
di Giulio Ambrosetti
Sbagliatissimi i “Sì” dell’attuale esecutivo all’Unione europea da 2022 ad oggi
“L’Italia non è in Europa per dire sempre sì”, dice oggi Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri del nostro Paese. Lo dice oggi, dopo quattro anni di Governo: dopo quattro anni passati a dire sempre “sì” all’Unione europea. Ha detto “sì” a tutto quanto la Commissione europea di Ursula von der Leyen ha chiesto. Ha accettato di avere come Ministro dell’Economia un personaggio come Giancarlo Giorgetti, che ha obbedito ciecamente a Bruxelles. Ha accettato di posizionare il suo Governo in appoggio dell’Ucraina di Volodymyr Zelenskyj contro la Russia, pur sapendo che i danni economici per l’Italia sarebbero stati enormi. Ha avallato un ‘Patto di stabilità’ che è una gran minchiata sotto tutti i punti di vista. Ha inserito un proprio sodale nella Commissione europea: Raffaele Fitto, che sta passando alla storia come l’unico vice presidente esecutivo della Commissione europea che non conta nulla. Disastri politici ed economici su disastri politici ed economici.
Chiuda la distrastrosa stagione dell’economia italiana gestita dal Ministro Giorgetti
Se dovessimo elencare tutte le volte che l’attuale Governo italiano si è adeguato ai dettami di una Commissione europea politicamente fallita che fa solo gli interessi della Germania e della Francia (e di qualche alleato di questi due Paesi), ebbene, questo articolo diventerebbe chilometrico. Oggi che, per dirla con la lingua delle nostre parti, semu a strinciuta (con le risorse ridotte all’osso, per i non siciliani), si riscopre lo spirito di Spartaco, il celebre protagonista della rivolta degli schiavi nella storia della Repubblica Romana… Servirà a qualcosa? Il Governo Meloni non ne può più dell’austerità. Ma il capo dell’esecutivo italiano non ha ancora capito che, per risultare credibile, la prima cosa che deve fare è liberarsi del Ministro Giorgetti, che è il vero responsabile della gestione ‘europeista’ dell’economia italiana degli ultimi quattro anni. Anzi, per essere precisi, dei conti economici “tenuti in ordine” per compiacere le ‘mitiche’ agenzie di rating, che non sono altro che società private al servizio del sistema globalista. Tutto questo massacrando gli italiani.
Per l’Italia ancora austerità, per la Francia che sta molto peggio di noi lo spread delle minchia che volano!
Sapete qual è la cosa comica? Che il Governo Meloni sta chiedendo alla Commissione europea non soldi in più, ma il ‘permesso’ per indebitarsi. Sì, avete letto benissimo: anche per indebitarsi bisogna chiedere il ‘permesso’ a un’Unione europea di inadeguati e incompetenti: la stessa Unione europea che ha imposto i ‘vaccini’ contro un virus ad alta deriva antigenica e che si fa ancora abbindolare da chi sostiene che la CO2, che è un gas raro, sia il responsabile del ‘riscaldamento globale’! (qui un articolo). La Francia, sotto il profilo economico, sta molto peggio dell’Italia: ma non succede un cazzo! I solerti signori di Bruxelles vengono solo a rompere le scatole a noi! L’Italia, nel 2011, per molto meno, è stata oggetto di una specie di ‘golpe europeista’ a colpi di spread. Oggi, per la Francia nei ‘bordelli economici e contabili totali’, c’è lo spread delle minchie che volano! Sono o no due pesi e due misure?
Lo capite o no che a Bruxelles vogliono riportare a Palazzo Chigi Conte, Renzi e il PD e al Quirinale Mario Draghi?
Presidente Meloni: come fate a non capire? In quattro anni avete recuperato 5 punti nel rapporto Deficit-PIL che vi hanno lasciato in eredità i Governi Conte e Draghi: il primo con il Superbonus, i banchi con le rotelle e il Reddito ‘aVa babbo morto’ che chiamavano di cittadinanza; il secondo con il “debito buono”, perché il debito che faceva il dannoso e inadeguato Governo Draghi era presentato come “buono”. Come fate ancora a non mandarli a quel paese? Lo capite o no, presidente Meloni, che a Bruxelles hanno deciso di ‘incaprettarvi’ per fare vincere le elezioni politiche all’armata Brancaleone del centrosinistra, cioè di nuovo Conte, Renzi e il PD con Mario Draghi nuovo presidente della Repubblica? Lo capisce o no che il suo Governo, con il genio di Giorgetti in poppa, lo scorso anno, vi ha rifilato una manovra micragnosa da 20 miliardi di euro senza un euro in più: soldi non spesi l’anno precedente e scippi a destra e a manca. Una vergogna! Tutto questo mentre la Germania approvava una manovra da oltre 540 miliardi di euro. E mentre la Francia, che già allora aveva i conti pubblici più sballati dell’Italia, approvava una manovra 2026 di oltre 60 miliardi di euro tutti a debito! Ma non li nota questi ‘dettagli’? E lei ancora si fida di Giorgetti e dell’Unione Europea? Si rende conto che la prossima settimana autotrasportatori, agricoltori e pescatori italiani scateneranno un casino? (qui un articolo).
Giocate di anticipo: elezioni anticipate a Dicembre, così il referendum sulla legge elettorale gli rimane nelle ‘garge’… (gargarozzo per i non siciliani)
Presidente Meloni, noi siamo nessuno: solo un piccolo blog. Ma siamo liberi. Le diamo un consiglio spassionato: considerato che in Francia stanno inscenando le proteste popolari per: a) non effettuare i tagli al Bilancio 2027 e non aumentare l’età pensionabile, che lì è a 62 anni facendo nuovo debito alla faccia degl’italiani; b) per cercare di fregare la presidenza della Francia ai sovranisti di Marine Le Pen; tutto ciò considerato e appurato, le consigliamo la seguente manovra: ignori il ‘Patto di stabilità’ e Bruxelles, stampi non meno di 40 miliardi di euro in più e faccia approvare subito dal Parlamento la manovra 2027. A Bruxelles sbraiteranno? Gli ricordi quello che hanno concesso alla Francia lo scorso anno e gli aiuti che la BCE della signora Christine Lagarde, guarda caso francese, ha fornito quest’anno, sempre alla Francia. Dopo di che serri le fila e si dimetta, non prima di essersi assicurata che la presidenza della Repubblica non possa dare vita a un nuovo Governo: siamo certi, infatti, che il Generale Roberto Vannacci, su questo tema, non reggerà il gioco al centrosinistra. Quindi elezioni anticipate a Natale con la nuova legge elettorale. Così creerete anche gli ‘esodati’ del referendum sulla legge elettorale…







