Riesplode la guerra nel Golfo proprio durante il vertice NATO in Turchia. Di nuovo bloccato l’export di petrolio iraniano. In salita i prezzi del greggio. Borse giù in tutto il mondo?

Va da sé che si profila una nuova ondata di aumenti dei prezzi di benzina e gasolio

Notte di guerra nello Stretto di Hormuz. Gli iraniani attaccano tre navi commerciali. Immediata la risposta americana. Gli USA hanno colpito un’ottantina di obiettivi nel suolo iraniano. Questi ultimi, a propria volta, non potendo attaccare gli americani, hanno lanciato i soliti missili in Bahrein e in Kuwait. Controrisposta americana con la revoca immediata della licenza speciale che consentiva all’Iran di epsortare il proprio petrolio. Immediati gli effetti nel mercato mondiale petrolifero: il Brent europeo ha superato i 75 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è balzato oltre i 70 dollari. Più che altro sono effetti speculativi.

Questo mentre l’Unione europea si prepara a regalare un’altra ‘carrettata’ di miliardi di euro all’Ucraina…

Tutto questo succede mentre in Turchia è in corso il vertice NATO ementre in Iran si celebrano i funerali dell’ayatollah Khamenei. E mentre i russi cotinuano a bombardare Kieev e dintorni. In questo scenario non è da escludere che oggi i prezzi del petrolio vadano ancora su. Poiché, di fatto, la tregua nel Golfo è finita, è probabile che si ritorni al caos nei mercati di tutto il mondo. Le Borse manifestano già i primi segnali negativi. Toccherà agli Stati – con riferimento soprattutto all’Unione europea – mettere mano ai soldi per tenere in piedi i mercati azionari e obbligazionari. Va da sé che si profila un nuovo aumento dei prezzi di benzina e gasolio. Questo mentre l’Unione europea si prepara a regalare un’altra ‘carrettata’ di miliardi di euro all’Ucraina…

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

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