Trump e Putin hanno già siglato l’accordo sull’Ucraina. La guerra finirà quando Putin si prenderà le regioni filo-russe. Oggi il ‘casino’ in Europa conviene agli USA concentrati nella lotta ai ‘Cartelli’ della droga in Sudamerica

Paradossalmente gli inutili vertici dagli ‘europeisti’, come quello di Berlino in queste ore, fanno il gioco degli americani impegnati a bloccare l’arrivo negli Stati Uniti di cocaina e fentanyl. L’opinione pubblica internazionale si concentra sulle chiacchiere di Zelenskyj, Ursula von der Leyen e Merz e gli lasciano campo libero contro i narcotrafficanti

Solo un cretino può pensare che la Russia consenta all’Unione europea di prendere parte alle trattive per fermare la guerra in Ucraina dopo che ‘gli ‘europeisti’ hanno fornito e continuano a fornire soldi e armi al regime di Volodymyr Zelensky, peraltro sputtanato dalla corruzione diagante. Solo un cretino può pensare che la Russia accetti la mediazione di un’Unione europea che ha ‘congelato’ circa 250 miliardi di euro russi custoditi presso l’istituto finanziario belga Euroclear. Certo, l’America di Donald Trump ha già ordinato ai governanti Ue di non toccare i fondi russi e, soprattutto, di non regalarli all’Ucraina: e ci sembra difficile, se non impossibile, che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz e via continuando ‘disobbediscano’ agli Stati Uniti. Però i russi sono infastiditi, tant’è vero che Dmitrij Peskov, portavoce del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha chiuso definitivante alla in verità un po’ stupida proposta di una tregua in occasione dell’arrivo del Natale: “Vogliamo la pace – ha risposto Peskov – non vogliamo un cessate il fuoco per dare tregua all’Ucraina e prepararci a continuare la guerra. Vogliamo fermare questa guerra, raggiungere i nostri obiettivi, proteggere i nostri interessi e garantire la pace in Europa in futuro. Questo è ciò che vogliamo”.

Trump regge il gioco a Putin in Ucraina e Putin regge il gioco a Trump in Sudamerica. L’unione europea non conta nulla

Come scriviamo da tempo, i russi ormai detestano l’Unione europea. La ‘pupiata’ che in queste ore va in scena a Berlino, dove i ‘capi’ di quello che resta dell’Europea presunto-unita e del Regno Unito cercano di darsi un contegno auto-proclamandosi ‘statisti’ lascia il tempo che trova. Ai russi dei ‘volenterosiì, del piano di pace che Zelenskyj e gli ‘europeisti’ vorrebbero presentare a Mosca non gliene può fregare di meno. I militari russi continuano a bombardare l’Ucraina e ad avanzare senza fretta. Anche costo di prendersi qualche bombardamento da parte degli occidentali. Putin, sull’Ucraina, ha siglato un accordo con Trump: saranno loro a decidere quando far finire la guerra che, in ogni caso, non finirà prima che la Russia non abbia completato la conquista delle regioni ucraine filo-russe. Trump, con molta probabilità, non vuole che la guerra in Ucraina finisca subito, perché vuole vendere un altro bel po’ di armi all’Unione europea che li ‘gira’ all’Ucraina.

Tra meno di un anno, se Trump e i suoi collaboratori andranno fino in fondo, in Europa circolerà cocaina di pessima qualità. Tempi grami per chi sniffa…

Non solo. Come illustreremo in un altro articolo, a Trump la guerra in Ucraina e la ‘pupiata’ dell’Unione europea che si atteggia a protagonista della geopolitica mondiale servono perché l’opinione pubblica internazionale non dà molto peso alla guerra che l’attuale amministrazione americana ha dichiarato ai narcotrafficanti sudamericani. In queste ore i militari USA hanno affondato un’altra nave che, a loro avviso, trasportava cocaina. Su questo fronte gli americani vogliono le mani libere: devono fermare l’arrivo di cocaina e fentanyl nel proprio territorio, via terra e via mare. Via terra hanno militarizzato il confine tra Texas e Messico e ridotto drasticamente l’arrivo di migranti; via mare hanno già affondato un numero imprecisato di navi sudamericane; e, con molta probabilità, tra un po’ non si possono escludere anche scontri aerei. Sulla lotta ai narcotrafficanti gli USA non tollerano intrusioni: tant’è vero che hanno zittito l’Unione europea che aveva cercato di mettere il ‘becco’ in questa storia (qui un articolo). Gli europei stanno cominciando a capire che, tra meno di un anno, il flusso di cocaina che fino ad oggi arriva dal Sudamerica in Spagna, nel Regno Unito e in Italia verrà interrotto. Gli unici ad essere seriamente preoccupati sono gli ‘sniffatori’ di cocaina europei, che hanno intuito che, tra meno di un anno, la ‘roba’ che circolerà in Europa sarà di pessima qualità… (qui un articolo).

Foto Wikipedia

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