La messinscena della ‘siccità’ siciliana è finita nel ridicolo. La guerra nel Golfo Persico porta turisti in Sicilia. Il vero olio d’oliva extra vergine siciliano va a ruba. Parla Mario Pagliaro

di Giulio Ambrosetti

Oggi il consueto appuntamento mensile con il ricercatore del CNR con il quale facciamo il punto della situazione su clima ed economia nella nostra Isola

Siamo ad Aprile. In Sicilia piove senza sosta praticamente ogni giorno da mesi. La messinscena della “siccità” con cui la classe politica siciliana voleva strappare a Roma i soldi che Roma non dà più è finita nel ridicolo. Più seriamente, la guerra in Medio Oriente ha già fatto impennare il prezzo di benzina, gasolio e kerosene. La guerra dura da oltre 30 giorni e non è detto che finisca in tempi brevi. I prezzi dei beni alimentari e i costi delle lavorazioni agricole sono subito aumentati. In questa situazione, il nostro dialogo mensile con Mario Pagliaro sui temi di energia, acqua, ambiente e agricoltura assume ulteriore rilevanza, e non solo in Sicilia.

PIOGGE SENZA FINE. IN SICILIA, GRAZIE ALLA NEVE, UNA GRANDE STAGIONE SCIISTICA

Non ricordo un mese di Marzo così piovoso in Sicilia. Praticamente è piovuto a dirotto ogni giorno. Cosa dicono i numeri relativi alle piogge del mese appena concluso?

“Sono state effettivamente enormi e praticamente quotidiane. Dal 6 Marzo è piovuto e nevicato praticamente ogni giorno. La Regione Siciliana, tramite il suo Servizio meteorologico per l’agricoltura, ha misurato un accumulo medio mensile di 110 mm: quasi 30 in più degli 81 mm della media ventennale 2003-2022. Il valore reale è più alto dei 110 mm stimati perché non tiene conto della neve caduta senza sosta su tutte le grandi montagne siciliane, a partire dall’Etna. I pluviometri infatti non misurano le precipitazioni in forma nevosa. Nei primi tre mesi la stessa rete pluviometrica regionale ha misurato un valore medio delle precipitazioni in Sicilia pari a 400 mm: ovvero l’acqua che normalmente piove nei 10 mesi tra Gennaio e fine Ottobre. In realtà, basta guardare l’Etna completamente ricoperto da metri di neve quando siamo ad Aprile per comprendere che le precipitazioni dei primi tre mesi del 2026 in Sicilia sono state ancora maggiori dei 400 mm medi. Si scia tanto sull’Etna che a Piano Battaglia, sulle Madonie, dove per ragioni gestionali sono aperte solo le piste più piccole, ma dove sarebbe possibile sciare senza problemi su tutte le piste. In breve, è stato e continua ad essere un Inverno eccezionalmente freddo e piovoso, come accadeva negli anni ’70 e negli anni ’80 del secolo scorso”.

E la situazione degli invasi siciliani? 

“Sono praticamente tutti pieni. Nel senso che, rispetto ad un volume totale autorizzato di 680 milioni di metri cubi (mc), le eccezionali piogge di Febbraio prima e ancor più di Marzo poi hanno portato  il volume complessivo di acqua accumulata dai 373 milioni di mc di fine Gennaio ad un valore non distante dal volume totale autorizzato. Come dicono i i tecnici dell’associazione Sicilia in Progress, se fossero tutte collaudate, le dighe siciliane potrebbero contenere quasi un miliardo (965 milioni) di mc di acqua. Poiché molte non lo sono, sono già molte quelle che, avendo superato la quota autorizzata, stanno scaricando l’acqua a mare per rientrare nel volume massimo autorizzato”.

PREVISIONI SUL TURISMO SICILIANO AZZECCATE

Rispondendo ad una nostra domanda sugli effetti della guerra in Medio Oriente sul turismo in Sicilia lei a Marzo ci aveva detto testualmente: “Il turismo, paradossalmente, crescerà ancora: la Sicilia è relativamente distante dai luoghi del conflitto ed è giustamente percepita come una terra di pace e di accoglienza.” E ancora: “I turisti che sarebbero andati in vacanza nei Paesi del Medio Oriente e in Nord Africa verranno in buona parte in Sicilia”. Siamo a Pasqua e puntualmente gli albergatori informano che c’è il tutto esaurito dovuto proprio ai visitatori stranieri. Come andrà dunque in Sicilia il turismo anche nei prossimi mesi?

“Eccezionalmente bene. I flussi turistici cresceranno e si distribuiranno su molti mesi, e non più nei soli tre mesi estivi. Gran parte del flusso turistico tradizionalmente diretto in Medio Oriente, incluse le località balneari sul Mar Rosso, si riverserà in Sicilia determinando il prolungamento della stagione turistica. Come ci eravamo detti, i turisti verranno di più in nave, treno, pullman e in auto, e meno in aereo. Se la guerra dovesse continuare, infatti, all’aumento del prezzo del kerosene e al fermo di molti grandi aerei dei Paesi del Golfo Persico, dove è in corso la guerra, si unirà una carenza di jet fuel in alcune aree geografiche in Asia e forse pure in Europa”.

Parliamo di agricoltura. Qual è il prezzo dell’olio di oliva siciliano quando siamo a 4-5 mesi dalla fine della scorsa campagna olearia? I prezzi si sono mantenuti così alti come in apertura di raccolta?

“Sono ulteriormente cresciuti. E’ sufficiente verificarlo concretamente rilevando i prezzi praticati dalle aziende olearie direttamente sul proprio sito web, cioè senza intermediari. Si va dai 18 euro al litro di un’azienda di Floridia ai 17 euro al litro di un’altra di Favara per l’olio ‘tradizionale’. Se poi si desidera acquistare dalla stessa azienda l’olio biologico con l’indicazione geografica protetta (IGP), il prezzo della lattina da 5 litri diventa di 95 euro: cioè siamo prossimi ai 20 euro al litro. L’olio d’oliva extra vergine sul mercato è ormai differenziato: da una parte l’olio extravergine siciliano IGP o con denominazione di origine protetta (DOP) venduto a prezzi fra che vanno dai 15 euro al litro e ben oltre i 20 euro. Dall’altra l’olio extra vergine non siciliano. Con questi prezzi e col rapido diffondersi delle buone pratiche colturali e molitorie, in 3-5 anni la produzione di olio extra vergine siciliano, che negli ultimi anni variava fra le 27 mila tonnellate del 2024-25 alle circa 34 mila delle tre campagne fra il 2019-20 e il 2021-22, diverrà tutta IGP e DOP. E arriverà ai clienti tramite la vendita diretta, in larga parte attraverso internet, a prezzi altamente remunerativi, come già avviene per molte di esse. Il processo è già in corso: è sufficiente guardare i moltissimi nuovi uliveti impiantati in Sicilia negli ultimi due anni”.

E’ Pasqua: ci dà un’altra notizia che possa dare speranza alla Sicilia e ai siciliani? 

“Certo. In Sicilia ci sono oltre 145 mila impianti fotovoltaici. Quasi tutti, stanno sui tetti di un edificio. Inoltre, quasi 62 mila di questi impianti fotovoltaici sono collegati a batterie agli ioni di litio, che consentono di massimizzare la quota di energia solare autoconsumata perché forniscono la sera parte dell’energia accumulata nelle batterie durante il giorno. In pratica, significa bollette elettriche ridotte di almeno il 50%. Inoltre, già nel 2024 in Sicilia gli impianti fotovoltaici siciliani hanno prodotto 3 miliardi di chilowattora: quasi un quinto di tutta l’energia elettrica prodotta in Sicilia, pari a poco più di 16 miliardi di chilowattora. Nel 2025, i risultati sono ancora migliori, con grandi benefici economici per le famiglie, le aziende e le pubbliche amministrazioni proprietarie degli impianti”. 

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