L’UE ha erogato all’Ucraina di Zelenskyj 90 miliardi di euro ma Kiev chiede altri 27 miliardi di euro. Torna lo scippo di 180 miliardi di euro ai russi per accelerare la fine dell’euro?

di Giulio Ambrosetti

Gli ‘europeisti’ hanno sempre la testa al cacio: vogliono prendersi a tutti i costi i soldi del Paese di Putin depositati in Europa

L’Unione europea sta fallendo? Non ci riferiamo alla politica, dal momento che, sotto questo profilo, la Ue è già fallitada tempo. Ci riferiamo al fatto che la Commissione europea di Ursula von der Leyen, non sa più dove trovare i soldi per foraggiare il regime ucraino senza fondo di Volodymyr Zelenskyj. E’ noto che l’Ue di recente ha già erogato all’Ucraina 90 miliardi di euro. Quello che è meno noto è che questi soldi dovrebbero essere serviti al Governo di Kiev per pagare un debito con il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Questo è quello che si sa. Se le cose stiano così non è chiaro. E’ noto, invece, che Zelenskyj in questi giorni è tornato a battere cassa presso gli ‘europeisti’ e presso il Regno Unito. Sembrerebbe che Zelenskyj abbia chiesto alla Commissione europea altri 27 miliardi di euro, più un altro po’ di soldi agli inglesi. La cosa è un po’ strana, perché avendo pagato il debito con l’FMI lo stesso Fondo Monetario Internazionale dovrebbe riallargare i cordoni della Borsa a Kiev. Ma così a quanto pare non è, se è vero che Zelenskyj è tornato a chiedere soldi all’Unione europea. E qui cominciano i problemi. Vediamo il perché.

Torna in primo piano il fondo belga Euroclear

L’economia Ue sta sprofondando, al di là delle balle che vengono messe in giro, tipo la crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’1% nel 2027. Se così fosse non ci sarebbero problemi a reperire i 27 miliardi di euro. Ma siccome la crescita dell’1% del PIL UE rientra nel mondo dei sogni, Ursula & compagni non sanno dove trovare i soldi per foraggiare l’amico Volodymyr. Così i ‘geni’ della Commissione europea sono tornati alla carica per acciuffare i 180 miliardi di euro di fondi russi custoditi presso il fondo Euroclear in Belgio. L’aspetto di questa storia che insospettisce è che questi fondi sono tanti: è chiaro che solo una parte dei 180 miliardi di euro di fondi russi andrebbe all’Ucraina (peraltro, è noto che una parte dei fondi erogati all’Ucraina potrebbero rientrare in Europa, dal momento che il Governo ucraino,come ha fatto notare il presidnete americano Donald Trump quando si è insediato alla Casa Bianca non li rendiconta: ovviamente per la ‘gioia’ di chi li incasserebbe a umma umma…). A cosa servirebbero, allora, gli altri 150 miliardi di euro? E, soprattutto, come dovrebbe essere effettuato questo scippo, dal momento che c’è il “No” tassativo del Governo belga? Queste sono due belle domande!

A quanto pare hanno trovato il modo di far pagare a tutti i cittadini dei Paesi UE l’eventuale scippo di 180 miliardi di euro alla Russia

Una risposta a queste domande arriva da un post pubblicato da un canale Telegram vicino alla Russia: “L’UE – si legge nel post – ha ideato uno schema per appropriarsi dei miliardi russi: i beni saranno trasferiti dal Belgio con la forza. L’Unione Europea sta cercando un modo per trasferire circa 180 miliardi di euro di fondi russi congelati dal Belgio sotto la gestione di strutture paneuropee… L’obiettivo è quello di aggirare il divieto delle autorità belghe e di distribuire la responsabilità tra tutti i membri del blocco”. Mossa geniale, no? Siccome a rispondere di questo eventuale ammanco davanti ai trubunali internazionali che si occupano di questi eventuali scippi è il Belgio, sarebbe stato trovato un modo, di fatto, per far condannare tutt’e 27 i Paesi UE che di fronte a una sentenza di un tribunale internazionale dovrebbero pagare o indebitarsi alla ‘greca’. Quando si parla di indebitamento alla greca si fa riferimento alla vendita di beni dello Stato come ha fatto la Grecia durante la crisi del 2011-2015! Ricordate? Quando i cinesi, con la ‘benedizione’ della Germania, si sono presi il Porto del Pireo…

Con la scusa di ‘alleggerire’ la Russia di 180 miliardi di euro (che, come già accennato, verranno comunque restituiti dai cittadini europei) potrebbero accelerare la fine dell’euro

In realtà, non c’è solo il problema di liberare il Belgio dall’eventuale restituzione di 180 miliardi di euro in forza di un’eventuale sentenza di un tribunale internazionale. C’è anche il problema degli investitori che hanno depositato i propri soldi in Europa in euro. Ovviamente, questi Paesi, in presenza di uno scippo di 180 miliardi di euro ritirerebbero subito i propri risparmi. Questo determinerebbe il crollo immediato della moneta unica europea. Qualcuno dirà: ma è una follia, perché finirebbe l’euro e, con molta probabilità, finirebbe anche l’Unione europea. Vero. Ma questa ‘follia’ potrebbe risultare interessante, anzi, molto interessante per quei Paesi che vogliono uscire dall’euro.

L’eventuale dilemma: mantenere in piedi l’euro senza i Paesi europei che si chiamerebbero fuori, o tornare alle monete pre-euro?

Chi sarebbero i Paesi europei interessati ad acchiappare i soldi russi? Nel post leggiamo che i più interessati alla confisca dei 180 miliardi di euro di Mosca sono la Polonia, i Paesi Bassi e la Svezia. Questo perché in questi tre Paesi la Russia non ha depositato soldi. Mentre un Paese interessato alla fine dell’euro è la Germania, che ormai non ha nulla da guadagnare a restare nella moneta unica europea. Insomma, si aprirebbe una stagione caotica, tra richieste di sequestro avanzate dai russi nei tribunali internazionali e Paesi Ue che dovrebbero capire cosa fare: mantenere in piedi l’euro senza i Paesi europei che si chiamerebbero fuori, o tornare alle monete di origine.

Gli effetti a catena

Il caos che si aprirebbe è descritto nel post del canale Telegram molto informato sulla Russia. Ecco i possibili effetti a catena. A quanto pare ci sarebbe già il pronunciamento di un tribunale arbitrale. Si tratta di notizie frammentarie. Il riferimento è al fatto che la Russia avrebbe chiesto al Belgio la restituzione di queste somme ma, a quanto pare, i soldi non sarebbero stati restituiti ai russi. Non solo. Il pronunciamento del tribunale arbitrale, stando sempre a quanto si legge nel post, “dà a Mosca il diritto di richiedere il sequestro di beni europei in Paesi terzi, ad esempio negli Emirati Arabi Uniti o in Cina. Inoltre, i Paesi dell’Asia e del Medio Oriente già percepiscono l’inaffidabilità delle istituzioni finanziarie europee e stanno gradualmente ritirando i loro soldi da lì”. Tradotto in parole semplici: i Paesi del mondo che hanno investito in euro potrebbero ritirarsi. Non c’è bisogno di essere grandi economisti per capire che cosa succederebbe.

C’è anche la disgraziata Bulgaria finita nei mesi scorsi nella ‘trappola’ dell’euro. In prospettiva ci sarebbero anche Irlanda del Nord, Galles e Scozia…

Tutto questo ‘bordello’ per dare i nostri soldi all’Ucraina di Zelenskyj, dove per “nostri soldi” s’intendono i soldi degli ignari cittadini dei 27 Paesi europei. Considerato che ci sono già pronunciamenti della Giurisdizione arbitrale, beh, dobbiamo ammettere che l’Italia ha fatto un grande affare ad entrare nell’Unione europea. Meno male che questa notizia non verrà diffusa dalla televisione. Ma c’è sempre la possibilità che ne parli Futuro Nazionale del Generale Roberto Vannacci. Ah, dimenticavamo: non stiamo considerando la Bulgaria, che da qualche mesa ha adottato l’euro tra i tanti ‘mal di pancia’ dei cittadini di questo disgraziato Paese finito nella ‘trappola’ della moneta unica europea. Infine: chissà se Irlanda del Nord, Galles e Scozia, che si vogliono staccare dal Regno Unito entreranno a far parte, come si dice, dell’Unione europea. Magari sono Paesi, come ha detto qualcuno, che provano “invidia” per l’Unione europea dell’euro. Bene irlandesi, gallesi e scozzesi, visto che ‘invidiate’ la ‘Grande Unione europea’ venite da noi: potrebbe essere la via maestra per contribuire a restituire una montagna di soldi alla Russia. Quale occasione migliore per diventare ‘europeisti’…

Foto tratta da Wikipedia

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