di Frate Domenico Spatola

Oggi 11 agosto 2025 ricordiamo la protagonista di una grande esperienza di santità
Anima gemella di Francesco. Femminilità sensibile in gestualità gentile. La comprese Francesco. Fu suo amico e confidente. Nella Cattedrale di Assisi la figlia del conte Favarone degli Offreducci, imparò l’arte di amare Cristo. Le fu maestro il Poverello col suo esempio per un’intera Quaresima. Era il 1212 e la pesca fu prodigiosa. La notte delle Palme Chiara era matura per il suo “Sì” a Cristo. A Santa Maria degli Angeli, per ristrettezza nota come “Porziuncola”, cedette, con la bionda chioma, il cuore allo Sposo. Povero e crocifisso l’aveva imparato a conoscere da Francesco. A San Damiano, l’idillio fu da luna di miele. Durerà l’intera vita. “Hortus conclusus”, a misura quadrata, città fortificata, come la Gerusalemme discesa da cielo. Eden per le mistiche nozze, inimmaginabili ai non addetti. Di Chiara le discepole divennero stuolo, gelose del suo carisma. “Povere Dame” primieramente denominate, verranno successivamente chiamate “Clarisse”. Furono dono alla Chiesa, e “perle” a impreziosire il serto nuziale, per lo Sposo. La regola “sine glossa” speculare a quella di Francesco, e senza accomodamenti alla “Altissima Povertà”, che doveva essere assoluta, come quella di Cristo in Croce. Materna fu Chiara come paterno fu Francesco. Insieme accompagnarono i figli per sposarli a Maestro unico.
Foto tratta da Basilica di Santa Chiara in Assisi







