La Caritas scopre che l’Italia è povera. Dieci anni fa l’economista Alberto Bagnai aveva anticipato quello che sta succedendo oggi nel nostro Paese e parlava proprio di aumento della povertà (VIDEO)

Dov’erano i cattolici quando l’Italia veniva infognata nell’euro?

La Caritas ci racconta in queste ore che in Italia la povertà è aumentata (qui un articolo). Una novità? No. Chi si occupa di economia queste cose le sa da anni. Perché è da quando hanno infognato l’Italia nell’imbroglio tedesco e massonico dell’euro – la moneta unica europea costruita a misura degli interessi della Germania – che l’economia italiana va indietro. Vedrete che, adesso, gli ‘europeisti’ approfitteranno della notizia diffusa dalla Caritas per attaccare il Governo di Giorgia Meloni, che con l’aumento della povertà nel nostro Paese non c’entra assolutamente nulla. Non si tratta di difendere l’attuale Governo, che non difendiamo (come sanno i lettori di questo blog): si tratta di difendere la verità.

La balordaggine sull’aumento della produttività che cancellerebbe il debito pubblico italiano

Ancora peggio faranno i ‘banditi’ dell’Unione europea, che torneranno ad agitare la stupidaggine solenne in base alla quale l’Italia diventa più povera perché “non cresce la produttività”. Dimenticando di precisare che, dentro l’imbroglio monetario dell’euro, nell’economia italiana, a parte le esportazioni, non cresce alcunché. A parte, ovviamente, la povertà. Peraltro, come illustreremo in un altro articolo, le esportazioni diventano un elemento economicamente e socialmente patologico, perché migliorano i conti ma peggiorano la qualità della vita degli italiani, perché esportiamo le cose migliori e ci teniamo le peggiori, soprattutto in agricoltura. Una follia. Un altra cretinaggine somma che gli ‘economisti-europeisti’ ripetono a pappagallo è che per ridurre il debito pubblico l’Italia deve aumentare la produttività: cretinaggine totale, perché oltre 3 mila miliardi di euro di debito pubblico non si possono cancellare con l’aumento della produttività.

I grillini e i giornali. La posizione di Alessandro Di Battista

Per caso, sulla rete, abbiamo scoperto un intervento dell’economista Alberto Bagnai del 2016. E’ incredibile come questo economista – oggi parlamentare nazionale della Lega – abbia previsto quello che sta succedendo oggi. Bagnai spiegava che, dentro il sistema euro, l’Italia si sarebbe impoverita. E che, a un certo punto, gl’italiani si sarebbero accorti di essere diventati poveri. Che è quello che sta avvenendo. Se ne sono accorti pure dalle parti della Caritas. Non ci crederete ma persino la televisione, che non ne ha mai azzeccata una in economia, sta cominciando a capire che in Italia si va a gonfie vele verso la povertà. Ma è tutta l’informazione italiana che lo sta cominciando a capire: non a caso, ormai da anni, la politica elargisce ogni anno a tanti giornali contributi a fondo perduto. Senza questi fondi pubblici tali giornali avrebbero già chiuso i battenti. L’informazione è migliorata? No. Alessandro Di Battista, con il suo movimento Schierarsi, che con molta probabilità si presenterà alle elezioni politiche del prossimo anno, vuole abolire il finanziamento pubblico ai giornali (qui la posizione di Di Battista e qui un altro video di Di Battista). Ricordiamo che l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti era uno dei punti cardine del programma del Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche del 2018. Impegno che i grillini si sono ‘rimangiati’ insieme ad altre promesse mancate. Non a caso i grillini, oggi, sono tra il 3% e il 5%: in pratica, stanno scomparendo (qui un articolo).

Ma adesso seguite quello che dieci anni fa illustrava l’economista Alberto Bagnai:

QUI IL VIDEO DI ALBERTO BAGNAI

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