di Giulio Ambrosetti

Il globalismo ormai morente ci ha provato: ma questa volta è andata male
La globalizzazione ormai morente, buttata fuori dalla porta, cerca di rientrare dalla finestra. E lo fa cercando di togliere agli Stati – cioè alla politica – il controllo dell’Intelligenza Artificiale (IA). Il dubbio, insomma, è che i grandi gruppi che operano in questo settore (che secondo Il Fatto Quotidiano non vorrebbero perdere l’oligopolio) stiano cercando di impossessarsi del grande affare, sul modello di quanto hanno fatto nella sanità negli anni passati. Già, la sanità controllata dai globalisti. Il caso emblematico è quello dei vaccini: un tempo li producevano gli Stati, che non avevano interesse a guadagnare. Ai bambini se ne somministravano tre, al massimo quattro. Da quando i vaccini li producono le multinazionali farmaceutiche i vaccini per gli adolescenti da 0 a 16 anni sono diventati dieci! (qui un articolo). Negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso nessuno si vaccinava contro il morbillo. Non c’erano morti. Oggi sembra che senza il vaccino contro il morbillo la morte sia sicura, quasi matematica… (qui un articolo).
Il secco “No” di America e Cina. Intanto la televisione si era già adeguata…
E’ interessante anche la linea seguita dalla televisione: appoggio incondizionato a quello che, alla fine, non è esagerato definire il “complottismo” delle multinazionali sui pericoli dell’Intelligenza Artificiale. Nessun dubbio. Solo la ‘certezza’: è tutto vero e basta! Come negli anni del Covid, quando chi provava a sollevare dubbi veniva subito etichettato come “No Vax”. Del resto, si può pretendere dalla televisione che insegni a ragionare? Non scherziamo! Però questa volta il ‘blitz’ non sta riuscendo. Anzi, per essere precisi, è già naufragato. Negli Stati Uniti d’America l’operazione è stata bloccata dal presidente Donald Trump: “Forze negative chiedono un rallentamento ma non succederà” (qui un articolo). Anche dalla Cina è arrivato un secco “No” al rallentamento della ricerca sull’Intelligenza Artificiale (qui un articolo). In effetti, l’allarme lanciato verso un’Intelligenza Artificiale che, addirittura!, potrebbe impossessarsi della vita umana, di Internet e dell’universo mondo, riflettendoci un po’, sembra una sonora fesseria! Ma, per l’appunto, bisogna riflettere. Se non che, si sa, oggi la filosofia non è molto di moda.
La riflessione di Noam Chomsky
Però qualche filosofo che ha già detto la sua sull’Intelligenza Artificiale c’è: si tratta di Noam Chomsky. Che, con molta probabilità, nel seguire i goffi tentativi di ‘drammatizzare’ i pericoli dell’Intelligenza Artificiale che, come in un film di fantascienza, prende il sopravvento sull’uomo avrà sorriso. “La mente umana – dice il filosofo – non è, come ChatGPT e i suoi simili, un ingombrante motore statistico finalizzato al ‘pattern matching’, che si ingozza di centinaia di terabyte di dati estrapolando la risposta più probabile in una conversazione o la risposta più probabile a una domanda scientifica. Al contrario, la mente umana è un sistema sorprendentemente efficiente e persino elegante che opera con piccole quantità di informazioni; non cerca di dedurre correlazioni grezze tra dati minimali, ma di creare spiegazioni”.
“… la vera intelligenza si dimostra nella capacità di pensare ed esprimere cose improbabili ma perspicaci”
“Al contrario – dice sempre Chomsky – i sistemi basati sul cosiddetto machine learning sono bloccati in una fase non-umana o, al massimo, pre-umana in quanto non sono dotati della capacità critica che caratterizzerebbe qualsiasi tipo di ‘intelligenza’ che può scegliere non solo qual è il caso specifico, qual è stato o cosa sarà, ma anche cosa non è, cosa potrebbe o non potrebbe essere; la critica agli ‘entusiasti’ del ‘machine learning’ si fonda sulla superficialità e sulla dubbiosità delle previsioni dei sistemi che non comprendono le regole e le sfumature della grammatica che non possono essere ‘imparate’ dalla macchina con la sola acquisizione di big data; stessa cosa dicasi per le previsioni in campo scientifico che, benché corrette, non ricorrono alla spiegazione (es. le leggi di Newton) caratterizzandosi più come pseudoscienza: la vera intelligenza si dimostra nella capacità di pensare ed esprimere cose improbabili ma perspicaci” (qui per esteso un interessante articolo sul pensiero del filosofo sull’itelligenza artificiale).
Gli ingannati e la legge di Mark Twain
Insomma, questa volta per le multinazionali è andata male. Anche perché le finte ‘sinistre’ mondiali che si sono vendute al grande capitale per ora non sono di moda tra i cittadini. Non sempre la politica è disponibile – magari in cambio di potere e denaro – a cedere all’economia globalista delle multinazionali il business di turno. Con la sanità è andata bene: la pandemia, vera o presunta, ha dimostrato che, invece di curare i malati, si possono ‘curare’ miliardi di persone sane con i soldi degli Stati, magari a colpi di imposizioni: se non fai quello che diciamo noi ti sospendiamo dal lavoro e dallo stipendio, ti isoliamo dalla società con e via continuando. Certo, ci sono sempre i ribelli: ma sono una minoranza. Mentre la maggioranza si sottomette e poi… poi vale la legge di Mark Twain: “E’ molto più facile ingannare la gente che convincerla che è stata ingannata”…







