Il Canada ha ufficialmente riaperto il porto artico di Churchill: ciò significa che aumenteranno gli arrivi in Italia di grani duri e grani teneri canadesi

Non è una bella notizia per gli agricoltori italiani. E non è una bella notizia per i consumatori, perché nelle aree fredde e umide di questo Paese il sole non riesce a far maturare il grano naturalmente e c’è il dubbio che si ricorra alla maturazione artificiale a ‘colpi’ di glifosato in pre-raccolta

La pagina Facebook Altragricoltura riporta una notizia molto brutta per gli agricoltori italiani che producono grano duro: “Dopo un blocco durato sei anni – leggiamo nel post – ha riaperto ufficialmente il porto artico di Churchill, in Canada. È già partita la prima nave cargo – la Federal Spey – stivata con 𝟑𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐭𝐨𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐫𝐨 e diretta verso il Mediterraneo. 𝐃𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞: 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐆𝐫𝐞𝐜𝐢𝐚. Grazie a questa rotta artica, il grano canadese impiegherà meno tempo e costerà meno il trasporto per arrivare nei nostri porti”. Notizia pessima per i produttori di grano duro italiani che, è noto, si concentrano nel Sud Italia e in Sicilia.

Il post di Altragricoltura: rischio di prezzi del grano ancora più bassi e ulteriore riduzione della sovranità alimentare italiana

“Per la nostra agricoltura – leggiamo sempre nel post – questo non è un successo commerciale, ma un ennesimo segnale d’allarme”. Ecco il perché:
“𝐋𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐢: l’arrivo di enormi volumi di grano estero rischia di deprimere ulteriormente i prezzi del grano duro italiano sulle Borse merci nazionali (a partire da Foggia e Bologna).
𝐒𝐩𝐞𝐜𝐮𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞: si preferisce importare materia prima dall’altra parte del mondo piuttosto che valorizzare il lavoro dei cerealicoltori italiani, che producono nel rispetto di regole e costi di produzione altissimi.
𝐌𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞: riaprire le ‘autostrade del grano estero’ significa continuare a mettere la nostra filiera nelle mani delle speculazioni internazionali, soffocando il reddito e il futuro delle nostre aziende agricole. I cereali – conclude il post di Altragricoltura – non sono una semplice merce da far girare sulle navi. Servono tutele vere sul prezzo d’origine e rispetto per il lavoro dei nostri campi!”.

Ma guarda un po’ che combinazione strana: con il blocco del grano che arriva dal Mar Nero il prezzo di questo cereale è aumentato in tutto il mondo tranne che in Italia… Il Governo Meloni sa qualcosa?

Come si può notare, da una parte c’è la retorica della politica italiana, ormai diventata insopportabile, che nasconde la realtà e racconta grandissime bugie sul grano duro e sulla pasta; dall’altra parte c’è la realtà, che ci dice che gli industriali italiani che producono pasta hanno tutto l’interesse affinché i prezzi del grano duro rimangano bassi. E infatti, ormai da anni, un paio di mesi prima che inizi la raccolta del grano duro, l’Italia è letteralmente invasa da grano duro estero che arriva soprattutto dal Canada, ma anche da altri Paesi come la Grecia, il Kazakistan, l’Ucraina, il Messico e, fino a pochi mesa fa anche dalla Russia e dalla Turchia. Ogni tanto anche dagli Stati Uniti d’America, anche se il grano duro proveniente da questo Paese non è molto apprezzato, perché costa di più rispetto ad altri grani duri esteri. Per la cronaca, da quando la guerra in Ucraina si è trasferita nel Mar Nero si registra uno stop degli arrivi di grano duro russo e turco. Venendo meno, nel mercato globale, il grano del Mar Nero, il prezzo di questo cereale è cresciuto in tutto il mondo. Ad eccezione dell’Italia, dove il prezzo del grano duro rimane basso. Il Governo nazionale di Giorgia Meloni e il Ministro delle Politiche agricole, Francesco Lollobrigida, che a parole difendono la pasta italiana, sanno niente di questa speculazione al ribasso del prezzo del grano duro in corso in Italia?

Casillo e Italmopa dicono che…

Per la cronaca, legge alla mano, la pasta in Italia, a parte qualche eccezione, deve essere prodotta con grano duro. Due dichiarazioni ci sembrano importanti per capire cos’è, oggi, la pasta italiana. Francesco Casillo, presidente dell’omonimo gruppo nazionale che opera nel mondo del grano duro: “La pasta è buona non perché è fatta di grano italiano”, ha affermato in un’intervista a Forbes Italia. E ha precisato che i pastai italiani “si sono distinti da secoli per la capacità di miscelare i migliori grani del mondo, tra cui quello italiano”. Enzo Martinelli, presidente di Italmopa, l’associazione dei mugnai italiani: “È assolutamente indispensabile – dice – ricorrere alle importazioni. L’origine della materia prima non è mai, di per sé, sinonimo di qualità. Non è pertanto accettabile la criminalizzazione delle importazioni che, oltre ad essere indispensabili per ragioni quantitative, presentano assolute e inconfutabili garanzie anche sotto il profilo qualitativo e igienico sanitario. La vera sfida – conclude – è incrementare la qualità, pertanto il valore della frumenticoltura italiana non la contrapposizione tra produzione agricola e industrie molitorie e pastarie” (qui un articolo che ho scritto per Web Sicilia News).

Attenzione ai residui di glifosato nelle cariossidi

Peccato che il grano – duro e tenero – coltivato nelle aree fredde e umide del mondo, come in certe zone del Canada, ma non soltanto del Canada, non ce la fa proprio a maturare naturalmente, perché manca il sole. Così il grano – duro e tenero – viene fatto maturare artificialmente, ricorrendo ai trattamenti con glifosato in pre-raccolta. Il glifosato è uno dei diserbanti più diffusi al mondo e si utilizza in pre-semina, non certo prima della raccolta, per evitare che i chicchi di grano (ovvero le cariossidi) presentino residui di glifosato che poi si trasferiscono nei derivati del grano: pasta, pane, pizze, biscotti, dolci e via continuando. E il glifosato non è esattamente un toccasana per la salute umana: anzi è dannoso per sa salute anche in dosi considerate ‘sicure’ (come potete leggere qui e come potete leggere anche qui) E che cosa succede, adesso? Che in Canada è stato riaperto il porto artico di Churchill. Ciò significa che in Italia aumenteranno gli arrivi di grano duro e grano tenero canadesi. Noi siamo certi che il prode Governo Meloni con in testa il Ministro Lollobrigida vigileranno sugli arrivi di grano, duro e tenero, dal Canada. Anche se, nel 2026, non dovrebbero mancare le verifiche sui derivati del grano duro (pasta na non soltanto pasta) e del grano tenero (pane e dolci) da parte di soggetti autonomi non governativi.

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

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