Piacere, sono il Mercosur e 24 ore dopo la mia applicazione ho fatto arrivare in Grecia tre tonnellate di polli brasiliani contaminati da salmonella. Buon appetito europei anche con frutta e ortaggi!

di Giulio Ambrosetti

Di questa notizia non c’è traccia in televisione. L’informazione prima di tutto…

Oggi dedichiamo un aprofondimento a due notizie. E al rapporto tra queste due notizie e la televisione. La prima notizia viene disperatamente pompata dalla televisione e, in generale, dall’informazione globalista. Ma, da quello che si osserva, non gliene frega niente a nessuno, perché è la solita menata del globalismo: uno scognito tribunale commerciale statunitense che avrebbe dichiarato addirittura “illegali” i dazi universali del 10% introdotti dall’Amministrazione americana di Donald Trump. La soita storia: la legge in forza della quale sono stati applicati questi dazi non va. Che succederà? Nulla. L’attuale amministrazione americana imputerà tali dazi a un’altra legge. Se ci sarà un altro pronunciamento si troverà un’altra legge e così all’infinito. Questo tribunale s iè pronunciato dopo un voto del Parlamento americano che ha ‘bocciato’ i dazi doganali? No. E’ solo il secondo o terzo tentativo del potere giudiziario di sostituirsi al potere esecutivo per cercare di tutelare la globalizzazione ormai morente. Ma con Trump non ‘attacca’. Nel senso che i globalisti e i loro amici si stanno attaccando al tram…

Non fidarsi dell’Unione europea che, soprattutto in agricoltura, va contro gli interessi di agricoltori e consumatori

Come già accennato, ormai di questi pronunciamenti delle varie magistrature americane non gliene frega niente a nessuno. Tant’è vero che, proprio in queste ore, dopo che il Governo federale americano ha annunciato l’aumento dei dazi doganali dal 15% al 25% sulle auto europee (che al 90% sono in buona parte auto tedesche e in minima parte francesi), la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è letteralmente precipitata a comunicare che l’Unione europee sta finalmente completando il lavoro per applicare l’accordo commerciale con l’America siglato nell’Estate dello scorso anno in Scozia. Da notare che solo dopo che Trump ha messo un po’ di ‘pepe nel culo’ dell’Unione europea con il citato aumento dei dazi sulle auto al 25% a Bruxelles si sono dati una mossa. In ogni caso Trump ha detto che aspetterà fino al 4 Luglio, giorno in cui si celebra l’Independence Day (Giorno dell’Indipendenza), la festa nazionale più importante degli Stati Uniti. Se gli ‘europeisti’ non avranno eliminato i dazi sui prodotti americani l’amministrazione Trump appiopperà ai prodotti europei dazi del 500%. Da notare che mentre la cosiddetta ‘informazione’ globalista europea biasima i dazi doganali americani, l’Unione europea, a quasi 9 mesi dal citato accordo siglato in Scozia, non ha ancora eliminato i dazi che che stessa Ue, nel silenzio generale, appioppa da decenni ai prodotti americani. Questa è l’informazione nell’Unione europea: cioè disinformazione. Non a caso la Commissione europea paga il giornalismo ‘libero’ per avere “buona stampa” (qui un articolo). A quanto pare con successo…

La televisione sta pompando l’ultima balordaggine globalista: il solito tribunale scognito americano che boccia i dazi di Trump. Una notizia balorda che è su tutti i notiziari televisivi

Poi c’è la seconda notizia. Come sappiamo, la Commissione europea dell’ineffabile tedesca Ursula von der Leyen, pur di vendere le auto tedesche che non vuole più nessuno, ignorando un pronunciamento del Parlamento europeo e prim’ancora dei pronunciamenti dei Parlamenti dei 27 Paesi Ue sta applicando il Mercosur, il trattato commerciale tra l’Unione europea e cinque Paesi del Sudamerica: Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia. Ebbene, già si è appurato che non sanno come fermare il grano argentino trattato con prodotti chimici dannosi per la salute umana che in Europa sono stati banditi otto anni fa. Ma la notizia ancora più incredibile è che in Grecia, il 2 Maggio, cioè un giorno dopo l’entrata in vigore del Mercosur, sono già arrivate dal Brasile tre tonnellate di polli contaminati da salmonella. Ragazzi, che ci possiamo fare: per vendere le automobili tedesche questo e altro! La notizia del tribunale commerciale-globalista americano che cerca di fermare i dazi doganali americani – notizia che fa un po’ ridere – viene diffusa in tutte le salse dalla televisione; mentre nella stessa televisione non c’è traccia della notizia dei polli brasiliani alla salmonella.

Il Brasile è noto da anni per i suoi ‘magnifici polli’ alla salmonella…

Peraltro, i polli brasiliani alla salmonella sono piuttosto noti. Pensate un po’: nel 2019 si scoprì che il Brasile – che è il Paese più grande esportatore nel mondo di polli surgelati – aveva esportato in sette o otto Paesi polli contaminati con la salmonella, che a quanto pare è una ‘specialità’ brasiliana. Ecco cosa scriveva greenme il 4 Luglio del 2019: “Un quinto delle esportazioni brasiliane di pollame sarebbero contaminate dalla salmonella, batterio che può causare un pericoloso avvelenamento da cibo. A dirlo è un’indagine del Guardian. Almeno 1.359 tonnellate di pollo contaminato (circa 1 milione di polli) sono state spedite dal Brasile al Regno Unito a partire dall’aprile 2017. Ma le carni contaminate da salmonella sono arrivate in realtà in più di una dozzina di paesi dell’Ue, tra cui Francia, Germania, Spagna, Belgio, Irlanda, Paesi Bassi e anche Italia. A rivelare questi dati sconcertanti è un’indagine di The Guardian, del Reporter Brasil e del Bureau of Investigative Journalism” (qui l’articolo per esteso). Con un precedente così grave era proprio il caso di importare polli dal Brasile, peraltro distruggendo gli allevamenti avicoli europei che lavorano con costi di produzione più alti di quelli brasiliani? Ma, ribadiamo, all’Unione europea a ‘trazione’ tedesca degli allevamenti di polli europeo non gliene importa una mazza. L’importante è vendere auto tedesche!

Come ci possiamo difendere? Adottando alcuni accorgimenti

Cosa possiamo fare per difenderci? Ricordo ai lettori che in Sudamerica in zootecnia l’uso di antibiotici e ormoni è la regola. Già questi sono poblemi enormi. Se poi si sommano le infezioni i problemi aumentano. Personalmente non acquisterò più un pollo se non ho la certezza che si tratti di un pollo allevato in Italia. E questo riguarda sia i polli crudi, sia i polli cotti. Non credo che ci siano altre alternative. Anche perché, ribadiamo, il Brasile inonderà di polli l’Europa a costi più bassi dei polli prodotti in Europa. Ricordo che in Sudamerica sia per le colture erbacee (grano, soia e via contunuando), sia per le colture arboree utilizzano pesticidi e erbicidi che in Europa sono stati banditi da anni, in alcuni casi da decenni, perché dannosi per la salute. Poiché, come per i polli, coltivarli da quelle parti costa molto meno, questi prodotti invaderanno l’Europa. Non ci resta che adottare alcuni accorgimenti. Intanto portare in tavola solo prodotti agricoli di stagione. Ho già fatto un post su Facebook nei giorni scorsi invitando a fare molta attenzione alle arance. Mangiare solo arance siciliane. Siamo a Maggio. Nella nostra Isola, grosso modo, la presenza di arance siciliane tardive arriva sino alla fine del mese. Attenzione alle varietà: vanno bene le varietà Valencia Late e Ovale Calabrese. Le arance rosse varietà Tarocco si trovano sino alla seconda metà di Maggio. Poi – questo è il mio consiglio – fermatevi. E’ importante ricordare che il Brasile è il leader nel mondo per la produzione di arance. Soprattutto di succo di arance. Personalmente consumo spremute di arance solo avendo la certezza che si tratti di arance siciliane. Con l’applicazione del Mercosur ho deciso di non acquistare più succhi di arancia e aranciate. Mai più.

Cerchiamo di valorizzare al massimo i km zero

Avete o no fatto caso che l’informazione ha fatto sparire le parole “Km zero”? Per parare il culo alla globalizzazione questo ed altro. Oltre alle arance c’è l’altra frutta e ci sono gli ortaggi. Solita regola: acquistarli solo se si ha la certezza che siano italiani, meglio se a km zero. Mangiare solo frutta e ortaggi di stagione. Direte: c’è la serricoltura che consente di coltivare ortaggi in ogni stagione? Vero. Ma noi come facciamo a distinguere se un ortaggio è coltivato nelle serre delle nostre parti o arriva dai Paesi del Sudamerica? Ci dobbiamo fidare delle indicazioni scritte, ammesso che ci siano? Un bel problema. Attenzione anche alla frutta esotica. E agli ortaggi e ai frutti sconosciuti.

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