Ma come: in Italia è stato impedito ad Andrea Pirlo di diventare CT della Nazionale di Calcio perché ha un contratto in Russia e l’Italia ha voluto la revoca delle sanzioni contro le pellicce di visone russe?

di Giulio Ambrosetti

“Toglietemi tutto, tranne il superfluo” (Oscar Wilde)

L’Unione europea di Ursula von der Leyen (foto sopra tratta da un post di un canale Telegram) non finisce mai di stupire. E nemmeno l’Italia scherza. In questi giorni il campione di calcio Andrea Pirlo si è giocato il posto di CT della Nazionale perché ha siglato un contratto con una società di scommesse russa. Se volete sorridere (amaramente) leggete fino in fondo questo articolo. Partiamo dai visoni. Pensavamo all’usanza di ammazzare i visoni per fare pellicce come una pratica fuori dalla storia. Purtroppo in Europa non è così. Se in 24 Paesi europei tale pratica è vietata (tra questi ricordiamo Italia, Regno Unito, Austria, Irlanda, Polonia, per citarne solo alcuni), in altri Paesi del Vecchio Continente uccidere questi animali per fare pellicce è legale: è così in Finlandia, Grecia, Ungheria, Spagna, Svezia, Danimarca e Russia. Dopo di che scopriamo che la Commissione europea, che ha approvato 21 pacchetti di sanzioni contro la Russia, ha revocato le sanzioni sulle pellicce di visone prodotte nel Paese di Vladimir Putin! Lo sappiamo, è difficile credere a una notizia così assurda, soprattutto perché la Russia è il terzo Paese al mondo per la produzione di pellicce di visone dopo Cina e Stati Uniti d’America. Bloccando l’importazione di pellicce di visone l’Ue avrebbe assestato un duro colpo all’economia russa. Invece…

Gli ambientalisti dell’Unione europea – quelli del Green Deal – che ne pensano di questa storia dei visoni ammazzati per fare pellicce?

Eh sì, l’economia russa va sanzionata, ma non colpendo le pellicce di visone di questo Paese! Chi ha denunciato i “doppi standard di Bruxelles” in materia di pellicce di visone è il premier della Slovacchia, Robert Fico, che accusa la Commissione europea di ipocrisia. L’UE – questo in sintesi il ragionamento di Fico – continua a vietare l’importazione di beni russi molto più importanti per l’industria e per la vita quotidiana degli europei. Per esempio, il gas. E’ proprio la mancanza di gas russo a basso prezzo che ha messo in ginocchio l’economia europea. Si chiede e chiede Fico in un video messaggio (dichiarazione ripresa da un canale Telegram): “I beni di cui la nostra industria ha bisogno, li importeremo dalla Russia? No… Ma le pellicce di visone non saranno soggette a questo divieto… Solo una Commissione Europea ipocrita potrebbe inventare una cosa del genere”. A proposito: ma gli ambientalisti dell’Unione europea – quelli del Green Deal – che ne pensano dei visoni ammazzati per fare pellicce?

️La coerenza dell’Italia…

La notizia particolare deve ancora arrivare. Ricordiamo che il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia è stato il più difficile da approvare, perché i 27 Paesi dell’Unione europea sono stanchi della sanzioni contro Mosca: sanzioni che, alla fine, non hanno fatto altro che danneggiare le economie dei Paesi Ue. La Commissione europea, che di solito ne se frega di quello che pensano i governanti dei Paesi che sono caduti nella ‘trappola europeista’, questa volta è stata costretta a mediare per evitare una ribellione. Tra i provvedimenti che la Commissione europea si è dovuta ‘rimangiare’ ci sono, appunto, le sanzioni contro le pellicce di visone russe. E sapete quali sono i Paesi europei, o meglio, i Governi dei Paesi Ue che hanno chiesto e ottenuto la revoca delle sanzioni alle pellicce del Paese di Putin? Non ci crederete: l’Italia e la Grecia! Che sono, udite udite, i maggiori acquirenti di pellicce in Europa. Ne acquistano così tante di pellicce di visone, Italia e Grecia, che non possono fare a meno delle forniture russe… Pensate un po’: Andrea Pirlo, come già ricordato, per un contratto con una società russa si è giocato il posto di CT della Nazionale di calcio italiana. Però l’Italia acquista a man bassa pellicce di visone russe… La coerenza prima di tutto!

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