di Nota Diplomatica

In America prevalgono i cani, in Europa sono in equilibrio con i gatti
Non siamo soli. Gli esseri umani sono accompagnati nella vita da un grande numero di animali da compagnia, soprattutto cani e gatti che vivono in stretto contatto con i loro ‘proprietari’, sempre se questo è il termine più corretto per descrivere il rapporto con creature che per certi versi scelgono anche loro se vogliono stare con noi o meno. I dati relativi alle popolazioni di animali da compagnia sono incerti, specialmente per i gatti, i quali non sono soggetti ad essere registrati all’anagrafe canina. Ad ogni modo, in Occidente le popolazioni dei canidi e dei felini sono di dimensioni simili, con una modesta preponderanza dei primi in Nord America, mentre in Europa le due popolazioni sono in sostanziale equilibrio.
Una diversa percezione
I due animali – cani e gatti – sono spesso percepiti in maniera molto diversa. I gatti vengono considerati in qualche modo ‘misteriosi’, mentre i cani sono, beh, semplicemente cani. Ci fidiamo dei cani; i gatti, invece, non ispirano altrettanta fiducia. Forse la differenza deriva da un fatto ‘d’origine’. I cani discendono chiaramente dai lupi, anche se in gran parte privati della loro ferocia. I gatti, invece, sono qui da sempre. Solo osservando attentamente appare evidente la loro parentela con leoni e tigri – ma oltre a ciò, le loro origini ci restano poco chiare.
Dall’antico Egitto ai nostri giorni. Anche se la storia del rapporto tra noi e i felini è un po’ più antica
Il legame tra l’uomo e i felini è certamente antico. A lungo si è pensato che i gatti convivessero con noi da oltre diecimila anni. Ricerche genetiche hanno poi dimostrato che questa convivenza è molto più recente: risalirebbe a circa duemila anni fa, quando il Felis catus (il comune gatto domestico di oggi) comparve in Egitto per poi prendere il controllo delle nostre poltrone… Non erano i nostri primi felini. Prima di loro – e per oltre cinquemila anni – l’uomo è stato accompagnato da una specie del tutto diversa di felino, il Prionailurus bengalensis, o gatto leopardo, poi rimpiazzato dai gatti che conosciamo oggi. Il gatto leopardo, un felino asiatico, ha all’incirca le stesse dimensioni di un grosso gatto domestico, ma ha una struttura più snella e le zampe più lunghe. Non sappiamo precisamente come avvenne il passaggio. È probabile che sia dipeso dai cambiamenti nella società umana. Cominciammo a vivere in case – relativamente calde d’inverno – e le abitazioni erano popolate dai topi, non dai predatori dei boschi e delle caverne. Il gatto leopardo – più portato alla caccia e alla violenza rispetto ai nostri gatti – esiste ancora, ma non vive più nelle nostre abitazioni. È tornato dalla selva da cui era venuto…
Foto tratta da Il Giornale








