di Giulio Ambrosetti

Dimettendosi con 15 mesi di anticipo per andare al voto a Ottobre i parlamentari dell’Assembea regionale siciliana impartiranno una grande lezione di vita ai professionisti della denigrazione
Si parla spesso e male della politica e dei politici. Critiche che, tante volte, si nutrono del più bieco qualunquismo. E passano invece sottotono, o addirittura vengono quasi ignorate, le notizie che descrivono i salti di qualità di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica nella nostra Isola. Infatti stanno volando via inosservate le voci autorevoli di chi racconta il possibile scioglimento anticipato dell’Assemblea regionale siciliana. Nei giorni scorsi, su TGR Sicilia, è andata in scena la voce assai autorevole di un parlamentare di Sala d’Ercole di lungo corso: quella di Cateno De Luca, già candidato alla presidenza della Regione alle ultime elezioni regionali. Un uomo politico di lungo corso che potrebbe riprovare a tentare per la seconda volta la scalata a Palazzo d’Orleans, la damascata sede del Governo siciliano. “Come dico da tempo – ha affermato De Luca – il centrodestra siciliano è imploso. Nemmeno il rimpasto della Giunta di Renato Schifani ha placato gli animi. Si andrà a votare ad Ottobre”.
“Vogliamo rinnovare da cima a fondo la politica siciliana e vogliamo farlo cominciando con le nostre dimissioni. Siamo pronti al sacrificio!”
Quella di De Luca può sembrare una voce isolata. Non è così. Si si va sulla rete gli articoli che raccontano del voto anticipato nella nostra Regione sono tanti. Non c’è, insomma, una sola voce ma è la deputazione siciliana di Sala d’Ercole che ha deciso di lanciare un grande messaggio morale ai cinque milioni di siciliani. La politica, si sa, si ‘legge’ anche da quello che avviene in Parlamento: nel caso della nostra Isola, beh, è importante seguire e decriptare i messaggi che arrivano dall’Ars, acronico che sta per la già citata Assemblea regionale siciliana. Di fatto, l’Ars non legifera più. Ma non perché ci sono liti per le poltrone di Governo, come cercano di far credere i disinformati sempre a caccia di scandalismo a buon mercato. Il Parlamento che non approva più leggi è il frutto, ribadiamo, di una scelta morale di alto profilo. E’ come se si avvertisse la voce chiara e forte dei parlamentari di Sala d’Ercole: “Vogliamo rinnovare da cima a fondo la politica siciliana e vogliamo farlo cominciando con le nostre dimissioni. Siamo pronti al sacrificio!”. Altro che lotte intestine! Altro che attaccamento alle poltrone! Qui parliamo di altissimi valori morali che danno forza e credibilità alla politica sicula.
Il vile denaro? Nella vita è l’ultima cosa!
Attenzione: quando tiriamo in ballo la morale in senso aristotelico – ovvero la politica vista come una branca della morale, in barba al solito, pluricitato Nicolò Machiavelli, che non era esattamente innamorato della morale in politica – non lo facciamo a caso. E’ importante sapere, come sembra che avverrà, che se i 70 deputati dell’Ars andranno a casa anticipatamente come intendono fare rinunceranno alle indennità parlamentari di un anno e tre mesi circa. Sono 15 mesi di indennità parlamentare da circa 12 mila euro al mese. Insomma, ogni parlamentare dell’Ars, per lanciare un grande messaggio morale a 5 milioni di siciliani, rinuncerà a qualcosa come 180 mila euro più i benefit. Un messaggio, ribadiamo, morale e culturale insieme che dà nuova linfa alla politica siciliana nel senso più nobile del termine.
Non solo. Va anche detto, per completezza d’informazione, che i 70 deputati di Sala d’Ercole, oltre a snobbare le indennità parlamentari di 15 mesi, rinunceranno anche alla particolare pensione a cui si ha diritto dopo una legislatura. Cosa si può chiedere di più alla politica? Vi è chiaro a no a quale sacrificio si sottoprranno i 70 ‘deputati-califfi’ che, nel nome dei grandi principi, andranno a casa on oltre un anno di anticipo?
I deputati di Forza Italia dell’Ars che non vanno più in Aula? Sono solo asceti in contemplazione mistica!
Per concludere, bisogna dare atto alla politica siciliana che, quando vuole, riesce veramente a volare alto, smentendo le miserie che, troppo spesso, escono dalle bocche e dalle penne (oggi in realtà dalle tastiere dei computer) di chi vive solo di dicerie volgari e altrettanto volgari maldicenze. Affermare che i deputati dell’Ars di Forza Italia non vanno più in aula a votare perché non hanno acciuffato le poltrone nel Governo, tanto per citare un caso eclatante, oltre che falso è veramente penoso! Figuratevi se una forza politica che elegge soggetti provenienti da dove capita a caccia di poltrone si lascia andare a certe miserie: ma non scherziamo! Tra l’altro, si racconta che quando non vanno in Aula si raccolgono in contemplazione ascetica! E che dire dei parlamentari grillini? La metà e forse più di questi ‘eroi’ delle scatolette di tonno non metterà più piede a Sala d’Ercole: eppure sono pronti al ‘sacrificio’ delle dimissioni anticipate pur di affermare i grandi valori democratici, pluralisti e anti-pagnottisti della politica. Siciliani, cosa si può chiedere di più?







