di Giulio Ambrosetti

Un post della pregevole pagina Facebook Foodiverso racconta un’amara verità
Sulla pregevole pagina Facebook Foodiverso va un post sul pomodoro, o meglio sui pomodori in Italia: “Costi di produzione alle stelle, rese ridotte, prezzi di vendita inadeguati, dazi inesistenti, il copione è sempre lo stesso: adesso è il turno dell’importazione di pomodori californiani, sotto forma di prodotti trasformati. L’Italia rischia seriamente di perdere il primato di primo esportatore mondiale di pomodori e la California è pronta ad invadere i mercati europei. Dopo il grano, anche il pomodoro rischia di diventare una produzione secondaria nel nostro Paese nel disinteresse generale. Dopo il triplo concentrato di pomodoro cinese ci aspettano container di ketchup californiano (a tariffa zero, altro che dazi). Il meglio è sempre di più alle spalle”.
Batoste in arrivo per le produzioni di pomodoro di Emilia Romagna, Campania e Puglia
Anche sul pomodoro di pieno campo l’Italia rischia. In difficoltà sono tre Regioni italiane dove il pomodoro di piano campo è particolarmente diffuso: l’Emilia Romagna, la Campania e la Puglia. Nel post della pagina Facebook Foodiverso è allegato un artiolo di di FOOD con un titolo molto esplicativo: “Pomodoro, produzione italiana in calo del 20%”. Le superfici coltivate a pomodoro nel nostro Paese sono aumentate, ma la produzione è diminuita a causa dei capricci del clima, anche se c’è il dubbio che tanti terreni non sono gestiti bene, soprattutto se si trovano in prossimità di fiumi e corsi d’acqua in generale. Infatti, basta una pioggia intensa, ed ecco che fiumi o semplici corsi d’acqua straripano ‘inghiottendo’ le produzioni agricole. Anche il pomodoro, tra siccità, piogge e terreni gestiti in modo approssimativo, sta subendo perdite di produzione. Le cose non vanno bene nemmeno in Spagna e Portogallo, dove tra caldo e inondazioni la produzione è diminuta.
Alla fine scopriamo che aveva ragione Donald Trump quando denunciava le furbate dei Paesi dell’Unione europea, che esportavano negli USA i propri prodotti a dazio zero e appioppavano dazi ai prodotti americani
Osservando quello che succede bisogna ammettere che il presidente deli Stati Uniti d’America, Donald Trump, non ha tutti i torti quando dice che l’Europa è un po’ furbacchiona: appioppa, anzi appioppava, perché ormai non è più così, i dazi ai prodotti americani mentre esportava negli USA i propri prodotti a dazio zero. Ora la festa è finita. Ora, come già accennato, non è più così, perché con gli accordi con l’amministrazione Trump firmati nelle scorse settimane dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, l’Europa ha dovuto eliminare i dazi per alcune produzioni americane: e tra queste c’è il pomodoro trasformato. E ora saranno dolori, perché la California è il secondo produttore di pomodori al mondo dopo la Cina. Non solo. Mentre in Europa il clima fa i capricci, non è così in California, che anzi registra un aumento della produzione di pomodori del 10%. Morale: se i derivati del pomodoro americani (lavorati e semilavorati) invaderanno l’Europa saranno dolori. Di più: mentre in Italia, rispettando la legge, il costo del lavoro in agricoltura è proibitivo (circa 80 euro al giorno per un operaio agricolo), in America il costo del lavoro agricolo è più basso e, in ogni caso, gli USA sono un Paese molto più ricco dell’Unione europea in generale e dell’Italia in particolare. A complicare tutto ci si mette anche il dollaro deprezzato rispetto all’euro che agevola le esportazioni americane in Europa. E in Sicilia? Tranquilli: il pomodoro di pieno campo, nella nostra Isola, è praticamente scomparso. Una volta c’era il Pomodoro Siccagno di Valledolmo, ma oggi sono in pochi a coltivarlo, perché i costi sono diventati proibitivi (soprattutto il costo per la raccolta).
Foto tratta dalla pagina Facebook Foodiverso








