
di Andrea Piazza
“Alle ultime elezioni europee, qualora non fossi stato vincolato dalla scelta di partito al quale ero iscritto (la Democrazia Cristiana dell’amico Totò Cuffaro) lo avrei votato”
Una riflessione in merito sulla nuova offerta politica promossa dal Generale Roberto Vannacci con il partito Futuro Nazionale. Premetto che non lo conosco personalmente e non sono stato alla manifestazione tenutasi in sua presenza a Palermo. Ho ascoltato con estrema attenzione le sue dichiarazioni, condividendo in toto la sua posizione in seno al Parlamento europeo. Alle ultime elezioni europee, qualora non fossi stato vincolato dalla scelta di partito al quale ero iscritto (la Democrazia Cristiana dell’amico Totò Cuffaro) lo avrei votato. Il trade d’union, il ponte che mi ha portato ad aderire al partito Futuro Nazionale è stata la sollecitazione dell’amica Patrizia Biagi, delegata per la votazione al congresso nazionale tenutosi a Roma, due settimane addietro. La scelta di aderire, cambiare per così dire nuovamente pelle è stata determinata principalmente dal posizionamento culturale d’area. Sono un elettore di centrodestra che ha riscontrato pertinente l’offerta politica, posizionata a priori nell’alveo SOVRANISTA.
Il tentativo di portare l’Antimafia francescana, senza elargizioni pubbliche, nella DC
Per molti l’appartenenza culturale è una questione di lana caprina, ma in verità dovrebbe essere centrale, dal momento che il contraltare del Sovranismo è il Sovranazionalismo, ovverosia l’europeismo. È un profilo fondante, perché sul piano dell’elaborazione ideologica, la postura a cascata determina delle conseguenze, al pari del proprio credo religioso, orientamento sessuale, etc. Sono stato dirigente in qualità di Responsabile Regionale Antimafia e Legalità nel partito rifondato dall’amico Totò Cuffaro, rendendo pubbliche le mie dimissioni, allorquando Totò rassegnò le dimissioni da segretario nazionale. Nel mio piccolo ho cercato di dare anima ad una linea valoriale, in contrapposizione al modello dominante dell’antimafia industriale. Per propria natura, l’Antimafia francescana è portatrice di valori in povertà, è contraria alle elargizioni pubbliche in favore di Associazioni e Fondazioni che dovrebbero fruire gratuitamente degli spazi pubblici limitatamente allo svolgimento di manifestazioni e per la vendita in via ordinaria del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata.
I democristiani non amano il sovranismo, nemmeno quello moderato
Come in precedenza pubblicato in altri articoli, auspico da oltre tre anni la discussione nel Consiglio Comunale di Palermo della mozione per trasformare i vetusti marciapiedi di viale Croce Rossa – secondo la nota tecnica illustrata che ho depositato unitamente all’architetto Enrico Piazza – in un luogo per commemorare paritariamente tutte le vittime uccise dalla mafia in Sicilia, rendendolo al contempo un luogo identitario anche a tutela della storia dei siciliani. All’interno del partito dove militavo, marcatamente moderato, oltre ad auspicare in tempi non sospetti (in un articolo datato 28 agosto 2023 (che potete leggere qui) la necessità di seguire la linea politica sovranista dell’attuale presidente americano, Donald Trump, ho ripetutamente sollecitato i vertici della DC a rilanciarsi come partito sovranista di area moderata, a maggior ragione per differenziare l’offerta politica rispetto ad altri partiti come Forza Italia.
Oggi il sovranismo è una scelta obbligata per chi si batte per la libertà conntro il regime dispotico dell’Unione europea
Resto nella convinzione che, se la politica vuole tutelare realmente le nostre comunità, la nostra identità, la nostra realtà produttiva tradizionale nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca, il sovranismo è l’unico viatico obbligato, perché NON rimette la linea ideologica a tutela del territorio ad un sistema sovraordinato. I miei sentimenti per questa Unione E(€)uropea sono e restano assolutamente freddi, ritengo la costruzione da Maastricht 1992 una forzatura innaturale, frutto di un’ideologia contro natura che vorrebbe soppiantare la costruzione millenaria classica i vituperati “Stati sovrani”. L’attuale costruzione di governance non funziona ed è influenzata sotto il profilo ideologico e macroeconomico dalla sponda atlantica dal Partito Democratico USA, dall’ideologia woke che ha estremizzato la tutela delle minoranze in una sorta di tertium genus etc.
Le contraddizoni Ue in materia di decarbonizzazione
Da siciliano, appartenente al territorio di confine di questa Unione E(€)uropea, sento nel mio cuore l’attaccamento al Mare magnum che bagna le nostre coste, il Mediterraneo culla della civiltà, lontano da Bruxelles, al pari della Groelandia dalla Danimarca. In questo particolare momento storico ci ritroviamo “schiacciati dal conflitto ucraino” in una guerra di resistenza senza nessuna prospettiva. E che dire del processo di deindustrializzazione provocato dal Green Deal nel nome della decarbonizzazione? L’Unione europea ha ridimensionato la propria industria automobilistica per ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) con l’obiettivo di salvare l’ambiente ma, contemporaneamente, fornisce i soldi all’Ucraina per bombardare le raffinerie russe, provocando un’immissione nell’ambiente di CO2 pari, se non maggiore, a quella risparmiata con il cervellotico Green Deal!
Prendiamone atto: Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia hanno archiviato il sovranismo che avevano promesso nella campagna elettorale del 2022 per abbracciare l’attuale Unione europea. Contenti loro…
È indubbio che questa patria U€, portatrice dei valori universali, cercando l’inesistente ‘Pace giusta’ si contrapponga agli Stati Uniti d’America, principale alleato NATO. Tralasciando il botta e risposta fra il presidente americano Donald Trump e il capo del Governo italiano Giorgia Meloni, ebbene, sembra proprio che la nostra premier abbia optato per il bivio sovranazionalista europeo, archiviando definitivamente l’impegno sovranista che aveva messo in campo con Fratelli d’Italia alle elezioni politiche del 2022. In conclusione, il prossimo anno torneremo alle urne per le elezioni alle politiche. Se vogliamo la discontinuità verso un presente che ci opprime dobbiamo prendere atto che soltanto il sovranismo potrà dare una prospettiva concreta per invertire la rotta, al momento diretta verso gli scogli.








