L’annuncio della Russia: entro quest’anno verranno utilizzati i missili Oreshnik in grado di colpire i bersagli senza che gli attuali sistemi antimissili possano bloccarli. Minchia!

Speriamo di sbagliarci, ma abbiamo la sensazione che questa storia finirà male, molto male. Gli idioti che dicono che, in termini militari, i russi non sanno fare questo e non sanno fare quello non hanno altro da fare?

“L’Oreshnik sarà messo in servizio di combattimento entro la fine dell’anno”. Lo ha affermato il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin (foto sopra tratta da Telegram). La notizia la leggiamo su un post di un canale Telegram. Per la cronaca, i missili ipersonici Oreshnik a medio raggio raggiungono una velocità di 3,6 km al secondo e sono perfettamente in grado di colpire i bersagli senza che gli attuali sistemi antimissili possano bloccarli. Tra i bersagli che possono essere colpiti senza alcuna possibilità di difesa ci sono le capitali europee (dei missili Oreshnik si parla già da tempo, come potete leggere qui).

Cambio di strategia militare? Fino ad ora i russi non hanno forzato la mano. Ma ora…

Fino ad ora la Russia non ha forzato la mano: avanza lentamente nelle regioni ucraine fili-russe, con molta probabilità, di comune accordo con l’America di Donald Trump che, sotto sotto, come abbiamo raccontato ieri sera, vuole che la guerra in Ucraina prosegua, sia per continuare a vendere armi all’Unione europea che li ‘gira’ all’Ucraina, sia per avere campo libero in Venezuela (qui il nostro articolo). L’annuncio che in questi giorni potrebbero essere utilizzati i missili Oreshnik da parte del russi segna l’inizio di un cambio di strategia? A questo punto può succedere di tutto. Leggiamo sempre nel post del canale Telegram: “Se Kiev si rifiuta di discutere seriamente la questione, la Russia otterrà la liberazione dei territori con mezzi militari. Il compito di creare e espandere una zona cuscinetto di sicurezza in Ucraina sarà svolto in modo coerente”.

Ma perché noi europei dobbiamo pagare i debiti dell’Ucraina? Non bastano tutti i soldi che gli abbiamo dato?

Speriamo di sbagliarci, ma abbiamo la sensazione che questa volta la Russia faccia sul serio. Anche per rispondere agli stupidi che dicono che il Paese di Putin non è in grado di completare, con le armi, la conquista delle regioni ucraine filo-russe. Qualche mese fa c’era chi diceva che ad Odessa i cittadini si erano abituati alla guerra e non ci facevano caso. Ora che le bombe russe hanno seminato il panico e lasciata la città senza energia elettrica forse potrebbero aver cambiato opinione. Tra l’altro, non sfugge agli osservatori attenti che, proprio in questi giorni, i ‘geni’ dell’Unione europea, pur se divisi, dovrebbero pronunciarsi sullo scippo dei circa 250 miliardi di euro russi custoditi in buona parte presso il fondo belga Euroclear. Trump ha già detto di essere contrario allo scippo, ma gli ‘europeisti’ sono capaci di tutto. Se non altro perché l’alternativa è il debito comune per pagare i 140 miliardi di euro di debiti dell’Ucraina verso il Fondo Monetario Internazionale (FMI). E di acquistare altre armi da dare alla stessa Ucraina. L’Italia, tanto per fare un esempio, solo per pagare il debito ucraino verso l’FMI, dovrebbe pagare 25 miliardi di euro: una cifra maggiore dell’ammontare della somma prevista per manovra economica e finanziaria 2026, che si attesta intorno a 22 miliardi di euro. Molti Paesi Ue non ne vogliono sapere di pagare anche questo debito. Questo spinge la Commissione europea, ormai alla disperazione, a scippare i soldi ai russi. Ma le conseguenze potrebbero essere negative, anche sotto il profilo economico (qui un articolo e qui un altro articolo nel quale si profila la confisca delle società europee che operano in Russia). Ribadiamo: a nostro modesto avviso questa storia rischia di finire male. Anzi, malissimo.

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