Il Ciclone Harry che si è abbattuto su Sicilia, Calabria e Sardegna è un fenomeno naturale? Sulla rete, tra i ‘complottosti’ come noi, circola un’altra interpretazione un po’ spaventosa…

di Giulio Ambrosetti

Nella nostra Isola quando si sono mai viste onde marine alte 16 metri? Durante il maremoto di Messina, nel 1908, le onde arrivarono a 13 metri: ma erano accompagnate da un terribile terremoto. Ora sono arrivate da sole…

Mentre si contano i danni del Ciclone Harry in Sicilia, Calabria e Sardegna ci si interroga anche sulla furia di quest’ondata di maltempo. Si è trattato di una tempesta naturale o di qualhe sperimentazione? Onde così gigantesche che si abbattono sulle coste non sono esattamente la norma. Anzi, a voler essere precisi, una cosa del genere, tra le coste siciliane e calabresi, fa tornare in mente il terremoto e il maremoto del 1908 (qui un articolo). Nei giorni scorsi nella nostra Isola, in Calabria e, in parte, anche in Sardegna non c’è stato terremoto ma un ciclone con onde molto alte. Scive MeteoWeb, autorevole giornale online che si occupa di clima e ambiente: “Il Sud Italia travolto da muri d’acqua senza precedenti: a Portopalo (Portolalo di Capo Passero, provinia di Siracusa ndr) registrato il record assoluto di 16,6 metri, battendo ogni primato storico del bacino mediterraneo. Il Mega-Ciclone Harry come un Uragano di 2ª Categoria sulla Scala Saffir-Simpson: i dati con le altezze d’onda dalla rete delle boe ISPRA… onde pari a una massa d’acqua alta come un palazzo di quattro piani che si è abbattuta sui litorali per diverse ore…  Il Mediterraneo ha infatti mostrato il suo volto più estremo. Il passaggio del Mega Ciclone Harry è stata una vera e propria dimostrazione di potenza naturale che ha riscritto i libri di storia della meteorologia marittima”. (qui per esteso l’articolo di MeteoWeb). Per la cronaca, durante il maremoto di Messina le onde arrivarono a 13 metri. Le onde del Ciclone Harry le hanno superate in altezza senza bisogno di un terremoto. Non è un po’ strano?

Ricordiamo che chi oggi parla e scrive di piogge provocate dall’uomo non è più un ‘complottista’ perché il cosiddetto cloud seeding è realtà

Noi, è noto, siamo un po’ ‘complottisti’. Chi scrive, già nella seconda metà degli anni ’80 del secolo passato, ha raccontato delle prime sperimentazioni di inseminazione aertificiale delle nuvole in Sicilia. Quando scrissi che, nel quadro di una sperimentazione avviata da una società che faceva capo alla Regione siciliana, scienziati israeliani erano venuti nella nostra Isola, precisamente sui monti Nebrodi, per ‘sparare’ alle nuvole ioduro di argento per provocare le piogge, mi presero per matto (qui il mio articolo). Oggi il cosiddetto cloud seeding, tradotto forse impropriamente come inseminazione artificiale delle nuvole, è un dato acquisito. A Dubai e in altre realtà del mondo arabo le piogge artificiali sono ormai la norma. Gli articoli sul cloud seeding che oggi si leggono in rete sono tanti (qui ne potete leggere uno e qui ne potete legge un altro con allegati alcuni VIDEO). I primi a utilizzare le piogge artificiali sono stati gli israeliani e gli americani, soprattutto negli anni ’70 e ’80 del secolo passato (in realtà, c’erano già sperimentazioni anche prima). Poi sono arrivati tutti gli altri. In Cina, ad esempio, questa tecnologia è utilizzata da tempo. Per decenni chi parlava e scriveva di piogge artificiali veniva etichettato come ‘complottista’. Oggi, ribadiamo, tutti sappiamo che le piogge possono essere provocate dall’uomo. Come si può notare, i minchioni erano altri…

Non è che effettuano sperimentazioni sul clima?

Torniamo, così, al Ciclone Harry: è possibile che si sia trattato di qualche diavoleria legata a sperimentazioni sul clima? Noi che, ribadiamo ancora una volta, siamo sempre stati e continuiamo a essere ‘complottisti’ non possiamo non informare i nostri lettori su quello che si legge in queste ore sulla rete. Ebbene, c’è chi scrive che qualche giorno prima dell’arrivo del Ciclone Harry, nel Mediterraneo sarebbe arrivata una nave che viene chiamata PowerShip di circa 240 metri di lunghezza. Leggiamo su Wikipedia: “Una PowerShip è una nave per scopi speciali, su cui è installata una centrale elettrica per fungere da risorsa di generazione di energia. Convertite da navi esistenti, le motonavi sono infrastrutture semoventi, pronte all’uso per i Paesi in via di sviluppo che si collegano alle reti nazionali dove richiesto”. Per dirla in breve, si tratta di una centrale elettrica galleggiante, progettata per fornire energia elettrica a città costiere o regioni dove si registrano carenze energetiche. Ebbene, stando a quello che leggiamo sulla rete – e qui siamo alla ricostruzione ‘complottista’ – la nave PowerShip in questione che sarebbe stata avvistata nel Mediterraneo avrebbe una potenza di generazione di circa 216 MW Kaya Bey, ovvero 216 Megawatt. Vero? Falso? Vattelappesca!

Questa diavoleria, ammesso che esista, non creerebbe dal nulla le tempeste in mare: le potenzierebbe, accentuando gli effetti devastanti

Sempre secondo quanto si legge sulla rete, il Ciclone Harry avrebbe poco di naturale ma sarebbe stato provocato artificialmente. Da quello che si intuisce, questa diavoleria non creerebbe dal nulla il ciclone: potrebbe intervenire là dove si sta materializzando un’ondata di maltempo potenziandone gli effetti devastanti. L’energia sprigionata da questa nave dovrebbe sollecitare la ionosfera per dare vita a onde marine gigantesche. Attenzione: non stiamo raccontando per filo e per segno quello che è avvenuto: stiamo solo riprendendo un’interpretazione degli avvenimenti che gira in rete. E lo stiamo facendo perché, lo ribadiamo ancora una volta, onde che arrivano a 16 metri di altezza non sono mai state la norma nel Sud Italia e in Sicilia. Nel corso degli ultimi decenni non sono mancate le mareggoate violente, ma mai si erano viste spiagge letteralmente ‘inghiottite’ dal mare, abitazioni distrutte dalle onde marine e stabilimenti balneari rasi al suolo.

La scelta di Sicilia e Calabria e, in parte, della Sardegna sarebbe stata causale?

Sulla rete si racconta che si sarebbe trattato di una sperimentazione, magari da utilizzare nelle guerre che sono in questo momento storico in corso nel mondo. La scelta di Sicilia e Calabria sarebbe stata causale? Bella domanda. Chi avrebbe ‘pilotato’ queste straordinarie onde marine potrebbe avere avuto bisogno di coste urbanizzate: e in Sicilia e in Calabria non mancano certo le aree costiere ‘cementificate’. Stando sempre a queste tesi ‘complottiste’, chi avrebbe gestito tale follia voleva misurare l’impatto di queste onde marine gigantesche con le aree costiere dove si trovano abitazioni, stabilimenti balneari che non vengono smontati durante la stagione invernale e, in generale, manufatti non lontani dalla battigia. Se è legittimo avere dei dubbi su tale ricostruzione dei fatti, è altrettanto legittimo ammettere che in Sicilia e in Calabria, lungo le coste, mettiamola così, c’è un po’ di confusione edilizia o, se preferite, di abusivismo edilizio… Quanto alla Sardegna, beh, lì potrebbe essere arrivata la ‘coda’ di questa tempesta marina. Manco a farlo apposta, i maggiori danni si registrano in Sicilia e in Calabria, mentre in Sardegna i danni sarebbero minori. Ma questo è un dettaglio.

Foto tratta da Web Sicilia News

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