’Ennese c’è chi ci ha provato. Era la seconda metà degli anni ’80 del secolo passato. Con il pane l’operazione è riuscita. Con la pasta gli fecero una guerra spietata. Allora non era concepibile che i siciliani producessoro pasta. Oggi, però, non è più così.

QUI IL SECONDO VIDEO DI GIUSEPPE SCARLATA

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