Negli Stati Uniti d’America quest’anno si registra un calo degli omicidi del 26% rispetto ai dati del 2025. Un risultato che prescinde dalle scelte politiche locali

di Nota Diplomatica

Gli americani si ammazzano di meno

Dati raccolti in trenta delle principali città americane rivelano, a sorpresa, un calo significativo del numero di omicidi  rispetto al 2025, con una riduzione del 18% nel 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno predecente. Il dato è del Council on Criminal Justice, un ‘think tank’ che raccoglie dati sulle attività criminali negli USA. Se la tendenza finora misurata dovesse proseguire allo stesso ritmo per tutto il resto dell’anno, il dato si tradurrebbe in una riduzione netta di circa 215 omicidi rispetto al 2025, spingendo il tasso di omicidi nazionale al livello più basso da oltre un secolo.

Segnalata anche la riduzione di altri reati: furti con scasso, furti di automobili e aggressioni violente

Secondo una recente relazione del Council, il dato sugli omicidi rispecchia una diminuzione generale dei reati nel Paese. L’ente traccia altre dodici categorie di attività illegali oltre agli omicidi e, tra queste, si registrano cali misurabili in nove delle dodici tipologie di crimini più diffusi, compresi i furti con scasso, i furti di automobili e le aggressioni violente. Nello stesso periodo si sono invece verificati modesti aumenti nell’incidenza di taccheggio nei negozi, della violenza domestica e dei crimini legati alla droga. Per gli esperti, la tendenza – ovviamente positiva – verso una riduzione dei crimini è chiaramente da incoraggiare e rappresenta un netto miglioramento rispetto ai dati precedenti al 2020 e a quelli del periodo di panico scatenato dal Covid-19, caratterizzato da un notevole incremento della violenza.

Sembra che il merito sia delle politiche federali

Prevedibilmente, i due principali partiti politici – i Democratici e i Repubblicani – hanno tentato di attribuirsi il merito del calo generalizzato della criminalità. Risulta però che il fenomeno sia presente in uguale misura nelle città governate indifferentemente da amministratori di entrambi gli schieramenti, il che suggerisce che non dipenda da scelte politiche locali.


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