di Giulio Ambrosetti

Fino a quando erano prodotti sotto lo stretto controllo dello Stato a nessuno veniva in mente di metterli in circolazione senza adeguate sperimentazioni preventive
Ci fu un tempo in cui i vaccini venivano prodotti sotto stretto controllo da parte degli Stati. In Italia, negli anni ’60 del secolo passato, i vaccini erano il frutto del lavoro di istituti privati o di enti morali storici come l’Istituto Sclavo di Siena e l’Istituto Sieroterapico Italiano. Ma era lo Stato che si occupava dell’intera organizzazione di questo settore delicato. Era lo Stato che gestiva l’acquisto dei vaccini e la distribuzione gratuita per le campagne di vaccinazione di massa. I controlli erano rigorossissimi. A nessuno veniva in testa di mettere in circolazione vaccini senza adeguate sperimentazioni preventive e, quindi, senza conoscere gli eventuali effetti. Ancora oggi è così? A giudicare da quanto avvenuto con il Covid, beh, i dubbi sono legittimi. In genere, per produrre un vaccino passano quattro-cinque anni. Un vaccino prodotto in un anno lascia spazio a molti interrogativi. Sempre che si tratti di un vaccino, ovviamente. Se si tratta di una terapia genica il discorso è diverso. Ma siccome sono stati presentati come vaccini è di vaccini che dobbiamo parlare. Se poi, dopo le vaccinazioni, si registrano tanti decessi e tanti effetti avversi, ebbene, è difficile argomentare che si tratta di semplice “correlazione temporale”. Soprattutto se la campagna vaccinale è stata gestita con la violenza: cosa che è accaduta per la vaccinazione contro il Covid, se è vero che chi rifiutava il vaccino veniva sospeso dal lavoro e dallo stipendio. Sono fatti accaduti, non ci stiamo inventando niente. Negli Stati Uniti d’America, per la controversa gestione del Covid, ci sono già arresti, confessioni e condanne (qui un VIDEO). E siamo solo all’inizio.
Oggi in Italia i vaccini per i bambini da tre-quattro sono passati a dieci. Ponetevi qualche domanda
Quando ero bambino le vaccinazioni erano tre: contro il vaiolo, contro la difterite e contro la poliomelite. Per i nuovi nati nel 1968 dovrebbe essere stata resa obbligatoria la vaccinazione contro il tetano. Io sono nato prima e non l’ho fatta né da bambino, né da adolescente. Se mi ferivo ricorrevo al siero antitetanico. Ho iniziato a vaccinarmi contro il tetano nella seconda metà degli anni ’80, su consiglio del mio medico di allora, quando ho cominciato a frequentare le piscine. In un altro articolo ho raccontato che, da bambino, ci mettevano accanto ai bambini che avevano preso il morbillo affinché ci infettassero. Oggi in Italia i vaccini per i bambini da tre-quattro sono passati a dieci. Ponetevi qualche domanda. Oggi c’è un vaccino contro il morbillo sul quale i nemici dell’attuale Segretario della Sanità americana (l’equivalente del Ministro della Salute-Sanità in Europa), Robert Kennedy junior, hanno detto e scritto un sacco di fesserie (qui un articolo). In Italia fino a prima dell’avvento al Governo del nostro Paese delle ‘sinistre gobaliste’ (legate a doppio filo ai Democratici americani) la vaccinazione contro il morbillo non era obbligatoria. La vaccinazione contro il morbillo è stata resa obbligatorio per l’accesso ai servizi educativi e scolastici dell’infanzia con la legge numero 119 del 2017, ovvero quando al Governo c’era la sinistra ‘europeista-globalista’ (per la cronaca, l’Unione europea è espressione dell’ultra-liberismo e del globalismo: e infatti proprio per questo sta franando).
Negli USA, ormai da quasi un trentennio, il Partito Democratico è espressione del globalismo. La stessa cosa è avvenuta in Europa dove quasi tutte le ‘sinistre’ sono ‘globaliste’, oggi perdenti ovunque
Siamo arrivati al punto della questione. Nei primi anni ’80 il mondo occidentale, piano piano, è finito nelle mani degli ultra-liberisti. E’ iniziato tutto in America con la presidenza americana di Ronald Reagan. Che poggiava l’attività economica sulle tesi liberiste, spesso fumose, di Milton Friedman. Ma è con i Democratici alla Casa Bianca che prende piede e si afferma la globalizzazione economica. Tant’è vero che, piano piano, l’elettorato nazionalpopolare statunitense ha abbandonato il Partito Democratico per votare in massa il Partito Repubblicano. Il fenomeno è diventato macroscopico nel 2016, quando Donald Trump ha battuto Hillary Clinton conquistando la Casa Bianca. Trump ha vinto anche le elezioni presidenziali del 2020 ma gliele hanno rubate perché una banda di lestofanti, oggi sotto accusa, doveva gestire il grande imbroglio della pandemia. Non a caso i protagonisti americani di quella stagione, come già ricordato, oggi sono sotto accusa e qualcuno è già in galera. Trump ha vinto le elezioni presidenziali del 2024 e, a nostro modesto avviso, nonostante le difficoltà, potrebbe vincere anche le elezioni di metà mandato previste il prossimo Novembre. Questo perché stanno venendo fuori gli imbrogli della pandemia e perché l’Iran sta collassando (qui un articolo). Nell’Unione europea e nel Regno Unito fino ad oggi sono riusciti a nascondere gli affari e gli imbrogli andati in scena durante la pandemia. Ma ormai i partiti politici globalisti sono in caduta libera in questi tutti i Paesi Ue e nello stesso Regno Unito. Grazie alla rete le notizie sulla caduta dei lestofanti del Covid che hanno dettato legge in America durante la pandemia arrivano anche in Europa. Non c’è nemmeno bisogno di dire perché quasi tutti i media, nell’Unione europea, nascondono le notizie sulle porcate del Covid targate Commissione europea. “Ben 130 milioni dati ai media: così l’Ue ottiene buona stampa” (articolo de Il Fatto Quotidiano dello scorso anno: e abbiamo detto tutto).
L’influenza nefasta delle multinazionali farmaceutiche nelle Democrazie. Il ‘caso’ dell’Idrossiclorochina che faceva ‘ombra’ ai ‘vaccini’ contro il Covid
Detto questo, tornando ai vaccini, va detto che oggi la sanità, nel mondo occidentale, è gestita dalle multinazionali farmaceutiche. Il primo finanziatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) è Big Pharma. Questo crea un oggettivo conflitto di interessi. L’interesse primario di queste grandi aziende che producono medicinali – che vengono definite anche come il mondo di Big Pharma – non è la salute dei cittadini ma fare soldi. E l’abbiamo visto proprio durante la stagione della pandemia. Ricordiamo che, a fine 2020, un’inchiesta ironica di Ambiente Bio, raccontava che l’Idrossiclorochina nuove gravemente agli interessi delle multinazionali. Per la cronaca, l‘Idrossiclorochina è un rimedio contro il Covid sperimentato dal grande scienziato francese Didier Raoult che fino al Dicembre 2020 ha funzionato benissimo. Sempre in quel periodo un grande medico statunitense con all’attivo più di mille pubblicazioni spiegava che c’è una possibilità su 17 miliardi che l’Idrossiclorochina non funzioni! (qui un articolo con allegato un video). A un certo punto, per fare posto al vaccino anti-Covid prodotto dalle multinazionali farmacutiche, venne fuori un lavoro assai controverso che cercava di dimostrare che l’Idrossiclorochina non andava bene contro il Covid. La tesi non stava in piedi e il lavoro che avrebbe dovuto demolire l’Idrossiclorochina, poco dopo, venne ritirato. In Italia è stata la Magistratura, e non i Governi dell’epoca, a reintrodurre l’Idrossiclorochina che era stata frettolosamente essa da parte. Ci auguriamo che la Commissione parlamentare sulla pandemia faccia luce anche su questo particolare estremamente grave. Sarebbe il minimo.
La scienza è un metodo e chi invoca “fiducia nella scienza” dovebbe tornare a scuola.
In conclusione, ricordiamoci sempre che la scienza è un metodo. Solo i ciarlatani raccontano che “bisogna avere fiducia nella scienza”. La scienza non è una religione e chi blatera di fiducia nella scienza fa solo sorridere. Soprattutto là dove la scienza si sposa con interessi economici bisogna fare prevalere il dubbio. E il caso dell’OMS foraggiata, come già accennato, dalle multinazionali farmaceutiche. Prendete con li pinze gli avvertimenti dell’OMS. Oggi la presenza delle multinazionali farmaceutiche è ossessiva. Se seguite la televisione vi accorgerete che, su 10 passaggi pubblicitari, la metà e talvolta anche di più sono promozioni di farmaci. Riflettiamo anche su questo. Le multinazionali farmaceutiche sono piene di soldi e ne vogliono sempre di più. Guadagnano un sacco di denaro con le malattie croniche in costante aumento (chissà perché: ma questa è un’altra storia). Ma non gli basta. E allora cosa c’è di meglio, per fare fare soldi, che curare le persone sane?
Gli adulti che non hanno effettuato il richiamo contro la difterite sono a rischio?
E’ importante mantenere sempre il distacco dai ‘Grandi media’, televisione in testa, quando si parla di sanità mediata dalle multinazionali farmaceutiche. Soprattutto quando si parla di vaccini facciamo sempre prevalere il dubbio. Sempre. Fino a quando i vaccini li produrranno le multinazionali farmaceutiche bisogna dubitare. I vaccini li debbono produrre gli Stati non chi ha interesse a guadagnarci. Chi non capisce questo è vittima di se stesso. Il ‘caso’ della bambina morta a Palermo per sospetta difterite è emblematico. Già certi media hanno stabilito che la bambina è morta perché non era stata vaccinata. I medici che di solito, quando ci sono decessi, vengono chiamati in causa, sono stati giustificati. Questo è un ulteriore motivo per riflettere. Così come dovrebbe fare riflettere quanto sta avvenendo a Palermo dove il dissenso verso i vaccini è stato trasformato in un reato morale e il cittadino dubbioso in un soggetto da sorvegliare (qui una riflessione magistrale di Angelo Giorgianni). Senza dimenticare che la stragrande maggioranza degli adulti che si sono vaccinati da bambini contro la difterite non sono coperti dai richiami. Sono potenzialmente a rischio? Aspettiamo risposte. Soprattutto perché la difterite è stata riportata in Europa dai migranti, come ha certificato New England Journal of medicine, una delle riviste mediche settimanali peer-reviewed più antiche e più autorevoli del mondo (qui un articolo).







