Le contraddizioni della Nuova Democrazia Cristiana, dal disinteresse verso l’agricoltura all’appiattimento sull’Unione europea fino all’abbraccio con l’ideologia Woke dei Dem americani

di Andrea Piazza

“Rifarei tutto anche se oggi la delusione è tanta”

Sono entrato nella famiglia della Democrazia Cristiana nuova in data 13 Ottobre 2021, perché credevo nel rilancio di un soggetto politico in area moderata di centrodestra. L’amico Totò Cuffaro mi nominò responsabile del Dipartimento regionale legalità ed antimafia. Contestualmente alla nomina “fermo restando che con il senno del poi… l’inchiesta penale replicherei la scelta. Mi dimisi dalla carica di segretario dell’associazione che ho fondato unitamente all’amico Carmine Mancuso “Memoria dei caduti nella lotta contro la mafia”. Ribadisco il concetto: lo rifarei, perché l’idea di potere aiutare un amico ad essere migliore, rimanendo al contempo me stesso, mi gratifica maggiormente di restare la stessa persona senza potere essere utile al contempo agli altri (è una scelta di principio).

“Pur essendo amico di Totò Cuffaro in molteplici occasioni mi sono collocato all’opposizione”

Ho cercato di portare avanti dall’interno del partito la mia linea; non ho condiviso tantissime scelte, ad iniziare dal criterio di selezione della classe dirigente come la nomina del segretario regionale, del presidente etc. Tutti coloro che mi conoscono o che sono stati presenti anche nella chat “dirigenti del partito” potranno dire senza nessuna possibilità di smentita che “pur essendo un amico sincero di Totò Cuffaro in molteplici occasioni mi collocavo solitariamente all’opposizione del partito”. Non volendo elencare i motivi del mio dissenso e passando all’attualità, fermo restando che sono un iscritto e formalmente un componente di fatto esautorato del collegio nazionale dei probiviri, se avessi una fiche e dipendesse da me la scelta del prossimo segretario nazionale, ebbene, la spenderei senza alcun dubbio nella persona dell’Avvoccato Gianpiero Samorì. Non mi porrei il problema che non è siciliano come me, o che il partito è prevalentemente radicato in Sicilia. La mia scelta sarebbe guidata esclusivamente sulla personalità di Gianpiero Samorì, che è una persona estremamente corretta e per bene.

“La mia idea? Un sovranismo moderato”

Abbiamo bisogno in generale, in politica, di persone di valore preparate con idee programmatiche guidate dall’interesse generale e non dall’opportunismo. Nelle mie battaglie interne al partito invitavo i vertici rappresentavi a dare corposità alla linea politica, sollecitando la necessità di collocarsi nell’area del sovranismo moderato. Sono un critico del progetto sovranazionalista europeo che, alla prova dei fatti, unitamente ai propositi del Partito Popolare Europeo è fallito come progetto sociale. Il futuro per il sottoscritto sarebbe il ritorno ad un partito innanzitutto ideologico, propenso al dialogo tra Stati sovrani come era l’Italia prima di Maastricht 1992. In passato crescevamo come potenza economica; oggi debbiamo prendete atto che da oltre trent’anni siamo fermi, le asimmetrie interne sono aumentate e l’annoso problema del Mezzogiorno d’Italia è diventato nazionale, visto che siamo diventati di fatto il Mezzogiorno dell’Unione Europea. Quando un sistema NON funziona l’accanimento terapeutico può portare soltanto al decesso. Per trasparenza inserisco a seguire il testo sul perché ho rassegnato le dimissioni e trasmesse in data 28 Giugno 2025 al segretario regionale Stefano Cirillo. Faccio presente che le ho pubblicato nella mia pagina personale di Facebook contestualmente alle dimissioni da segretario nazionale dell’amico Totò Cuffaro, non volendo danneggiare la sua immagine, precedentemente quando il partito era forte.

Ecco il testo nel quale motivo le mie dimissioni:

“Al Sig.Segretario Regionale della Democrazia Cristiana Stefano Cirillo (comunicazione trasmessa a mezzo whatsapp). Il sottoscritto Andrea Piazza, RICHIAMANDO il provvedimento di nomina datato 13 Ottobre 2021 conferito dal Presidente Totò Cuffaro Commissario Regionale DC in qualità di “Responsabile del Dipartimento Regionale Legalità e Antimafia della Democrazia Cristiana”; CONSIDERATO che da tempo il sottoscritto non si identifica nella linea programmatica e rappresentativa del partito; PRESO ATTO che in ordine a determinate aree tematiche come: 1. l’interesse a portare avanti i valori dell’antimafia francescana (inclusa la vendita in via ordinaria del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata); 2. l’interesse alla discussione in Consiglio Comunale Palermo della mozione depositata dalla DC in data 24 Aprile 2023 per trasformare i vetusti marciapiedi di viale Croce Rossa in un luogo commemorativo di tutte le vittime uccise dalla mafia in Sicilia, rendendolo al contempo un luogo identitario siciliano; 3. la marginalizzazione delle iniziative per ricordare le vittime uccise dalla criminalità sul territorio e le staffette della legalità derivate da un’ intuizione di Pietro Bennici e supportate in una prima fase dal sottoscritto; 4. il disinteresse a supportare le proteste dei trattori portata avanti dal mondo produttivo agricolo-zootecnico e dal mondo della pesca; 5. non avere manifestato interesse alla tutela dei fruitori del servizio idrico AMAP che si ritrovano costretti spesso a pagare in bolletta voci per servizi inesistenti in materia di depurazione e fognatura dove la linea è inesistente, oltre alla mancata pubblicazione della mappatura della rete fognaria del territorio di Palermo e tante altre iniziative rimaste al palo. AVENDO RISCONTRATO disinteresse e la difficoltà personale di identificarsi nella linea politica anche in rapporto alla rappresentatività pubblica del partito che, a parere del sottoscritto, è prevalentemente sbilanciato ai dettami UE anche se in contrasto con la tutela delle comunità locali. A titolo esemplificativo si richiama la trasformazione e riconversione del paesaggio agricolo per dare spazio al business per la produzione di energia da fonte rinnovabile marginalizzano le produzioni cerealicola etc. Riscontrando altresì un allineamento alla corrente di matrice democratica americana ovvero ideologia woke, lontana dalla linea valoriale del sottoscritto, con la presente, COMUNICA la volontà di fare un passo indietro e di rimettere il proprio incarico, accettato con entusiasmo in precedenza quando fu conferito dall’amico Totò Cuffaro”.

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