
Attenzione, perché i sardi, a differenza dei siciliani che sono dei “vinti” verghiani (tranne rarissime eccezioni), hanno le ‘palle’
In Sardegna sta succedendo qualcosa di straordinario. Una grande mobilitazione popolare nata dal basso, in contrapposizione alla politica ufficiale, ha bloccato una grande speculazione a ridosso dell’Area Marina Protetta di Tavolara. Utilizzando in modo strumentale la ZES, sigla che sta per Zona Economica Speciale, stava per vedere la luce un maxi-resort, denominato “Tavolara Bay”, nel tratto di costa presso Cala Finanza. Non è chiaro il ruolo del Governo regionale di centrosinistra della grillina Alessandra Todde. Mentre a un certo punto, per placare le proteste popolari che montavano di giorno in giorno, è intervenuto il Governo nazionale di Giorgia Meloni che ha bloccato tutta l’operazione. Come si legge sulla rete, non è stata la politica – né la politica nazionale, né la politica regionale – a fermare questo progetto: sono stati i cittadini sardi che si sono organizzati: e hanno vinto.
La Sardegna non è verghiana, cioè ‘vinta’ nell’anima come la Sicilia
La protesta non si sta fermando: anzi. Con molta probabilità, la politica nazionale ha avuto e ha ancora paura. La Sardegna non è la Sicilia, che accetta tutto supinamente, confermando ogni giorno l’analisi di Giovanni Verga. Lo scrittore siciliano, così cercano di farci credere, parlava della condizione dell’uomo in generale. In realtà, la “condizione generale dell’uomo” Verga l’osservava e la viveva in Sicilia con i siciliani “vinti” per definizione, tranne rarissime eccezioni. Al contrario dei siciliani, che si fanno mettere i piedi in testa dalla politica nazionale e che si stanno persino facendo togliere anche il grano duro dall’Unione europea, dal Governo romano e dalla Regione siciliana di ‘addortentati’ eterni, i sardi, quando vogliono, si ribellano. Eccome se si ribellano! Se in Sicilia il Partito Separatista è durato solo qualche anno, tradito dagli americani che, forti della resa senza condizioni di Cassibile, hanno consegnato la nostra Isola ai partiti politici nazionali, DC in testa, in Sardegna i partiti politici nazionali hanno faticato tantissimo per ridimensionare l’anima Separatista dei sardi. Hanno impiegato più di vent’anni e ci sono riusciti solo in parte. In questi giorni la politica italiana ha capito che fra pale eoliche, pannelli fotovoltaici, riaperture delle miniere, speculazioni sulle coste e porcate varie i sardi si stavano riorganizzando dalla base. Ed è corsa ai ripari. Ce la farà la politica nazionale a ‘incaprettare’ di nuovo i battaglieri abitanti della Sardegna? Speriamo di no. La Sardegna è l’ultima speranza degli uomini liberi che vivono nella ‘Espressione geografica’ chiamata Italia finita nel giogo massonico e tedesco ‘europeista’.
Avanti tutta, amici della Sardegna, date il buon esempio a una Sicilia senz’anima, incapace di ribellarsi!
Ora sono gli stessi politici sardi che fanno capo ai partiti nazionali – soprattutto il solito, fallimentare centrosinistra – che cercano di intestarsi lo stop alla speculazione nell’Area Marina Protetta di Tavolara. Ma non è così. Sono stati i cittadini sardi che, anzi, hanno deciso di continuare a organizzarsi per proseguire nella battaglia di liberazione della loro Isola dai ‘banditi’ della politica nazionale. Scrive sulla propria pagina Facebook Elena Pinna, una cittadina sarda battagliera e determinata: “Ci dicono che senza l’Italia la Sardegna morirebbe. Ma guardatevi attorno. Pale eoliche e fotovoltaico industriale. Metanizzazione. Cavidotti. Miniere. Servitù militari. Discariche. Coste privatizzate. Sanità al collasso. Spopolamento. Un’isola di un milione e mezzo e poco più di abitanti, che pare esistere solo per essere servitù. Quale di queste cose dovrebbe convincerci che stiamo sopravvivendo grazie a questo sistema? Perché a questo ritmo dei sardi resteranno soltanto le maschere per i turisti e le statue nei musei. E quindi fuori dall’Italia tiranna e fuori dall’Europa assassina”.
Avanti tutta, amici della Sardegna, date il buon esempio a una Sicilia senz’anima, incapace di ribellarsi! Ricordatevi che in Sicilia qualcuno che si batte per Autonomia, Indipendentismo e Separatismo c’è ancora. E ha bisogno di voi!
F oto tratta dalla pagina Facebook di Elena Pinna








